Di Valentina Bottoni
Le giornate si sono fatte più lunghe e il sole è tornato a splendere: ora che i mesi freddi sono ormai alle spalle possiamo riporre definitivamente maglioni e cappotti e, con loro, anche i profumi dalle note più intense e avvolgenti. Dato che in primavera la natura si risveglia, è l’occasione perfetta per sperimentare composizioni leggere, eleganti e romantiche, ispirate proprio al giardino che sboccia.
Anche se al mondo esistono numerosissime varietà di questo fiore, solo due vengono utilizzate in profumeria (servono ben 4.500 petali freschi per ottenere un kg di essenza) ossia la rosa damascena e la centifolia, chiamata anche rosa di maggio. Il suo aroma al tempo stesso fresco, cipriato e verde ha ispirato numerosi pittori, poeti e, soprattutto, nasi che hanno creato i sillage teneri e inebrianti. Come Aquallegoria Perle Florabloom di Guerlain, una eau de parfum a metà tra fragranza e trattamento, che combina micro perle di profumo con una base acquosa priva di alcol che diffonde sulla pelle le note fresche luminose di rosa, tuberosa, iris e lime.
Cattura invece l’atmosfera intima di un giardino di rose all’alba Maison Margiela Replica Up at Dawn, che mescola rosa, pepe rosa e patchouli evocando la freschezza del bocciolo imperlato di rugiada. La rosa damascena di Dior Addict Rosy Glow di Dior nasconde invece un cuore dolce e fruttato di litchi e crema, irresistibile come una caramella glassata.
Quando i prati sono punteggiati dai suoi petali viola a forma di cuore, è segno che la nuova stagione è ormai alle porte. Il suo profumo innocente e delicato, dalle sfaccettature muschiate, dolci e legnose, già da un paio di secoli ispira l’industria del fragrance making. Considerato a lungo un po’ rétro, ora è tornato protagonista di composizioni originali e ricercate. Come Violette 30 di Le Labo, che gioca con i contrasti mescolando la rara violetta bianca a legno di cedro, guaiaco e tè bianco, mentre Bonbons a la Violette di New Notes cattura l’essenza delle caramelle alla violetta esaltando il sentore delicato del fiore con un tocco dolce e avvolgente di vaniglia, muschio e ambra. Si apre infine con un accordo frizzante di lampone e violetta Chance Eau Splendide di Chanel che svela poi un cuore fiorito di géranium rosat coltivato a Grasse, iris cipriato e muschio bianco.
Il suo nome è legato alla principessa di Nerola, che pare amasse a tal punto il profumo dei fiori d’arancio da fare il bagno nel loro olio essenziale, chiamato “neroli” proprio in suo onore. Fresco e fiorito, con accenti verdi e leggermente amari, si ottiene dalla distillazione a vapore dei boccioli freschi: il suo aroma è perfetto per chi ama fragranze fiorite al tempo stesso fresche, pungenti ed energizzanti. Come Eau de Neroli Doré di Hermès che unisce la solarità dei fiori d’arancio a uno zafferano delicato e speziato.
Fiori di Neroli di Gucci nasce invece dalla collaborazione con l’ultima azienda italiana produttrice di neroli della Liguria, e abbina il prezioso estratto a cedro, bergamotto, mandarino verde e gelsomino. Vacay in a Bottle Marrakesh di Kayali, infine, invita a viaggiare nei souk della città marocchina, dove il profumo dei fiori d’arancio si mescola a cedro, ambra e muschio.