Di Valeria Boraldi
La Milano Fashion Week prosegue con le sfilate delle collezioni Autunno/Inverno 2026-2027. Dopo l’atteso debutto di Maria Grazia Chiuri come direttore creativo di Fendi, ecco le proposte degli altri brand protagonisti della seconda giornata, all’insegna delle nuove collezioni per la prossima stagione fredda.
Nelle sale eleganti del The Carlton, a Rocco Forte Hotel a Milano linee romantiche e texture preziose vanno in scena da Luisa Beccaria. La collezione Celebrations nasce dalla “voglia di celebrare la donna e la femminilità - spiega Luisa Beccaria nel backstage - e i vari momenti in cui la donna celebra di più sé stessa”. Una moda che esalta la concezione secondo cui - dalle parole della stilista - “l’elegante appartiene a tutta la giornata”. Da qui mises che seguono un climax celebrativo, dalle consistenze più leggere a quelle più strutturate, nei tessuti e nei dettagli. Gonne ampie, abiti midi, mini-dress sbarazzini, completi dal taglio maschile o longdress danno vita a silhouette eleganti e femminili, che si muovono tra texture impalpabili come tulle ricamati, chiffon fantasia, tweed romantici, scozzesi, jacquard o velluti. Le silhouette sono aggraziate. La palette è calda - dal beige al caramello fino al melanzana - ma vira anche verso le sfumature del lilla e dell’azzurro cielo, passando per verdi e blu scuri. Immancabili le tinte care al marchio, come il rosa cipria del tessuto chiné, le paillettes e le iconiche “Scarpette di Venere”, per creazioni che rispecchiano il desiderio sempre maggiore delle persone di attingere a una moda all’insegna dell’unicità.
Un gioco di addizione e sottrazione quello che prende forma nella collezione disegnata da Simone Bellotti per Jil Sander. In passerella sfila la pulizia assoluta, da cui nascono creazioni che rispettano i codici messi alla base dalla fondatrice della maison. Creazioni che si ispirano alla casa, luogo/rifugio per eccellenza, ma anche di partenza per nuovi inizi ed è proprio nella “casa” milanese del marchio del gruppo Otb, la storica sede di piazza Cairoli, che va in scena la seconda collezione firmata da Simone Bellotti. Ciò che è stato, a cui aggiungere ciò che sarà. Trionfa l’essenzialità dei capi. I dettami stilistici iconici della casa di moda vengono riproposti in passerelle - tra linee rigorose, sperimentazioni con i tessuti e il mood del less is more che avanza passo dopo passo - sottoforma di cappotti affilati, giacche strette e allungate, pantaloni dal taglio sartoriale, abiti semplici e morbidi. A questo, si aggiunge il nuovo, concretizzandosi in capi imbottiti, vestiti o gonne arricchite da spacchi laterali i cui tagli - ispirati ad opere d’arte o alla body art - donano movimento alle creazioni. Silhouette eleganti, che guardano al passato ma anche al futuro, in un gioco armonioso di contraddizioni che sposa palette scure, terrose, ma anche chiare.
È un invito a rallentare quello che sfila in passerella nella collezione Autunno/inverno 2026-2027 di Antonio Marras, che esalta un tempo presente come dimensione di esperienza in cui, insieme con la figura mitologica della Jana, è grande protagonista la lumaca - la Caragol - emblema di ciò che rappresenta la casa, immagine di sicurezza e tempo che trascorre lentamente. Come questo animale, si è invitati a rallentare nel vestirsi, immergendosi in un hic et nunc che porta a vivere il presente attraverso abiti dall’allure teatrale e fiabesca, su cui Marras ricama rose purpuree. Una collezione in cui vanno in scena creazioni ispirate al guardaroba femminile e maschile, dove gli outfit sono conquistati da giacche sartoriali, vestiti leggeri, capi in pelle, abiti di maglia o denim, in cui le palette si alternano, passando da sfumature rossastre alle stampe animalier fino ai toni del ghiaccio e del candido bianco. Star in passerella, la bowling bag Caragol.
