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beauty12 gennaio 2026

Come ci profumeremo nel 2026. Ecco quali saranno le fragranze dell'anno

Abbiamo chiesto al naso Paola Bottai che cosa succederà nei prossimi mesi nel mondo delle eaux de parfum. Tra le note destinate a conquistarci ci saranno gourmand più maturi, con sentori di riso, caffè e spezie, e poi ambra e oud, d’ispirazione araba. Nel nuovo anno aspettiamoci anche una tendenza bifronte: da una parte il ritorno alle boutique fisiche, dall'altra il ruolo dell’IA nella scelta del sillage
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Di Valentina Bottoni

Abbinare ingredienti e accordi diversi, collezionare flaconi e testare nuove uscite e composizioni insolite è diventata una passione per un numero sempre crescente di persone. Che si sono avvicinate a tutto ciò che ruota intorno al profumo anche grazie ai social media, immergendosi così nella storia delle grandi case essenziere così come nello studio di note e sillage. Se l’anno appena trascorso ha portato sugli scaffali dei beauty store tante novità ed edizioni limitate, cosa dobbiamo aspettarci dal 2026? Ne abbiamo parlato con Paola Bottai, naso indipendente, autrice e parfumeur formatasi in Francia, a Grasse.

L'anno appena passato ha segnato un maggiore interesse verso il mondo delle fragranze?

"Senza dubbio. Dal periodo della pandemia - in cui ci si è resi conto che poteva esserci la possibilità di perdere l’olfatto, almeno per un periodo - in avanti, l’attenzione verso l’universo beauty e in particolare per tutto ciò che riguarda i profumi è cresciuta in modo esponenziale, il che ha portato anche alla nascita di molti nuovi brand. I social, poi, hanno fatto letteralmente ‘esplodere’ il settore. Il risultato è che c’è moltissima scelta, con alcune composizioni che diventano virali accentrando l’attenzione di un pubblico sempre più informato e selettivo. Per contro, però, tale boom non sempre stimola la creatività, un po’ perché induce confusione ma anche perché spinge i marchi a inseguire le tendenze del momento".

Credits: Launchmetrics.com/SpotlightCredits: Launchmetrics.com/Spotlight

Come è cambiato il modo in cui ci profumiamo?

"Rispetto a qualche tempo fa, ora manca un po’ l’affezione verso la ‘propria’ fragranza: non c’è più l’eau de toilette della vita, ma un guardaroba esteso da usare a seconda dell’occasione e persino da abbinare a ciò che si indossa. Il rischio è che si comprino però alcuni profumi perché sono virali e non perché piacciono davvero, finendo per avere un po’ tutti lo stesso odore. In questo senso, la vera nicchia ora non consiste tanto nello scegliere composizioni sconosciute e introvabili, ma nell’indossare fragranze vintage, quelle che hanno fatto la storia della profumeria".

Quali note sono destinate a dettare tendenza nel 2026?

"Tutto ciò che è dolce continuerà ad andare fortissimo, ma si evolverà: la categoria dei gourmand avrà meno caramello, latte e note zuccherose diventando più matura, grazie al sentore di riso, nocciola tostata, caffè, spezie e tè, ma anche di liquore e note salate verdi, sempre edibili però. Ci saranno inoltre tanti fioriti complessi ma luminosi caratterizzati da accordi trasparenti, dopo tanti anni di note scure e molto intense. Su questa scia, torneranno le fragranze che sanno di ‘buono’, che non devono per forza sorprendere a tutti i costi con abbinamenti azzardati e insoliti. La ricerca di sillage molto persistenti, poi, ha caratterizzato l’anno trascorso e di certo non svanirà: ha portato sul mercato molte fragranze a base di ambra e oud, d’ispirazione ‘araba’".

Oltre all’abbinamento e alla scelta delle note, cambieranno i gesti legati al profumo?

"Una tendenza fortissima riguarderà proprio il formato delle fragranze: dato che le persone comprano in grandi quantità e desiderano possedere tutte le ultime novità appena arrivano sugli scaffali, si consoliderà senza dubbio l’abitudine di acquistare sample kit o anche formati piccoli, come il 30 e il 50ml, che permettono di portare con sé la propria fragranza per poi rinfrescarla nel corso della giornata, senza dover ricorrere per forza ad accordi intensi e pungenti, destinati a durare molto a lungo. Il profumo, così, diventa anche un gesto di benessere che aiuta a stimolare i sensi regalando un effetto cocoon immediato. Se ci riflettiamo, l’atto di profumarsi non è per forza necessario per avere un buon odore, ma non è neppure un semplice vezzo: la fragranza ci aiuta a stare bene. Basti pensare a quanto si è espanso il settore delle home fragrances, tanto che ormai usare candele e diffusori per la casa è, per molti, una piacevole abitudine. Visto il periodo complesso che stiamo vivendo, caratterizzato da molta incertezza, il profumo diventa uno strumento per infondere serenità ed equilibrio".

Cambierà anche il modo in cui sceglieremo e compreremo le fragranze?

"Direi che è già cambiato, non a caso nel 2025 hanno aperto moltissime boutique fisiche. Basti pensare che nelle grandi città sono nate vere e proprie vie del profumo, come via Fiori Chiari a Milano o via Vittoria a Roma. Questo ha portato, e consoliderà ulteriormente, un netto cambiamento nelle abitudini d’acquisto delle persone, che torneranno a testare dal vivo le fragranze, prendendosi del tempo per scegliere quella giusta. Monomarca e profumerie, oltretutto, fanno sentire coccolato il cliente, cosa che l’on-line, per ovvi motivi, non può fare. Anche i siti web, però, hanno capito quanto sia importante offrire un’esperienza soddisfacente a chi compra e pongono sempre più attenzione, per esempio, al modo in cui ciò che abbiamo comprato viene confezionato. Il packaging deve presentarsi bene, includere campioni omaggio e risultare curato nei minimi dettagli per trasmettere una sensazione positiva al momento dell’apertura".

Quale ruolo avrà l’Intelligenza Artificiale?

"Proprio perché ormai la scelta è così vasta, l'Intelligenza Artificiale può essere uno strumento valido per aiutarci a individuare la fragranza giusta per noi. Basterà comunicarle le note preferite e come desideriamo che la nuova composizione ci faccia sentire per ottenere tutte le opzioni che più si avvicinano ai nostri desiderata. Gli store multimarca elaboreranno i propri programmi in modo da guidare le persone a fare acquisti in modo più mirato, ma prevedo che anche i singoli brand disporranno di propri tool di IA. Il ricorso alla tecnologia andrà dunque di pari passo con il ritorno agli acquisti fisici, in un’interessante alternanza tra digitale e analogico. L’aspetto esperienziale non dovrebbe mai andare perso dato che tutte le attività svolte a mano, dalla scrittura all’atto di annusare, stimolano la nostra attività cerebrale. Non dimentichiamo che l’olfatto è l’organo che, nella storia, ci ha garantito la sopravvivenza. Inoltre è legato al sistema limbico e alla memoria, tanto che i ricordi, quando associati agli odori, sono sempre più profondi e indelebili".

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