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beauty20 luglio 2026

Capelli al mare: il nuovo lusso dell’estate è proteggerli, non dominarli

Sole, salsedine, cloro, umidità e lavaggi frequenti mettono alla prova fibra, colore e cute. La risposta non è irrigidire lo styling: per gli esperti il vero must estivo è un capello sano. Consigli per la cura, il colore e i tagli perfetti per l’estate
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Di Giuditta Avellina

In estate, i capelli sembrano promettere tutto: riflessi più chiari, onde spontanee, texture modellate dalla salsedine, raccolti imperfetti e lunghezze lasciate asciugare all’aria. Poi arrivano il sole verticale, il cloro, i bagni ripetuti, il vento e gli shampoo quotidiani. E quella stessa leggerezza può trasformarsi in secchezza, opacità, nodi, punte fragili, cute arrossata e colore alterato.

La questione, però, non riguarda soltanto la salute della chioma, ma il modo in cui oggi si intende la bellezza estiva: sempre meno costruita e costretta dentro una piega perfetta, sempre più legata alla qualità della fibra, alla naturalezza del movimento e alla possibilità di vivere il mare senza trasformare ogni giornata in una sessione di styling.

La vera evoluzione consiste in questo: proteggere senza appesantire, idratare senza saturare, scegliere tagli che funzionino anche senza phon e schiariture che sembrino prodotte dal sole, pur essendo progettate con estrema precisione in salone. A raccontare questa nuova idea di eleganza sono David Franceschetti, direttore del salone Aldo Coppola di via Cerva a Milano, Beppe D’Elia, fondatore e creative director di Beautick, e Davide Diodovich, hair stylist e fondatore del salone milanese che porta il suo nome: tre prospettive complementari che attraversano la cura, il colore e il taglio.

Protezione e idratazione

Per affrontare davvero il tema dei capelli al mare bisogna partire da una distinzione fondamentale: lunghezze e cute. “Molto spesso si pensa soltanto al capello, tralasciando la cute, che invece è fondamentale per avere una chioma sana – spiega David Franceschetti, direttore del salone Aldo Coppola di via Cerva a Milano – per questo il nostro mantra è molto semplice: cute sana, capello sano”.

Con il sole, la salsedine, il cloro e i lavaggi frequenti il capello può disidratarsi, perdere morbidezza, annodarsi, diventare difficile da pettinare e, soprattutto sulle lunghezze sensibilizzate, può spezzarsi. Ma anche la cute può risultare secca, irritata o arrossata. Per questo la protezione dovrebbe iniziare prima dell’esposizione, esattamente come avviene con la pelle: “Quando andiamo al sole, sulla pelle applichiamo una protezione 30, 50 o anche più alta – aggiunge l’hair stylist - sui capelli, invece, molto spesso non mettiamo nulla. Dobbiamo ragionare allo stesso modo e creare dei filtri solari anche per la chioma”.

Cambiare la riga dei capelli

Uno dei punti più trascurati è proprio la riga dei capelli. Esposta per ore sempre nello stesso punto, può scottarsi esattamente come qualsiasi altra parte del corpo. “Dopo le vacanze vediamo spesso persone che tornano con la cute arrossata dove portano abitualmente la riga”, racconta Franceschetti. La prima regola è quindi applicare un filtro adatto distribuendolo non soltanto su tutte le lunghezze, ma anche sulla cute, rinnovandolo durante la giornata, prima di entrare in acqua e dopo essere usciti”.

Esiste poi un accorgimento semplice: cambiare la posizione della riga oppure raccogliere i capelli in modo diverso. “Fare una coda o modificare la riga evita di esporre continuamente lo stesso punto al sole”. Il raccolto non diventa così soltanto una scelta estetica, ma parte della protezione.

Trecce morbide come cura e styling naturale

Sui capelli lunghi, la prevenzione passa anche dal controllo dei nodi. Quando la fibra è impregnata di acqua salata o clorata e viene pettinata senza essere stata protetta, il rischio di rottura aumenta. Il consiglio è “pettinare bene le lunghezze e realizzare una o due trecce morbide - spiega Franceschetti - così si evitano i nodi anche entrando in acqua”. La treccia non deve tirare né comprimere la chioma: serve a ridurre l’attrito provocato da vento, acqua e movimenti continui. "Quando la sera si sciolgono i capelli, ci saranno molti meno nodi”. Le trecce poi possono diventare uno styling naturale: dopo il lavaggio serale, si possono pettinare delicatamente i capelli e intrecciarli ancora umidi: “Si lasciano asciugare con il calore dell’estate e, una volta sciolti, restituiscono un mosso naturale, non modellato dal phon né dalla spazzola”.