Si ispira a Milano la nuova collezione FW2627 disegnata da Alberto Caliri per Missoni. In Piazza Affari, uno dei luoghi simbolo della città meneghina, le creazioni del marchio di Sumirago esaltano l’eleganza decontractée, per mises all’insegna del comfort, e sfilano sulle note di brani di film “action” italiani. Un fashion show che si ispira a ricordi d’archivio della maison consultati dal designer, in particolare alle immagini di una presentazione del 1987 nella Rotonda della Besana, altro luogo milanese per eccellenza, in cui - per la prima volta - il brand proponeva al pubblico capi di taglio maschile. Da qui, il desiderio di Caliri di attingere a nuances dense e mescolarle, dando vita a diverse declinazioni del marrone, passando dal tabacco al cognac, fino all’ocra e al ruggine, toccando il bianco sporco e il blu, creando colori che sembrano un tutt’uno. Un inverno all’insegna di stratificazioni e volumi generosi e ampi: il cappotto si conferma sinonimo di eleganza (con grandi revers) e sfila insieme a capispalla in shearling e abiti in maglia. Cardigan passe-partout e pantaloni con pinces e pieghe portano il guardaroba di lui a fare capolino in quello di lei. Presenti elementi brillanti come l’intramontabile lurex. Immancabili le righe verticali iconiche del brand.
Di anno in anno lo spirito eclettico del marchio Etro sfila in passerella senza mai risultare uguale a se stesso. Durante lo show, il sottofondo sonoro è quello della musica di Bluem, cantante sarda che, per l’occasione, ha realizzato ad hoc un meadly con alcune tracce del suo repertorio folkoristico. Mondi opposti sfilano prendendosi a braccetto nelle creazioni di Marco De Vincenzo: da un lato ci sono, tra i tanti tasselli, le multi-stampe, gli elementi che strizzano l’occhio al nomadismo, l’utilizzo della tecnica del flou; dall’altro gli strati di paillettes, i profili piumati, le stampe “foulard”, i trompe l’oeil, il tartan. Le silhouette sono fluide, partono dall’eredità del passato per proiettarsi in avanti grazie alle caratteristiche dall’animo contemporaneo, in un mix di pattern iconici, stratificazioni e tessuti preziosi. I dettagli, come in tutto, fanno la differenza, dalle sciarpe usate come cinture ai cordoncini tipici dell’arredamento classico ad adornare la maglieria. Le palette colori parlano la lingua del verde bosco o del blu notte, ma anche dell’ocra o del viola. Le borse sono da portare a mano e di diverse grandezze, mentre ai piedi si alternano, ad esempio, stivali o sandali che abbracciano la caviglia. Tra gli ospiti in front row anche l’attrice Anna Valle, la cantante Annalisa e Sangiovanni, pronti ad applaudire la prima sfilata dopo l’uscita della famiglia Etro dal capitale, dove lo stile del marchio è portato avanti in continuità da De Vincenzo.
Uno show che profuma di viaggi e scoperte. Alle porte della Stazione Centrale di Milano ecco la sfilata firmata MM6 Maison Margiela. Gli ospiti sono giunti qui con un invito a forma di biglietto del treno: direzione Parigi-Milano. La moda è un viaggio, in tutti i sensi, e per questo l’atmosfera in cui vengono immersi gli invitati è quella di un luogo di passaggio, precisamente quello della loack room, l’ex deposito bagagli della Stazione: una location appositamente studiata per comunicare il mood urbano e l’allure wearable della collezione. Tra maglioncini con scollo a “V”, camicie e polo a manica lunga, vincono i look easy chic versatili che comunicano funzionalità. Presenti l’intramontabile tartan nelle camicie a quadri abbinate - in modo originale - a pantaloni culotte o a gonne ampie e svasate che donano un tocco vintage alle mises, le giacche di jeans, i maglioni abbinati a collant, blazer sopra ad intimo over, trench. Nascono così silhouette lineari e dinamiche, pronte a salire sul treno per viaggi all’insegna dello stile. In un mix in cui l’apparente normalità diventa anormale ed esagerata.