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fashion03 luglio 2026

I capolavori dell’Haute Couture: gli abiti che hanno rivoluzionato la storia della moda

Da Christian Dior a Yves Saint Laurent, passando per Valentino fino ai giorni nostri, viaggio tra le creazioni più iconiche della moda che diventa arte. Ieri come oggi
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Di Serena Savardi

Le modelle sfilano in passerella per il gran finale della sfilata di Valentino, durante la Settimana della Moda di Parigi (Haute Couture) Primavera-Estate 2008 al Musée Rodin il 23 gennaio 2008 a Parigi, Francia - Credits: Getty Images
Le modelle sfilano in passerella per il gran finale della sfilata di Valentino, durante la Settimana della Moda di Parigi (Haute Couture) Primavera-Estate 2008 al Musée Rodin il 23 gennaio 2008 a Parigi, Francia - Credits: Getty Images

I ricami opulenti di Karl Lagerfeld, il rosso Valentino, le silhouette del New look di Christian Dior. Quando arriva il momento di tornare a sognare è tempo di sfogliare le pagine della storia dell’Haute Couture: il luogo dove, da sempre, la moda supera la propria funzione e diventa arte.

Così, in attesa di quali apici raggiungerà il termometro delle temperature e quello dello stile all’ombra della bollente Tour Eiffel dal 6 al 9 luglio, abbiamo pensato di ripercorre insieme i momenti più iconici dell’arte sartoriale per antonomasia che quest’anno vedrà in calendario i consueti nomi di punta della mode à Paris come Schiaparelli, Chanel e Dior, ma segnerà anche l’assenza di Giambattista Valli (alle prese con il rilancio del suo marchio). Mentre Fendi sfilerà a Roma.

Gli abiti che hanno rivoluzionato la moda

Quando si parla di Haute Couture infatti non si parla soltanto di abiti sartoriali, ma di creazioni straordinarie che grazie al genio di certi stilisti e alla maestria di certi artigiani continuano a raccontare nel tempo l’epoca in cui hanno sfilato, riflettendo i cambiamenti della società e rappresentando il massimo livello di creatività raggiungibile dalla moda.

La modella britannica Barbara Goalen indossa un abito da sera di Dior, artefice del "New Look" dopo l'austerità della Seconda Guerra Mondiale nel 1947; Christian Dior, 1948 - Credits: Getty Images
La modella britannica Barbara Goalen indossa un abito da sera di Dior, artefice del "New Look" dopo l'austerità della Seconda Guerra Mondiale nel 1947; Christian Dior, 1948 - Credits: Getty Images

Tra i creatori che si sono fatti artefici della meraviglia è impossibile non citare Christian Dior che, nel 1947, cambiò le regole dell’eleganza femminile portando in scena silhouette caratterizzate da una vita strettissima, spalle morbide e gonne ampie restituendo alla donna un’immagine sofisticata e romantica in netto contrasto con l’austerità degli anni precedenti. Era il debutto di quello che tutti conosciamo come New Look, simbolo del desiderio di tornare a sognare dopo gli anni del conflitto, sintetizzato in metri di tessuto e pensato per celebrare il lusso in certe serate mondane.

Lo stilista francese Yves Saint Laurent esamina un abito da sera durante i preparativi per una sfilata di alta moda nel suo atelier a Parigi, nel 1998 - Credits: Getty Images
Lo stilista francese Yves Saint Laurent esamina un abito da sera durante i preparativi per una sfilata di alta moda nel suo atelier a Parigi, nel 1998 - Credits: Getty Images

Anche Yves Saint Laurent contribuì a costruire una nuova immagine dell’eleganza moderna:tra i suoi modelli più celebri figurano gli abiti impreziositi da ricami gioiello e quelli ispirati ai dipinti di Mondrian che dimostrarono quanto l’alta moda potesse avere allo stesso tempo uno stampo tradizionalista e uno sguardo avanguardista.

