Di Simona Peverelli
Qualcuno si chiederà che cosa c’entra Volare, con Mariah Carey. La pop star che con i suoi virtuosismi e il suo stile candy pop ha segnato generazioni di fan, si prepara infatti a cantare durante la cerimonia ufficiale delle Olimpiadi invernali uno dei più grandi successi della musica nostrana: “Nel blu, dipinto di blu”. Ad anticiparlo un video circolato sui social girato nello stadio di San Siro durante le prove, che ha spoilerato un pezzo di spettacolo disintegrando la regola aurea della segretezza e della riservatezza che caratterizza eventi di questo calibro. Nel silenzio della notte milanese, tra luci blu e scenografia dai toni freddi, si sentono intonare le note dell'immortale capolavoro di Domenico Modugno, quello che ogni italiano ha imparato a cantare con le braccia spalancate e gli occhi al cielo.
Una scelta che è un tributo alla cultura musicale italiana, un omaggio a quel messaggio di libertà lanciato nel 1958, quando Modugno portò il brano a Sanremo, vincendolo. Una canzone rivoluzionaria, nata da un'ispirazione onirica legata ai quadri di Marc Chagall, che con la sua interpretazione energica ha segnato una rottura con la tradizione melodica classica.
Dall’Italia questa canzone spopolò nel mondo: terza classificata all'Eurovision Song Contest del 1958; prima nella classifica dei singoli più venduti negli Stati Uniti per ben 5 settimane; Canzone e Disco dell'anno ai Grammy Awards del 1959. Modugno fu ribattezzato negli Stati Uniti “Mister Volare” e incise la hit in 13 lingue. Oggi, dopo quasi 70 anni, quella hit verrà di nuovo ascoltata dall'intero globo, nel momento in cui tutti gli occhi sono puntati sull’Italia, grazie ai Giochi olimpici. Da Modugno a Mariah Carey.
Ebbene, Mariah reinterpreterà il brano con il suo stile inconfondibile, con quella voce e quei "melismi" che hanno travolto la scena musicale dei primi Anni 90. Lei che ha cantato l'amore in tutte le sfumature pop-tragic, lei che ha trascinato in pista sul bubblegum r&b dei primi 2000, ed è diventata universalmente la custode del Natale sbriciolando ogni record con All I Want For Christmas (Is You), anno dopo anno. Cantanti potenti come Beyoncé, Britney Spears, Christina Aguilera e Jennifer Hudson hanno attinto a piene mani dal suo modo di cantare. Uno stile musicale che si è intrecciato con un’estetica candy pop, fatta di lustrini, gonne corte e caramelle, e che a qualcuno può sembrare lontana anni luce dalla tradizione della musica italiana che oggi Mariah si appresta a interpretare.
E invece dietro Mariah c’è molto di più. Non solo forza vocale tinta di rosa Barbie, ma anche capacità creativa. Tra le prime artiste a spingere i confini del pop, fondendolo con l’hip-hop, la cantante è anche stata ufficialmente riconosciuta come membro della Songwriters Hall of Fame, l’istituzione americana nata per celebrare gli autori e i compositori che hanno avuto un impatto duraturo sulla musica popolare mondiale, tra cui Stevie Wonder, Carole King e Paul McCartney. Un riconoscimento che svela come dietro la postura da diva, i mini-abiti e il trucco glowy, ci sia anche un'autrice che pensa, scrive e dà vita alle proprie canzoni, influenzando lo stile e l'arte attraverso i decenni.
Un'artista strutturata e ispirata, che con il suo lavoro ha abbattuto pesanti stereotipi legati al mondo canoro femminile. Mariah ha lavorato al testo di 18 dei suoi 19 singoli arrivati al numero 1, ha duettato con i più grandi artisti, ha scritto di getto hit mondiali come All I Want For Christmas (Is You), dove quello “you” diventava simbolo di felicità. Un simbolo che ora sembra fare rima con quel “Volare”, quell'inno alla libertà, all'evasione e alla gioia di vivere nato 68 anni fa.