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Lifestyle18 marzo 2026

I monasteri sono i nuovi resort: perché prenotare subito per un weekend

Luoghi in cui la storia si respira a ogni passo e in cui il relax è assicurato insieme a un’esperienza a cinque stelle: perché il weekend in monastero è l’idea perfetta per rigenerarsi in primavera
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Di Claudia Ricifari

Trascorrere un weekend in monastero è ben più che un’esperienza insolita. Significa riscoprire il gusto del tempo lento. L’architettura invita alla quiete, i paesaggi circostanti favoriscono il contatto con la natura e le attività proposte – dalla spa alla gastronomia, dalle passeggiate alle degustazioni – sono pensate per rallentare rispetto alla frenesia quotidiana.

Sono sempre più i viaggiatori che scelgono luoghi capaci di restituire silenzio e memoria. È anche per questo che molti antichi monasteri italiani sono stati riconvertiti in hotel e resort di altissimo livello.

Edifici nati per la contemplazione, spesso costruiti in posizioni isolate e circondati da paesaggi di grande bellezza, oggi accolgono ospiti che cercano qualcosa di diverso dal classico soggiorno: ambienti carichi di storia, architetture importanti, giardini silenziosi e attività pensate per ritrovare il proprio ritmo.

Il risultato è una forma di ospitalità che unisce spiritualità del luogo e standard contemporanei. Un contesto che per secoli ha custodito cultura, arte e vita comunitaria e che ora restituisce bellezza a chi decide di guardare con occhi nuovi al passato. Ecco quattro buoni motivi per cui un weekend in monastero è l’ideale per ritrovare le energie per affrontare la primavera.

Dormire tra celle monastiche e architetture secolari

Il primo motivo per scegliere un weekend in monastero è la storia. Molte di queste strutture sono state restaurate mantenendo la struttura originaria: corridoi che un tempo collegavano i chiostri, refettori trasformati in sale comuni, celle dei monaci diventate camere.

È il caso del Relais San Maurizio, nelle Langhe piemontesi, nato all’interno di un monastero cistercense del XVII secolo. Le camere sono ricavate nelle antiche celle e negli spazi conventuali, dove gli elementi architettonici originali convivono con un’eleganza contemporanea. Nelle antiche cantine del monastero il ristorante Guido da Costigliole, premiato con una stella Michelin, propone piatti radicati nella cultura gastronomica locale, realizzati con ingredienti del territorio e accompagnati da una delle aree vinicole più importanti d’Italia. Il panorama delle colline UNESCO e l’atmosfera sospesa del luogo restituiscono una sensazione rara: quella di abitare, anche solo per un weekend, un frammento di storia.

In Toscana, il Monastero di Cortona Hotel & Spa racconta una vicenda ancora più stratificata. L’edificio, situato nel punto più alto della città, nasce nel Quattrocento e nel corso dei secoli ha ospitato confraternite religiose, monaci domenicani e cistercensi. Oggi le antiche celle dei frati sono diventate camere e suite, mentre l’ex refettorio accoglie gli ospiti in un grande spazio comune. L’atmosfera resta quella di un luogo pensato per la quiete con viste aperte sulla Val di Chiana. Nel ristorante Gli Affreschi, che prende il nome dalle opere scoperte durante il restauro del monastero, lo chef Michele Ricci lavora sulla tradizione toscana con piatti che valorizzano prodotti locali e stagionali, mentre accanto al fine dining l’Osteria del Santo restituisce il lato più autentico della cucina regionale, dalla pasta fresca alla celebre bistecca alla fiorentina.

Monastero di Cortona - Credits: Courtesy Press OfficeMonastero di Cortona - Credits: Courtesy Press Office

Spa e rituali di benessere negli antichi spazi monastici

Un altro elemento che rende questi hotel particolarmente interessanti è la trasformazione degli ambienti storici in luoghi dedicati al benessere. Gli spazi che un tempo ospitavano la vita monastica diventano oggi spa, piscine e aree relax.

Sempre a Cortona, per esempio, la spa Bagni di Bacco è stata ricavata all’interno di un’antica cisterna romana. L’acqua torna così protagonista di un rituale che richiama la tradizione delle terme antiche: piscina riscaldata, sauna e bagno turco convivono con le volte in pietra dell’edificio originario.

