Di Giulia Pacella
La tendenza moda più divisiva, dibattuta e controversa di stagione? Se fosse un film si intitolerebbe The Real Housewives (of Fashion). Tradotto: lo stile da casalinga diventa chic. Per i profani e i non addetti ai lavori potrebbe quasi sembrare uno scherzo, ma è tutto vero. A confermarlo una miriade di look a tema che hanno invaso lo street style di Parigi, Milano & NY. La moda Primavera/Estate 2026 consacra grembiuli, camici da governante e uniformi da lavoro a nuovi must have. Da umili vestiti di servizio a simboli di coolness assoluta. Chi ne è l’artefice? La signora Prada, ovviamente, che con la sfilata Miu Miu PE26 ha portato in passerella parannanze, grembiulini, house dress e pettorine utility.
Una rilettura in chiave fashion, con lo styling uber cool di Lotta Volkova e un casting di super modelle e attrici altrettanto dirompente, ed ecco che apron e pinafore dress acquisiscono la stessa allure di una creazione couture. La formula perfetta per accendere i riflettori su un tema vestimentario da sempre caro alla signora: quello delle uniformi da lavoro. In particolare i grembiuli legati ai lavori femminili in ambito domestico, operaio e di servizio. Un mondo da sempre invisibile e relegato a una dimensione di subalternità che la stilista ha voluto mettere al centro della sua collezione.
“Il grembiule è il mio capo d'abbigliamento preferito - aveva dichiarato nella nota stampa della sfilata Miuccia Prada - è qualcosa che mi ha ossessionato fin da prima delle mie prime collezioni, ed è sempre stato presente in Miu Miu… Il grembiule mi affascina come emblema. Simboleggia le donne. Rappresenta protezione e cura: per me, è un simbolo dello sforzo e delle difficoltà che le donne affrontano”.
Una celebrazione femminile potentissima eppure non priva di letture antinomiche che non le hanno risparmiato critiche: rappresentazione di cliché e archetipi patriarcali, esaltazione di un’estetica tradwife, estetizzazione del lavoro domestico, svuotamento del grembiule della sua funzione originaria per ridurlo a feticcio fashion. Ma si sa, tutto questo è nella natura di Miuccia: proporre visioni spesso “sbagliate”, avant-garde o disturbanti per aprire spunti, riflessioni e discussioni intorno all’abito. Un abito non è mai solo vestito, ma è sempre innanzitutto atto politico.
Intanto, però, mentre il dibattito sul tema continua a restare aperto, questa collezione e le sue declinazioni di grembiule da lavoro hanno già gettato le basi per diventare una vera tendenza di stagione per la Primavera/Estate 2026.
Uniformi di servizio, camici casalinghi e grembiuli da laboratorio vengono sdoganati in chiave high fashion, intrecciandosi alle suggestioni in arrivo dalle altre passerelle, come quelle di Calvin Klein (l’apron dress si coniuga al minimalismo degli abiti anni ‘90), di Talia Byre e di Prada (che rilegge i tradizionali drindl bavaresi). Le working women escono allo scoperto e reclamano la scena, esibendo diverse tipologie di tablier, camici e grembiuli. Nei look street style questi capi mostrano tutta la loro versatilità diventando protagonisti di styling audaci, irriverenti e non convenzionali.
Sconfinano negli scamiciati e si fanno bon ton, ma conservano l’allure tipica dell’uniforme da lavoro. I grembiuli di cotone celeste dalla linea ad A si indossano sia con il tacco sia con i mocassini e calze al polpaccio. In layering su camicie, polo o canotte + foulard.
Le ruches e i broccati diventano il dettaglio frilly che trasforma i grembiulini domestici. Si indossano su pantaloni sartoriali, maglie seconda pelle e abiti minimal. Un’estetica che sembra uscita da un guardaroba casalingo d’altri tempi, ma riletta con gusto ultra contemporaneo.
Qui il grembiule guarda al workwear industriale. La classica pettorina blu da officina o uniforme da fabbrica viene trasformata in mini abito o layering piece, mantenendo intatta quell’estetica utility fatta di tele grezze, linee essenziali e dettagli funzionali. Il risultato è un ibrido tra uniforme operaia e styling contemporaneo: severo, minimale e volutamente anti-glamour.
Il grembiule per eccellenza che attinge alla sfera casalinga diventa un midi dress di cotone con l’iconica stampa a fiorellini: in versione chemisier, wrap dress o grembiule con ruches è tra i preferiti dalle it-girl, perfetto per styling molto diversi tra loro.
Nel nuovo scenario street style, il grembiule si trasforma in un abito ibrido e ricercato. Tra pizzi, dettagli gioiello, ricami e riferimenti sartoriali al tablier, il linguaggio del workwear si dissolve in una forma preziosa e diventa luxury statement.
Grembiuli che diventano veri e propri abiti da sera, indossati nei front row delle sfilate più blasé o sui red carpet più glam, come quello tempestato di Swarovski indossato da Giovanna Engelbert sul tappeto rosso del Met Gala a inizio settimana. Il grembiule si emancipa definitivamente dalla sua origine funzionale per diventare abito soirée a tutti gli effetti.
Tra costruzioni couture e dettagli decorativi i look di Giovanna Engelbert, Julia Fox e Chloë Sevigny ribadiscono la contaminazione tra ironia e preziosità. Il grembiule non protegge più il corpo ma lo esalta, trasformando la grammatica domestica in un codice da gala.