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lifestyle06 aprile 2026

Nostalgia 2016: perché quell’anno detta ancora tendenza un decennio dopo

La dirompenza dell’athleisure, il trucco full glam, i nuovi antieroi del cinema e i drop elettronici diventati tormentoni immortali. Fenomenologia di un anno definito “the last great year” e di un’estetica che influenzerà anche la Primavera/Estate 2026: spontaneità e semplicità vs rigidità
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Di Simona Peverelli

C'è un anno che rimbalza nella memoria collettiva: la chiamano "nostalgia 2016", quella che celebra l'estetica dei social media, della moda, del cinema e della musica di dieci anni fa. Quella dei filtri vintage o con le orecchie da cagnolino e dei selfie poco studiati; quella degli skinny jeans abbinati ai top off-shoulder; quella del trucco color pastello; dei nuovi anti-eroi del cinema e dei tormentoni facili.

Un modo di vestire, ma anche di essere, che ripudia la rigidità e sposa la spontaneità. Sul web e sui social oggi girano le foto ricordo di un periodo che per molti è stato “l’ultimo grande anno”, e che ora ritorna non solo sugli schermi degli smartphone, ma anche nelle cuffie, negli armadi e nei beauty case. “2016 is the new 2026”.

Perché il 2016, il ruolo del social

Il ritorno delle corone di fiori digitali, della moda spontanea e dei tormentoni di un decennio fa per gli osservatori dei fenomeni di costume è un segno dell’esigenza di ritrovare un po’ di spensieratezza in un periodo storico incerto. Il 2016 è l’annata che per la Gen Z e per i Millennials ha rappresentato un vero e proprio spartiacque culturale, soprattutto nel territorio dei social: dieci anni fa, infatti, le piattaforme venivano vissute con più leggerezza; perché erano gli inizi, l’algoritmo non era così severo e l’hate speech non era ancora montato.

Oggi i social vengono invece vissuti con più serietà, per molti sono diventati mezzi professionali e troppo spesso sono fonte di contrapposizione. Una linea che ha finito con il coincidere anche con il confine tra un passato più spensierato e un presente fatto di ansie, legate a eventi epocali come la pandemia e le guerre. Da qui, il ritorno a un 2016 luminoso e spensierato, all’energia ottimista in cui il futuro non era poi così incerto. Un flashback collettivo che diventa l’antidoto a un presente in cui lo smarrimento fa perdere di vista i punti fermi a cui appigliarsi. Un trend che gira sui social dei Millenials e della Gen Z, alimentato da persone famose come Billie Eilish e Kylie Jenner, con la conseguenza che sulle piattaforme i post con l’hashtag #2016 hanno superato i 2 milioni. “The last great year” sembra un’ossessione, e la primavera 2026 non è esente.

Immagini tratte dai profili Instagram di Kylie Jenner, Rihanna e Ashley BensonImmagini tratte dai profili Instagram di Kylie Jenner, Rihanna e Ashley Benson

La moda nel 2016

Quell'anno è stato l’anno di Rihanna paparazzata con l’abito Saint Laurent a forma di cuore peloso; l'anno in cui Beyoncé è stata premiata come icona della moda ai CFDA Awards; l’anno della consacrazione di Alessandro Michele in casa Gucci, con il suo approccio volutamente nostalgico, un vintage‑romantico profondamente narrativo. È l’epoca dell’iper-decorativo, dell’hipster e dello streetwear. Una spontaneità che si rifletteva nell'influenza del athleisure, il rivoluzionario protagonismo in chiave glam di scarpe sportive, tute, leggings e cappellini, quelli spinti dai marchi streetwear di tendenza dell'epoca. Capi che sono diventati le divise delle star, attraverso collaborazioni tra cantanti, come Rihanna e Beyoncé, e marchi sportivi.

