Di Patrizia Piccinini
Diciamocelo: dopo mesi di grigio fuori e velluti pesanti dentro, le nostre case hanno l'entusiasmo di un lunedì mattina a novembre. C’è voglia di aria, di luce e di quel disordine allegro che solo un mazzo di fiori sa regalare. Ma la primavera 2026 non si accontenta del solito contenitore anonimo: quest'anno il vaso ha deciso di rubare la scena. Personalità da diva, colori da candy-shop e una regola precisa: esagerare. Meno minimalismo, più riflessi. Se fuori la natura si risveglia, dentro vogliamo un’esplosione di design che urli: la noia è ufficialmente fuori moda.
Il viaggio inizia con le geometrie bicolore di Mimosa di S-CAB, che trasformano il davanzale in un set fotografico dinamico, per poi scendere negli "abissi" scultorei di Mino (Bosa), una superficie che sembra quasi respirare. Per chi non ama prendersi troppo sul serio, Serax trasforma una borsa della spesa in una Grocery Bag giallo limone: qui il fiore ideale è un mazzo di mimose spettinate o dei girasoli nani, per quell'effetto "appena preso al mercato" che fa subito primavera urbana.
L’eleganza di HAY entra invece in punta di piedi con l'Empire Vase: la sua palette al gusto sorbetto chiama a gran voce la morbidezza di ranuncoli o peonie in nuance pastello, creando un effetto "nuvola" da editoriale di moda.
Il lusso si fa gioco con i totem di cristallo Manhattan di Saint-Louis: piccoli ghiaccioli colorati che catturano i raggi d'aprile come un caleidoscopio. Accostateli ai tulipani: i loro steli continuano a crescere e a curvarsi nel vaso, giocando con i riflessi in un movimento organico continuo.
La tecnologia risponde con Alba di Lyxo, che mette i fiori letteralmente sotto i riflettori grazie ai LED integrati. Se cercate la poesia del gesto, il Vase d’Avril di Tsé & Tsé permette di "disegnare" con la natura grazie alle sue provette modulari. È il momento di giocare ai piccoli fiorai: mescolate fiori di campo, fresie profumatissime e qualche stelo di eucalipto per una sfumatura cromatica che va dal bianco al fucsia. Il contrappunto futurista? I Shine di Kartell, dove la plastica imita il cristallo in un gioco di trasparenze sorprendente.
Le forme organiche si prendono il palco con il Kink Vase di Muuto, una "U" in porcellana che piega le regole della simmetria. Qui serve rigore: basta un singolo ramo di magnolia o un Anthurium dalle linee grafiche per lasciare che la geometria del vaso dialoghi con la silhouette nuda del fiore.
Passando per l'intramontabile onda nordica di Savoy di Alvar Aalto per Iittala, arriviamo al gran finale: il Balloton di Venini. Vetro soffiato che intrappola l’aria in una rete preziosa, rifinito con quel filo colorato che lo rende un pezzo di alta moda per il living. Per un pezzo così nobile, scegliete la semplicità assoluta: un mazzo monovarietale di Lisianthus, per non distrarre l'occhio dalla maestria del vetro. In sintesi: se la primavera tarda ad arrivare fuori, portiamola dentro. Basta il vaso giusto, il fiore perfetto e una buona dose di voglia di decorare.