Salsedine e cloro non sono la stessa cosa

L’effetto della salsedine può essere seducente: regala texture, volume e movimento. Ma, se non gestita, può anche irrigidire la fibra. “La salsedine può essere fantastica sul capello, se viene gestita bene. Il cloro, invece – precisa Franceschetti - non è mai un toccasana”. Il problema non è soltanto il bagno, ma il tempo durante il quale sale e cloro rimangono depositati su cute e lunghezze. Dopo il mare o la piscina è quindi importante risciacquare abbondantemente i capelli con acqua dolce e intervenire con formule reidratanti. “Bisogna rimettere acqua nel capello e utilizzare prodotti che aiutino a richiudere le squame, restituendo morbidezza e brillantezza”.

La luminosità, infatti, dipende anche dalla regolarità della superficie: più la fibra è compatta, meglio riflette la luce. I percorsi Hair Therapy, nell’approccio Aldo Coppola, lavorano proprio sulla necessità di recuperare idratazione e qualità, adattando il trattamento alle condizioni della persona. “Sono trattamenti creati ad hoc sulla donna e sul suo capello – spiega l’hair stylist - soprattutto quando è stato danneggiato o messo alla prova durante le vacanze estive”.

Lavare spesso i capelli li rovina?

È una delle convinzioni più diffuse: lavare i capelli ogni giorno li sfibrerebbe inevitabilmente. Per Franceschetti la risposta non è così netta. “Lavare spesso i capelli può sfibrarli, ma la differenza è nel modo in cui vengono lavati e nei prodotti che si scelgono”.

Una formula troppo aggressiva, associata a un massaggio energico, può impoverire il capello e irritare la cute. Al contrario, un detergente delicato consente di eliminare sale, cloro, sudore e residui senza sottoporre la fibra a uno stress eccessivo. “Lo shampoo va depositato, lasciato agire e poi risciacquato. Non serve creare un’azione troppo forte con le mani”. Anche la quantità conta: dopo una normale giornata estiva può essere sufficiente una sola applicazione. “Una noce di prodotto e un risciacquo abbondante. Se i capelli sono stati lavati il giorno precedente, non è necessario ripetere più volte lo shampoo”.

Il vero punto critico

“La cosa che rovina maggiormente i capelli, all’interno di questo processo, può essere il phon – precisa Franceschetti - perché può seccare il capello e la cute, ed è sottovalutato anche quando viene utilizzato a temperature considerate basse”. L’estate diventa quindi il momento ideale per ridurne l’impiego, lasciando che i capelli asciughino naturalmente ogni volta che la texture lo consente. “Togliere il phon durante l’estate sarebbe il massimo: il capello e soprattutto la cute ringrazieranno”. Perché non è il lavaggio in sé a determinare il danno, ma l’insieme delle azioni che lo accompagnano: detergenti aggressivi, sfregamento, pettinatura violenta e calore eccessivo.

Olio, istruzioni per l’uso

Nella beauty routine estiva, l’olio continua a essere tradizionalmente associato a nutrimento e morbidezza. Ma utilizzarlo sotto il sole, quando non contiene filtri specifici, può produrre l’effetto opposto. “L’errore più comune, e anche il più grande, è mettere sui capelli un prodotto privo di filtro solare - avverte Franceschetti - perché si pensa: applico l’olio, così il capello rimarrà morbido e setoso. In realtà questo prodotto può attirare i raggi del sole. È quello che si faceva negli anni Ottanta o Novanta per abbronzarsi più velocemente, con il risultato di ritrovarsi la pelle cotta dal sole. Sul capello può avvenire qualcosa di simile”. L’intensità del danno cambia in relazione alla tipologia della fibra, ma il principio rimane valido: nutrimento e protezione non sono sinonimi.

Il gel protettivo diventa styling

Proteggere non significa rinunciare alla forma. Franceschetti suggerisce, soprattutto sui tagli medi e corti, l’utilizzo di un gel con filtro solare, capace di creare una pettinatura e difendere allo stesso tempo il capello. “La moda, le campagne, i red carpet e le sfilate ci hanno dato moltissimi spunti. Con il taglio e la texture giusti, in poche mosse si può costruire una pettinatura adatta alla spiaggia e anche alla sera, mantenendo il capello protetto”.

Il prodotto solare diventa così uno strumento di styling: può creare un effetto bagnato, una texture lucida o una forma più grafica, senza ricorrere al calore. “Le tre regole d’oro sono semplici - conclude Franceschetti - idratare il capello, proteggerlo e ridurre l’utilizzo del phon”. Tre gesti che valgono più di una beauty bag sovraccarica, perché affrontano il problema alla radice.