In Umbria, il NUN Assisi Relais & Museum porta ancora più indietro nel tempo. Il centro termale è stato realizzato nelle fondamenta romane dell’antico complesso monastico e riprende il percorso classico delle terme: Tepidario, Caldario, Sudatorio e Frigidario. Un itinerario che alterna temperature e livelli di umidità, restituendo la dimensione rituale dell’acqua.

Sulla Costiera Amalfitana, il Monastero Santa Rosa Hotel & Spa domina il mare tra Amalfi e Positano. Il complesso era un convento domenicano del XVII secolo e conserva ancora l’atmosfera di un luogo isolato e contemplativo. La spa si sviluppa tra stanze calde con soffitti a volta e un giardino dei trattamenti affacciato sul Mediterraneo, mentre le camere custodiscono arredi di antiquariato e viste spettacolari sulla costa.

La Spa del Monastero Santa Rosa - Credits: Courtesy Press OfficeLa Spa del Monastero Santa Rosa - Credits: Courtesy Press Office

Ritrovare il silenzio: il fascino del digital detox

Un weekend in monastero invita naturalmente a rallentare. Alcune strutture hanno trasformato questa dimensione in un vero e proprio concept di soggiorno, per staccare del tutto la spina e soprattutto internet.

L’Eremito, nel cuore dell’Umbria, è uno dei primi resort italiani dedicati al digital detox. Le camere sono ispirate alle piccole celle degli eremiti medievali e mantengono volutamente spazi essenziali. Niente televisione e nessuna connessione wi-fi: l’attenzione è rivolta al silenzio, alla meditazione e alle attività rigenerative come yoga e bagni di vapore.

Anche il Monastero di Sant’Alberico Relais, tra le montagne dell’Appennino tosco-romagnolo, mantiene una forte relazione con il paesaggio e con l’idea di contemplazione. Qui il benessere nasce dal contatto con la natura e da un’architettura che conserva il carattere austero dell’antico ospizio fondato attorno all’anno Mille.

Vista aerea del Monastero di Sant’Alberico Relais - Credits: Courtesy Press OfficeVista aerea del Monastero di Sant’Alberico Relais - Credits: Courtesy Press Office

Esperienze legate al territorio e alla lentezza

Storicamente i monasteri erano luoghi autosufficienti, in cui orti, vigneti e cucine rappresentavano una parte essenziale della vita quotidiana. Andare alla scoperta di questi territori consente di rilassarsi circondati dal verde e da un modo di vivere slow. Molte strutture, infatti, organizzano attività pensate per scoprire il paesaggio circostante con un ritmo diverso da quello del turismo tradizionale.

Nella campagna senese, Castel Monastero, antico borgo medievale trasformato in resort cinque stelle, propone cooking class dedicate alla cucina toscana, degustazioni nelle cantine del Chianti e percorsi tra vigneti e boschi. Tra le esperienze più suggestive c’è la caccia al tartufo guidata dai tartufai locali, che conduce gli ospiti nei boschi circostanti prima di riportarli a tavola per una cena in cui il prezioso ingrediente diventa protagonista.

Di nuovo sulla Costiera Amalfitana, l’Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel è stato ricavato all’interno di un convento cappuccino del XIII secolo affacciato sul mare. Le camere sono gli antichi alloggi dei monaci e gli ospiti possono partecipare a visite guidate del monastero insieme a un frate cappuccino, un percorso che intreccia storia, spiritualità e racconto del luogo.

Infine, a Taormina, il San Domenico Palace, Four Seasons Hotel, una delle strutture più famose al mondo, che nascenegli spazi di un convento domenicano fondato nel XIV secolo. Nel corso dell’Ottocento, poi, la struttura originaria è stata arricchita di un nuovo edificio in stile Liberty e trasformata in albergo di lusso diventato punto di riferimento per artisti, nobili e celebrità internazionali in visita in Italia per il Grand Tour. Oggi il complesso è uno degli hotel più iconici del Mediterraneo, con giardini all’italiana, una piscina a sfioro con allestimento firmato Dolce & Gabbana e ristoranti che celebrano la cucina siciliana contemporanea. Da non perdere il safari in notturna Sicilia sotto le stelle, per ammirare lo spettacolo della natura e del cielo notturno sull’Etna.

Castel Monastero, Castelnuovo Berardenga - Credits: Courtesy Press OfficeCastel Monastero, Castelnuovo Berardenga - Credits: Courtesy Press Office

Insomma, il soggiorno in un monastero diventa così anche un modo per entrare in relazione con il territorio: attraverso i sapori, le tradizioni e i paesaggi che lo definiscono.

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