Di Giulia Pacella
“Floreale? Per la primavera? Avanguardia pura!” affermava sarcastica Miranda Presley ne Il diavolo veste Prada. Ma se da un lato non possiamo certo darle torto, dall’altro c’è da dire che mai come quest’anno la moda riscopre i fiori e le stampe floreali non solo per la stagione Primavera/Estate 2026, che ci stiamo lasciando alle spalle, ma anche per il prossimo Autunno/Inverno 2026-2027.
In un fil rouge tra stagioni e collezioni, tra Haute Couture e Ready-To-Wear, i temi botanici si mostrano su abiti e accessori non solo al momento della fioritura ma 12 mesi all’anno. E allora sì, non sarà avanguardia pura, ma è certamente un trend che ci accompagnerà anche al rientro in città o in pieno inverno. Cambiano i mood, le tipologie di fiori, le tonalità e le interpretazioni ma prepariamoci ad accogliere nel guardaroba una fioritura costante e una moda in blooming.
Per quest’estate la vibe è luminosa e leggera con le microfioriture di Rabanne e di Loewe tra tonalità pastello e fiori stilizzati fino al mood anni ’70 portato in passerella da Michael Rider per Celine e a quello housewives retro dei grembiuli di Miu Miu.
Spazio anche alle fioriture piene e massimaliste con Chloé che propone abiti prendisole drappeggiati, Zimmermann e i suoi ensemble en fleur con stampe acquerellate e l’immancabile tocco boho. O ancora Alexander McQueen con le sue fioriture tridimensionali e il giacchino di Valentino con ricamo floreale all-over di paillettes. Un piccolo capolavoro.
Ma è in quest’autunno che il tema floreale si lascerà andare a una vera e propria esplosione cromatica e creativa. Le sfilate Haute Couture FW 26-27 appena concluse ce l’hanno definitivamente confermato con una rilettura e un’interpretazione dei fiori che si fa iper sofisticata, sognante e ricercata, in puro stile couture. E si esprime non tanto attraverso stampe piatte ma con vere e proprie fioriture tridimensionali come ha fatto Matthieu Blazy per Chanel.
Piume, organze, ricami, applicazioni, gioielli e dettagli decorativi creano ramage che sembrano veri; petali, boccioli, paglia e corolle che si muovono e ondeggiano con i movimenti del corpo di chi li indossa. Da Balenciaga sfilano abiti con maxi fiori dai colori vividi interamente ricamati di paillettes o prati en fleur dal tocco impressionista, petali come pennellate di colore che vanno a comporre vere e proprie opere d’arte: è il prodigio della couture, il savoir-faire nella sua massima espressione creativa e poetica, è la magia degli atelier.
A enfatizzare il mood ci pensano poi anche le location, con opere di set design che trasformano le venue delle sfilate in veri e propri giardini.
Lo abbiamo visto sulla passerella di Christina Dior PE26, dove le modelle di fiori vestite e adornate sfilano sotto un soffitto fiorito di mughetti, o da Chanel HC FW 26-27 con la giungla di fiori e rampicanti disegnata da Martin Brûlé Studio.
Prepariamoci dunque a un autunno che spazza via le “foglie morte” e dà forma a un desiderio di bellezza e natura, un bisogno interiore che si traduce in un viaggio botanico incredibile. A cominciare da Dries Van Noten: la sua sofisticata poetica floreale continua a dettare tendenza anche per questo prossimo autunno inverno con fiori effetto tapestry.
Per arrivare poi a Givenchy che porta in passerella un floreale sontuoso, notturno e dal sapore orientale, fino a Elie Saab che con le sue stampe floreali fotografiche dall’effetto vinilico dona un tocco iper realistico al tema. Il dilemma, dunque - anche per i prossimi mesi - non è se indosseremo il floreale ma solo quali fiori sceglieremo di vestire. Per la serie dimmi che fiore vuoi e ti dirò chi sei.
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