Ma il vero capo iconico dello stile 2016 è il jeans skinny a vita alta, spesso abbinato a top corti o maglie ampie. Già capo essenziale dalla metà degli anni Duemila, nel 2016 diventa un indispensabile basic di stile, riconoscibile, facile da abbinare e onnipresente sia nei negozi che nello street style. Sopra, in alternativa ai capispalla più classici, il duster coat, cappotto leggero e lungo dalla linea fluida. Una presenza significativa nella moda del 2016, soprattutto nella stagione primaverile ed estiva, perché completava look casual e rilassati: vestibilità morbida, struttura che non appesantisce. In una parola: libertà. Una moda più semplice e fotogenica che sulle passerelle Primavera/Estate 2026 è evidentemente più attuale che mai.

Da sinistra: Courreges SS16 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight; Celine SS16 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight; Tommy Hilfiger SS16 - Credits Getty ImagesDa sinistra: Courreges SS16 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight; Celine SS16 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight; Tommy Hilfiger SS16 - Credits Getty Images

Il cinema nel 2016

Il 2016 rappresenta uno spartiacque anche per il cinema, attraverso cui si ridisegnano in chiave moderna stili, generi e archetipi. È l’anno della consacrazione di attori come Emma Stone e Ryan Gosling, grazie al successo planetario di La La Land. Una coppia iconica che segna il ritorno del musical moderno, con al centro un romanticismo sofisticato e le storie di sogni e ambizioni a Hollywood.

È anche l’anno del lancio di Margot Robbie, la star che ridisegna l’archetipo dell’antieroina. L'attrice australiana esplode definitivamente nell’immaginario pop grazie a Harley Quinn in Suicide Squad, ruolo che la trasforma in un’icona culturale immediata e multimediale. Accanto a loro Tom Holland, che fa il suo esordio come Spider-Man in Captain America: Civil War, ridisegnando completamente il personaggio, con un’interpretazione fresca, ironica e fisicamente credibile: un volto giovane e autentico capace di riportare l'Uomo Ragno ai suoi toni più genuini, per una nuova generazione di spettatori. Film, personaggi e interpreti che hanno avviato un cambiamento profondo e sono diventati i pilastri dello star-system odierno.

Immagine tratta dal film Suicide Squad, 2016 - Credits AgfImmagine tratta dal film Suicide Squad, 2016 - Credits Agf

La musica nel 2016

Il 2016 è stato anche l’anno in cui sono uscite molte canzoni che sono rimaste hit; pensare oggi che abbiano già compiuto 10 anni a qualcuno può sembrare strano. Per la musica fu l’anno del pop che univa melodie semplici, ritornelli ripetuti, strutture orecchiabili, drop elettronici diventati iconici. Canzoni facili come Closer dei The Chainsmokers e Let me love you di DJ Snake, entrano a far parte integrante del trend di quell’anno, e ritornano oggi perché sono inconfondibili già dopo pochi secondi, facilitando la nostalgia e la riascoltabilità. La modella e influencer Hailey Bieber, moglie di Justin, ha pubblicato per esempio un video in cui canta I Want (Skr Skr) di MadeinTYO, un brano che uscì proprio nel 2016, ma che potrebbe essere uscito quest’anno.

In definitiva la nostalgia 2016 coincide con la voglia di rivivere un anno leggero, fatto di colori pastello, frange e ritornelli che si scolpiscono nella testa. Un’epoca in cui i social non erano ancora così pervasivi. L'epoca di quelle “good vibes” - vibrazioni positive – di cui molti, forse tutti, sentono forte il bisogno.

The Chainsmokers insieme alla cantante Halsey ritirano il premio come “Canzone dance dell'anno” per “Closer” sul palco degli iHeartRadio Music Awards 2017 - Credits Getty ImagesThe Chainsmokers insieme alla cantante Halsey ritirano il premio come “Canzone dance dell'anno” per “Closer” sul palco degli iHeartRadio Music Awards 2017 - Credits Getty Images

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