Di Marta Perego
Carismatico, istrionico, glamour. Ma allo stesso tempo appassionato di settima arte e del suo valore artistico e sociale, attento interprete e raffinato regista. Capace di donarsi generosamente al pubblico, ma anche di proteggere la sua sfera più intima e privata gelosamente. Leggero e ironico di fronte ai fotografi, impegnato nelle cause umanitarie che gli stanno a cuore. George Clooney è la star di Hollywood per eccellenza, forse uno degli ultimi grandi divi vecchio stile. E nel suo percorso, di nascita, crescita e consacrazione, la Mostra del Cinema di Venezia ha giocato un ruolo fondamentale. Per questo il Leone d’Oro alla carriera, oggi in occasione della serata di apertura della Mostra, ha un sapore speciale.
"Ho due bambini di 9 anni e ho smesso di fare il regista per passare più tempo con loro - ha detto Clooney durante la conferenza stampa a Venezia 83 - Un film da attore mi impegna per circa tre mesi; un film da regista, invece, è un lavoro che dura un anno intero e non lo posso più fare. È divertente essere tornato a fare l'attore, mi piace". Un modo per spiegare come nel tempo siano cambiate le sue priorità professionali.
Trent’anni di red carpet, anteprime, bagni di folla, tra gossip e cinema d’autore. A Venezia, “George” è stato consacrato come celebrity quando ancora era “il Dottor Ross di ER”, ha presentato il suo secondo film da regista Good night e Good luck, in cui ha dimostrato di sapere fare cinema sul serio e poi, qualche anno dopo, ha fatto impazzire la cronaca rosa per la sua chiacchierata relazione con Elisabetta Canalis. Poi è arrivata Amal: Venezia è stata la città scelta per il loro matrimonio nel 2014 e, tre anni dopo, la coppia è tornata insieme sul red carpet della Mostra per Suburbicon, subito dopo la nascita dei loro due gemelli.
La storia d'amore con Venezia comincia nel 1998, quando George Clooney arriva per la prima volta al Lido con Out of Sight - Gli opposti si attraggono di Steven Soderbergh, adattamento del romanzo di Elmore Leonard, in cui recita accanto a Jennifer Lopez.
All’epoca è ancora soprattutto il “dottor Ross” di E.R., il ruolo che lo ha trasformato in un sex symbol internazionale. Out of Sight rappresenta però uno dei passaggi decisivi verso il cinema: Clooney trova quel mix di ironia, fascino e leggerezza che diventerà uno dei tratti distintivi della sua carriera. La scena nel bagagliaio con Jennifer Lopez è ancora oggi una delle più ricordate del film.
Da quel momento Venezia diventa una presenza ricorrente. Nel 2007 torna con Michael Clayton, nel 2008 con Brad Pitt per Burn After Reading, nel 2009 con L’uomo che fissa le capre, mentre in Italia l’attenzione è anche sulla sua chiacchierata relazione con Elisabetta Canalis con la quale si presenta sulla passerella facendo impazzire giornalisti e fotografi che inseguono la coppia tra le calli di Venezia.
Nel 2013 apre la Mostra con Gravitydi Alfonso Cuarón, al fianco di Sandra Bullock, film che sarà uno dei più grandi successi di quell’anno, destinato a vincere sette Oscar.
Ma Venezia accompagna anche l’altra carriera di Clooney, quella dietro la macchina da presa. Nel 2005 presenta in concorso Good Night, and Good Luck., dedicato al giornalista della CBS Edward R. Murrow e alla sua battaglia contro il maccartismo. Il film conquista al Lido il Premio Osella per la migliore sceneggiatura, firmata da Clooney con Grant Heslov, e la Coppa Volpi a David Strathairn. Per Clooney arriveranno poi anche le candidature agli Oscar per la regia e la sceneggiatura. Nel 2011 torna in concorso con Le idi di Marzo, con Ryan Gosling e nel 2017 con Suburbicon, con Matt Damon e Julianne Moore. Due film che raccontano bene anche i suoi interessi fuori dal set: la politica americana, il giornalismo, il potere e la responsabilità sociale.
Clooney al Lido negli anni è diventato sinonimo di divismo vecchio stile, vissuto però con molta ironia. Sono indimenticabili le passerelle con l’amico Brad Pitt: dalla presentazione di Burn After Reading nel 2008 fino a Wolfs nel 2024. Balletti davanti ai fotografi, battute, autografi e siparietti tra i due amici hanno spesso trasformato la promozione dei film in spettacolo. L’anno scorso, nel 2025 Clooney è nuovamente in concorso a Venezia da attore, con Jay Kelly, accanto ad Adam Sandler e Billy Crudup. Oggi, a quasi trent’anni dal debutto al Lido, torna con Amal, e si conferma una delle presenze più riconoscibili della Mostra.
L’attore non ha mai nascosto il suo amore per la Laguna, luogo che ha scelto per alcune delle tappe più importanti della sua vita privata. È a Venezia che ha scelto di sposare nel 2014 Amal Alamuddin. Per un intero weekend la Laguna diventa il centro del jet set internazionale: ospiti celebri, feste, taxi d’acqua e fotografi appostati lungo il Canal Grande. Nel 2017 George e la moglie tornano insieme al Lido per la presentazione di Suburbicon, dopo la nascita dei figli. Cinema e vita privata finiscono così per sovrapporsi ancora una volta nella stessa città.
Il Leone d’Oro alla carriera diventa quindi il punto d’arrivo naturale di questo lungo rapporto. Il direttore artistico della Mostra internazionale d’arte cinematografica Alberto Barbera ha descritto Clooney come la "perfetta combinazione di glamour da star di altri tempi, grande professionalismo e sensibilità moderna", sottolineando la sua capacità di attraversare generi diversi e di costruire un percorso personale da regista, produttore e uomo impegnato nel sociale. Quasi trent’anni dopo il suo primo arrivo al Lido, il Leone d’Oro chiude idealmente il cerchio. O forse, come ha detto lo stesso Clooney, significa “che sto semplicemente invecchiando. Ma va bene così”.
Leggi anche:
Salma Hayek compie 60 anni: i segreti della famiglia (allargata) con Pinault