Cambia la fibra, cambiano anche colore e luce

Se la cura preserva la fibra, il colore ne rivela immediatamente lo stato. Una schiaritura può essere tecnicamente impeccabile, ma apparire piatta o artificiale quando il capello perde compattezza. Al contrario, su una fibra sana i riflessi acquistano trasparenza, profondità e movimento. Per Beppe D’Elia, fondatore e creative director di Beautick, il colore contemporaneo ha abbandonato gli effetti troppo visibili. “Negli ultimi anni, anche nei backstage delle Fashion Week, il colore ha cambiato linguaggio. Si ricerca una bellezza meno costruita e molto più autentica”.

Le schiariture più interessanti non sono quindi quelle immediatamente riconoscibili come un servizio tecnico, ma quelle che simulano l’azione naturale della luce. “Sono riflessi che si fondono con la base, creando profondità e movimento senza mai apparire come un “effetto colore””. È la stessa estetica che attraversa passerelle e campagne: capelli sofisticati, ma mai ostentati. “Le schiariture più contemporanee sembrano il risultato della luce, non della tecnica”.

Proteggere il colore in vacanza

Sole, cloro e salsedine non modificano soltanto la tonalità. Cambiano il modo in cui il capello riflette la luce, rendendo il colore meno tridimensionale. “Quando la fibra perde compattezza ed elasticità, anche la schiaritura perde profondità- spiega D’Elia - il sole accelera l’ossidazione dei pigmenti, mentre salsedine e cloro alterano la qualità della superficie del capello”. Per questo, nel lavoro professionale, la condizione della fibra viene prima della correzione cromatica. “Nei backstage, prima ancora del colore lavoriamo sempre sulla materia, perché è la qualità della fibra a determinare la percezione del lusso”.

La protezione dovrebbe quindi diventare automatica, “esattamente come si applica un SPF sulla pelle”, aggiunge l’hair stylist. Accanto ai prodotti esistono anche azioni semplici, come bagnare i capelli con acqua dolce prima di entrare in mare o in piscina: “è un gesto semplice, ma limita l’assorbimento di sale e cloro e preserva meglio la qualità della schiaritura”. Dopo il bagno, i residui devono essere eliminati rapidamente. “La fibra deve recuperare acqua, elasticità e compattezza. Solo così il colore continuerà a riflettere la luce in modo uniforme”.

Una beauty bag essenziale

Anche per i capelli biondi, decolorati o con balayage non occorre accumulare formule. D’Elia preferisce parlare di un guardaroba selezionato con precisione. “Più che una beauty bag ricca, immagino un guardaroba essenziale, come avviene nella moda: pochi prodotti, ma scelti con precisione”. Gli indispensabili sono una protezione UV, un trattamento leave-in idratante, uno shampoo formulato per preservare il colore e una maschera ricostituente. “Come un capo couture, anche una schiaritura ha bisogno della giusta manutenzione per mantenere intatta la propria eleganza”. La priorità, però, non è soltanto nutrire. “L’errore più comune è pensare che basti nutrire il capello. In realtà, la prima cosa da fare è proteggerlo”. Anche D’Elia mette in guardia dagli oli privi di filtri UV e dai detergenti aggressivi. “La parola chiave è leggerezza. Anche nei backstage utilizziamo prodotti performanti, ma capaci di preservare il movimento naturale senza appesantire”.

Antigiallo, ma con misura

Il timore di chi porta un biondo freddo è vederlo virare verso tonalità gialle piuttosto che mantenere un equilibrio cromatico raffinato. La risposta, tuttavia, non consiste nell’utilizzare quotidianamente prodotti antigiallo. “Sono strumenti molto efficaci – dice Beppe D’Elia - ma devono essere usati con misura. Non devono trasformarsi in un’abitudine quotidiana, perché rischiano di alterare l’equilibrio della fibra”.

Meglio considerarli un intervento mirato, da introdurre quando la tonalità mostra una reale perdita di definizione. Chi desidera schiarire i capelli prima delle vacanze dovrebbe inoltre programmarlo con almeno una o due settimane di anticipo. “Il risultato migliore nasce sempre da una pianificazione accurata. Il colore ha bisogno di stabilizzarsi e la fibra di essere preparata ad affrontare lo stress estivo”. Al rientro, invece, non è detto che sia necessario ripetere immediatamente il colore: “mi piace pensare al rientro come a un fitting finale. Prima di decidere se intervenire sul colore, bisogna osservare la qualità del capello”. Spesso possono essere sufficienti un gloss professionale e un trattamento ricostruttivo. “La filosofia è non trasformare, ma valorizzare. Perché oggi il lusso non è l’eccesso, ma una bellezza che appare spontanea, impeccabile e contemporanea”.