Una modella indossa un abito da giorno della collezione Mondrian dello stilista francese Yves Saint Laurent, 1965 - Credits: Getty Images
Una modella indossa un abito da giorno della collezione Mondrian dello stilista francese Yves Saint Laurent, 1965 - Credits: Getty Images

Se nella moda esiste un colore capace di evocare immediatamente l’Haute couture, è il celebre Rosso Valentino. Nel corso dei decenni, Valentino Garavani ha creato alcuni degli abiti da sera più eleganti mai apparsi sulle passerelle: lunghi, fluidi, ricamati a mano e caratterizzati da una femminilità senza tempo.

Gli abiti Valentino sono diventati protagonisti di gala, cerimonie e red carpet internazionali grazie alla loro capacità di apparire contemporanei pur mantenendo un fascino classico e universale.

Valentino Haute Couture Primavera/Estate 2008, l’ultima Couture realizzata da Valentino Garavani - Credits: Getty Images
Valentino Haute Couture Primavera/Estate 2008, l’ultima Couture realizzata da Valentino Garavani - Credits: Getty Images

Quando l’eredità diventa il lato più affascinante della moda

E se è vero che Gabrielle Chanel con le sue creazioni rappresenta il massimo esempio del savoir-faire francese, è altrettanto vero che il suo più grande erede (con cui oggi Matthieu Blazy si trova a fare i conti), ovvero Karl Lagerfeld, ha saputo trasformare quelli che erano dei semplici abiti in vere opere d’arte.

Inaugurando la collaborazione con atelier artigianali scovati un po’ ovunque fin dai suoi albori alla regia del brand, Karl Lagerfeld, ha dato vita a creazioni ed ambientazioni ineguagliabili. Così hanno visto la luce gli abiti ispirati alla Città di Smeraldo di Atlantide del 2013, gli sfarzosi modelli Roccocò dell’autunno/inverno 2014 e quelli rubati dal guardaroba di Maria Antonietta della Primavera/Estate 2019.

Lo stilista Karl Lagerfeld e Ashleigh Good ringraziano il pubblico per gli applausi al termine della sfilata Chanel durante la Haute Couture parigina dell’ Autunno/Inverno 2014-2015 - Credits: Getty Images
Lo stilista Karl Lagerfeld e Ashleigh Good ringraziano il pubblico per gli applausi al termine della sfilata Chanel durante la Haute Couture parigina dell’ Autunno/Inverno 2014-2015 - Credits: Getty Images

Pochi hanno saputo emozionarci come Alexander McQueen da Givenchy quando, nel 1997, rivisita la mitologia del Vello D’Oro portando in passerella un racconto visivo fatto di abiti carichi di significato diventati materia di studio per la loro capacità di unire tecnica impeccabile, innovazione e una straordinaria forza narrativa.

Givenchy Spring/Summer Haute Couture 1997 - Credits: Getty Images
Givenchy Spring/Summer Haute Couture 1997 - Credits: Getty Images

O come Jean Paul Gaultier che, dal 1997 al 2020, ha sempre usato l’Haute Couture come spazio per riflettere - con l’ironia che lo ha sempre contraddistinto e con la complicità di certe dive (tra cui Madonna e Naomi Campbell) - sulla contemporaneità. Come nel 2001, quando emozionò il suo pubblico portando un neonato in passerella per raccontare la maternità nel nuovo Millennio.

L’Haute Couture di Jean Paul Gaultier nel 2001 - Credits: Getty Images
L’Haute Couture di Jean Paul Gaultier nel 2001 - Credits: Getty Images

Nel presente più recente c’è un brand che più di altri ha saputo riportare l’idea stessa dell’alta moda all’attenzione della collettività: stiamo parlando di Schiaparelli che, guidato Daniel Roseberry, è più volte diventato virale richiamando l’eredità visionaria di Elsa Schiaparelli.

Alcuni tra gli abiti più iconici presentati da Schiaparelli durante l’Haute Couture - Credits: Getty Images
Alcuni tra gli abiti più iconici presentati da Schiaparelli durante l’Haute Couture - Credits: Getty Images

Sempre in bilico tra sacro e profano, i suoi abiti da sera impreziositi da dettagli surreali - dai riferimenti al mondo occulto dei tarocchi, passando per i tubini adornate da teste di leoni e altri animali - collezione dopo collezione, ci hanno dimostrato che anche la couture contemporanea in un’epoca dominata dalla velocità digitale può ancora sorprendere.

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