Di Giuditta Avellina
A Milano Cortina 2026 non si compete solo contro il cronometro, ma anche a difesa della propria narrativa. Lo dimostra quanto accaduto nelle ultime ore in conferenza stampa: a Eileen Gu è stato chiesto se i suoi due argenti fossero “due ori persi”. La risposta è stata una risata e un ribaltamento netto della questione: "Sono la sciatrice freestyle più medagliata della storia. Vincere una medaglia olimpica ti cambia la vita. Farlo cinque volte è esponenzialmente più difficile". Una replica che va oltre lo sport e apre la vera sfida di questi Giochi, quella tra modelli di atleta contemporanea. Da un lato Gu, luxury globale e potere simbolico; dall’altro Jutta Leerdam, potenza digitale e cultura pop.
Gu arriva a Milano Cortina con un palmarès già storico: tre medaglie a Pechino 2022 (oro nel Big Air e Halfpipe, argento nello Slopestyle) e due argenti conquistati in questi Giochi sugli sci, nello slopestyle e nel Big Air. Cinque podi olimpici complessivi, primato femminile nello sci freestyle. Ma il dato agonistico è solo una parte del racconto. La sua scelta di rappresentare la Cina, Paese d’origine della madre, e non gli Stati Uniti dove è cresciuta, continua ad avere una lettura politica e identitaria. E proprio nel momento della pressione mediatica, Gu sceglie la postura della consapevolezza.
Fuori dalla pista è tra le atlete più pagate al mondo: lavora con Louis Vuitton, Tiffany & Co., IWC Schaffhausen, Porsche e Red Bull, sui social ha 2,6 milioni di follower. Studia a Stanford, siede ai front row delle sfilate, attraversa red carpet e halfpipe con la stessa naturalezza. Il suo posizionamento è sofisticato, globale: è l’atleta che dialoga con il sistema moda e con quello sportivo mantenendo un’aura di autorevolezza internazionale.
Dall’altra parte della pista c’è la pattinatrice Jutta Leerdam. A Milano Cortina 2026 ha conquistato l’oro nei 1000 metri con nuovo record olimpico e un argento nei 500 metri. Con questo risultato porta a tre il totale dei podi olimpici in carriera, superando quanto raccolto a Pechino 2022. Leerdam è potenza tecnica sul ghiaccio, ma è anche costruzione identitaria digitale. Con oltre 6,3 milioni di follower su Instagram, è una delle atlete più seguite dei Giochi. La relazione con Jake Paul amplifica ulteriormente la sua esposizione mediatica e la colloca in una zona di intersezione tra sport, entertainment e cultura pop. Nel suo caso, sport e lifestyle non sono compartimenti stagni. L’allenamento diventa contenuto, la vittoria diventa narrazione condivisa. È l’atleta che vive dentro l’algoritmo e lo governa.
Il confronto tra Eileen Gu e Jutta Leerdam non può essere ridotto a un semplice medagliere. Gu ha un palmarès olimpico più ricco e un posizionamento capace di attraversare il sistema moda globale, le aziende del lusso e lo sport tradizionale con autorevolezza istituzionale. Leerdam ha un rapporto con l’algoritmo e con il pubblico digitale forse ancora più diretto, con una presenza social che supera i 6,3 milioni di follower e un’immagine perfettamente allineata ai codici mainstream.
Entrambe rappresentano versioni diverse, ma complementari dell’atleta globale contemporanea: la prima come ponte tra sport d’élite e luxury branding, la seconda come icona di pop culture sportiva immersa nell’ecosistema digitale. A Milano Cortina 2026 la vittoria non si misura più soltanto in secondi o centimetri. Si misura anche nella capacità di trasformare una medaglia in mediaticità e un risultato sportivo in potere simbolico.
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