Il taglio estivo non domina il capello, lo lascia vivere

Se protezione e colore raccontano la qualità della fibra, è il taglio a stabilire quanto facilmente i capelli potranno essere vissuti durante l’estate. Caldo, umidità, bagni frequenti e poco tempo per lo styling rendono evidente la differenza tra una forma costruita soltanto per la piega e un haircut capace di accompagnare la natura del capello. Per Davide Diodovich, hair stylist e fondatore del salone milanese che porta il suo nome, le silhouette dell’estate 2026 parlano soprattutto di “libertà, movimento e naturalezza”.

Non esiste una lunghezza estiva per definizione: un corto, un medio o un lungo possono funzionare allo stesso modo, purché siano progettati per respirare, muoversi e conservare eleganza anche senza il controllo costante di phon e spazzola. “I tagli che funzionano meglio in estate sono quelli pensati per assecondare la natura del capello, non per contrastarla – spiega - l’obiettivo non è domare la texture, ma valorizzarla attraverso una forma studiata su misura”.

Scalature morbide, pixie e soft bob

Tra i protagonisti della stagione Diodovich individua innanzitutto le lunghezze scalate e il long layered haircut. Il layering perde l’effetto vistoso delle scalature troppo nette e diventa più morbido, strategico, quasi invisibile. “Le scalature creano fluidità, leggerezza e movimento senza svuotare la chioma - afferma - valorizzano onde naturali e texture spontanee, con un risultato sofisticato e mai costruito”. È un lavoro sui pesi più che sui centimetri: il capello conserva una forma leggibile anche quando asciuga naturalmente. “Le forme troppo costruite lasciano spazio a silhouette più morbide, dinamiche e ariose. Un taglio davvero estivo deve accompagnare il movimento naturale dei capelli e adattarsi allo stile di vita della stagione”.

Anche il pixie cut cambia linguaggio. Mantiene carattere e forza grafica, ma viene ammorbidito attraverso ciuffi più lunghi, texture leggere e dettagli personalizzati. “Il pixie contemporaneo unisce carattere e praticità, valorizzando i lineamenti senza risultare rigido”. Da questa evoluzione nasce il bixie, punto d’incontro tra pixie e bob: più lungo e versatile del corto tradizionale, ma ancora fresco e immediato. E poi c’è il bob: la versione più attuale abbandona la geometria severa e diventa soft, con linee pulite, ma meno rigide, texture naturale e una forma capace di mantenersi anche con poco styling, “elegante ma vissuto”, osserva l’hair stylist. Accanto al soft bob trova poi spazio il clavicut, la lunghezza che sfiora le clavicole e funziona come perfetto punto di equilibrio tra medio e lungo. Il filo comune non è dunque un’unica silhouette, ma una diversa idea di lusso: “Tagli senza tempo, reinterpretati con maggiore libertà, leggerezza e autenticità”.

Il taglio va fatto per la persona

“Il taglio va fatto per la persona, non sulla persona”, afferma Diodovich sintetizzando al meglio la sua filosofia. Una forma sofisticata non nasce dalla replica perfetta di un’immagine, ma dall’equilibrio tra precisione tecnica e naturalezza.Forma del viso, struttura del capello e stile di vita devono pesare più della tendenza del momento. “Non si tratta di creare una forma perfetta e immobile, ma di studiare la personalità, la texture e il modo in cui il taglio si muove nella quotidianità”.

Social, red carpet e celebrity possono offrire ispirazioni, ma non dovrebbero essere utilizzati come cataloghi da replicare. “L’errore più frequente è considerare un taglio come un’immagine da copiare”, spiega. La stessa frangia, la stessa scalatura o la stessa lunghezza possono produrre risultati molto diversi a seconda delle proporzioni del volto, della densità e del movimento naturale della chioma. Anche la gestione quotidiana è decisiva. Un haircut perfetto in fotografia può richiedere più tempo e styling di quanto la persona sia disposta a dedicargli. “Un taglio deve essere bello non soltanto appena usciti dal salone, ma anche nella vita di tutti i giorni”, soprattutto d’estate.

I tre tagli che attraversano l’estate

Se dovesse indicare tre forme capaci di superare l’estate conservando eleganza anche al rientro, Diodovich sceglierebbe il long layered haircut, il pixie cut e il soft bob. Il primo permette di mantenere le lunghezze alleggerendole attraverso scalature morbide e personalizzate. Il pixie, nella sua versione più fluida, può evolvere naturalmente verso un bixie durante la crescita: “Non è un taglio statico, ma accompagna la trasformazione della persona”.

Il soft bob, infine, conserva una forma riconoscibile anche con poco styling e si adatta facilmente alle diverse texture. “Ciò che accomuna questi tagli è la loro capacità di cambiare insieme alla persona e di mantenere carattere anche con il passare delle settimane”. Ed è forse questa la definizione più precisa del taglio estivo contemporaneo: una forma progettata non per resistere ostinatamente al mare, all’umidità e al movimento, ma per diventare ancora più interessante quando il capello smette di essere perfettamente controllato.

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