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entertainment19 febbraio 2026

Eileen Gu vs Jutta Leerdam, la sfida olimpica tra sport, moda e follower

Medaglie, milioni di follower e brand globali: a Milano Cortina 2026 la sfida tra la sciatrice e la pattinatrice racconta due visioni opposte ma complementari dell’atleta contemporanea, tra lusso istituzionale e cultura pop digitale
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Di Giuditta Avellina

Ailing Eileen Gu del Team Repubblica di Cina osserva durante il Big Air femminile di freeski, nel decimo giorno dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, presso il Livigno Snow Park il 16 febbraio 2026 a Livigno, Italia; Jutta Leerdam del Team Paesi Bassi festeggia dopo aver stabilito il record olimpico durante i 1000 metri femminili di pattinaggio di velocità, nel terzo giorno dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, presso il Milano Speed Skating Stadium il 9 febbraio 2026 a Milano, Italia - Credits: Getty ImagesAiling Eileen Gu del Team Repubblica di Cina osserva durante il Big Air femminile di freeski, nel decimo giorno dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, presso il Livigno Snow Park il 16 febbraio 2026 a Livigno, Italia; Jutta Leerdam del Team Paesi Bassi festeggia dopo aver stabilito il record olimpico durante i 1000 metri femminili di pattinaggio di velocità, nel terzo giorno dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, presso il Milano Speed Skating Stadium il 9 febbraio 2026 a Milano, Italia - Credits: Getty Images

A Milano Cortina 2026 non si compete solo contro il cronometro, ma anche a difesa della propria narrativa. Lo dimostra quanto accaduto nelle ultime ore in conferenza stampa: a Eileen Gu è stato chiesto se i suoi due argenti fossero “due ori persi”. La risposta è stata una risata e un ribaltamento netto della questione: "Sono la sciatrice freestyle più medagliata della storia. Vincere una medaglia olimpica ti cambia la vita. Farlo cinque volte è esponenzialmente più difficile". Una replica che va oltre lo sport e apre la vera sfida di questi Giochi, quella tra modelli di atleta contemporanea. Da un lato Gu, luxury globale e potere simbolico; dall’altro Jutta Leerdam, potenza digitale e cultura pop.

Eileen Gu, tra medaglie e luxury system

Gu arriva a Milano Cortina con un palmarès già storico: tre medaglie a Pechino 2022 (oro nel Big Air e Halfpipe, argento nello Slopestyle) e due argenti conquistati in questi Giochi sugli sci, nello slopestyle e nel Big Air. Cinque podi olimpici complessivi, primato femminile nello sci freestyle. Ma il dato agonistico è solo una parte del racconto. La sua scelta di rappresentare la Cina, Paese d’origine della madre, e non gli Stati Uniti dove è cresciuta, continua ad avere una lettura politica e identitaria. E proprio nel momento della pressione mediatica, Gu sceglie la postura della consapevolezza.

Fuori dalla pista è tra le atlete più pagate al mondo: lavora con Louis Vuitton, Tiffany & Co., IWC Schaffhausen, Porsche e Red Bull, sui social ha 2,6 milioni di follower. Studia a Stanford, siede ai front row delle sfilate, attraversa red carpet e halfpipe con la stessa naturalezza. Il suo posizionamento è sofisticato, globale: è l’atleta che dialoga con il sistema moda e con quello sportivo mantenendo un’aura di autorevolezza internazionale.

La medaglia d’argento Ailing Eileen Gu del Team Repubblica Popolare Cinese posa per una foto sul podio durante la cerimonia di premiazione del Big Air femminile di freeski, nel decimo giorno dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, presso il Livigno Snow Park il 16 febbraio 2026 a Livigno, Italia - Credits: Getty ImagesLa medaglia d’argento Ailing Eileen Gu del Team Repubblica Popolare Cinese posa per una foto sul podio durante la cerimonia di premiazione del Big Air femminile di freeski, nel decimo giorno dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, presso il Livigno Snow Park il 16 febbraio 2026 a Livigno, Italia - Credits: Getty Images

Jutta Leerdam, tra ghiaccio e algoritmo

Dall’altra parte della pista c’è la pattinatrice Jutta Leerdam. A Milano Cortina 2026 ha conquistato l’oro nei 1000 metri con nuovo record olimpico e un argento nei 500 metri. Con questo risultato porta a tre il totale dei podi olimpici in carriera, superando quanto raccolto a Pechino 2022. Leerdam è potenza tecnica sul ghiaccio, ma è anche costruzione identitaria digitale. Con oltre 6,3 milioni di follower su Instagram, è una delle atlete più seguite dei Giochi. La relazione con Jake Paul amplifica ulteriormente la sua esposizione mediatica e la colloca in una zona di intersezione tra sport, entertainment e cultura pop. Nel suo caso, sport e lifestyle non sono compartimenti stagni. L’allenamento diventa contenuto, la vittoria diventa narrazione condivisa. È l’atleta che vive dentro l’algoritmo e lo governa.

La medaglia d’argento Jutta Leerdam del Team Paesi Bassi festeggia sul podio durante la cerimonia di premiazione dei 500 metri femminili di pattinaggio di velocità, nel nono giorno dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, presso il Milano Speed Skating Stadium il 15 febbraio 2026 a Milano, Italia - Credits: Getty ImagesLa medaglia d’argento Jutta Leerdam del Team Paesi Bassi festeggia sul podio durante la cerimonia di premiazione dei 500 metri femminili di pattinaggio di velocità, nel nono giorno dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, presso il Milano Speed Skating Stadium il 15 febbraio 2026 a Milano, Italia - Credits: Getty Images

Chi sta vincendo la sfida?

Il confronto tra Eileen Gu e Jutta Leerdam non può essere ridotto a un semplice medagliere. Gu ha un palmarès olimpico più ricco e un posizionamento capace di attraversare il sistema moda globale, le aziende del lusso e lo sport tradizionale con autorevolezza istituzionale. Leerdam ha un rapporto con l’algoritmo e con il pubblico digitale forse ancora più diretto, con una presenza social che supera i 6,3 milioni di follower e un’immagine perfettamente allineata ai codici mainstream.

Entrambe rappresentano versioni diverse, ma complementari dell’atleta globale contemporanea: la prima come ponte tra sport d’élite e luxury branding, la seconda come icona di pop culture sportiva immersa nell’ecosistema digitale. A Milano Cortina 2026 la vittoria non si misura più soltanto in secondi o centimetri. Si misura anche nella capacità di trasformare una medaglia in mediaticità e un risultato sportivo in potere simbolico.

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