Scopri Infinity+
Corporate
lifestyle07 novembre 2026

Guida di viaggio alla migliore New York da scoprire nel 2027

Prince sbarca a Broadway, il Bronx prepara il suo museo dell'hip-hop e Manhattan conquista un osservatorio panoramico gratuito. Tra hotel insoliti, nuove tavole, grandi mostre e indirizzi da riscoprire, ecco cosa vedere e fare nella Grande Mela nell'anno che verrà
Condividi:

Di Giuditta Avellina

Courtesy Press Office
Courtesy Press Office

A New York c'è sempre un motivo per tornare, anche quando si pensa di aver già visto tutto. Nel 2027 si potrà dormire dentro il Rockefeller Center, ascoltare le canzoni di Prince a Broadway e scoprire un museo dedicato all'hip-hop nel Bronx, dove questa cultura è nata. E per guardare Manhattan dall'alto, stavolta, non servirà nemmeno comprare un biglietto. La città continua a cambiare, tra nuovi spazi culturali, ristoranti appena inaugurati e grandi progetti architettonici. Anche grazie alle informazioni condivise da New York City Tourism + Conventions, abbiamo selezionato dieci novità, appuntamenti e luoghi da riscoprire per organizzare il prossimo viaggio a New York.

Dormire dentro il Rockefeller Center, dove non c'era mai stato un hotel

Milioni di persone visitano ogni anno il Rockefeller Center per la pista di pattinaggio, l'albero di Natale, gli studi televisivi e la vista dal Top of the Rock. Eppure, fino a oggi, all'interno del celebre complesso Art Déco non c'era mai stato un hotel. Questo cambierà nell'autunno 2027, quando è prevista l'apertura di The Nell New York, al numero 10 di Rockefeller Plaza. L'albergo avrà 134 camere e suite, progettate dallo studio Pierre & Co., mentre gli spazi comuni porteranno la firma di Rockwell Group.

Il progetto, che nasce dall'esperienza di The Little Nell, storico albergo di Aspen in Colorado, oltre a essere il primo hotel del Rockefeller Center, sarà il primo indirizzo newyorkese di Nell Hotels. Secondo quanto annunciato dal gruppo, diventerà anche l'unica struttura Relais & Châteaux della città. La posizione racconta già molto: Fifth Avenue, Radio City Music Hall, MoMA e teatri di Broadway sono tutti raggiungibili a piedi. Per chi ama Midtown e vuole svegliarsi nel cuore della New York più cinematografica, è uno degli indirizzi da tenere d'occhio per il 2027.

Courtesy Press Office
Courtesy Press Office

Una piscina sopra Park Avenue, fra i tetti di Manhattan

A New York lo spazio è un lusso, soprattutto all'aperto e molti piani sopra il traffico. È anche per questo che i rooftop continuano a esercitare un fascino particolare. Tra gli indirizzi da scoprire nel 2027 c'è il Viceroy Park Avenue, al 420 di Park Avenue South, nato dalla trasformazione dell'ex Royalton Park Avenue, tra NoMad e il Flatiron District.

L'apertura è annunciata per l'inverno 2026, dopo un intervento di rinnovamento che interessa camere, ambienti comuni e spazi dedicati agli ospiti. Tra gli elementi più interessanti c'è la piscina panoramica sul tetto, una rarità particolarmente desiderabile durante le estati newyorkesi. E poi c'è la posizione: Madison Square Park, l'Empire State Building e le strade di NoMad sono a breve distanza, in una zona ideale per scoprire Manhattan a piedi, tra ristoranti, negozi e architetture storiche.

Courtesy Press Office
Courtesy Press Office

Guardare Manhattan dall'alto, gratis

Un panorama spettacolare può costare parecchio nella Grande Mela. Ma esiste un'alternativa gratuita che molti turisti ancora non conoscono. Si chiama Centre 360 ed è stata inaugurata nel giugno 2026 sulla cupola del David N. Dinkins Municipal Building, lo storico edificio amministrativo al numero 1 di Centre Street, a Lower Manhattan. Dopo un restauro da sei milioni di dollari, la città ha aperto al pubblico uno dei punti panoramici più particolari di Downtown.

Da oltre 150 metri d'altezza lo sguardo attraversa l'East River, i ponti di Brooklyn e Manhattan, i grattacieli del Financial District e il porto. La differenza rispetto agli osservatori più celebri? Qui non ci si trova sulla cima di un grattacielo commerciale, ma all'interno di un edificio civico del primo Novecento. Si guarda New York da una prospettiva insolita, circondati dalle architetture storiche della città. L'accesso è gratuito e i posti sono limitati: alle prenotazioni online si sono aggiunte anche alcune possibilità di ingresso senza prenotazione. Vale quindi la pena controllare le modalità aggiornate prima della visita.

Courtesy Press Office
Courtesy Press Office

Prince conquista Broadway. E non sarà l'unico grande ritorno

Se c'è un posto dove New York riesce ancora a sorprendere anche chi l'ha visitata molte volte, è Broadway. E la primavera 2027 promette tre debutti particolarmente interessanti. Il 12 aprile arriverà ufficialmente al Majestic Theatre Purple Rain, adattamento teatrale del film del 1984 interpretato da Prince. Lo spettacolo riprenderà oltre venti canzoni del musicista, tra cui When Doves Cry, I Would Die 4 U e The Beautiful Ones e le anteprime inizieranno il 12 marzo.

Il 25 marzo toccherà a Evita, al Winter Garden Theatre, con Rachel Zegler nei panni di Eva Perón. La regia è di Jamie Lloyd, già alla guida dell'allestimento londinese. E l'8 aprile debutterà al Lunt-Fontanne Theatre Warriors, il musical di Lin-Manuel Miranda ed Eisa Davis ispirato al film cult del 1979 I guerrieri della notte. Al centro della storia c'è una gang che deve attraversare una New York notturna e ostile per tornare a Coney Island. Tre spettacoli molto diversi, accomunati dalla capacità di riportare sul palcoscenico personaggi, musiche e immaginari diventati parte della cultura pop.

Courtesy Press Office
Courtesy Press Office

Nel Lower East Side arriva uno spazio dove l'arte chiede di rallentare

New York è una città che corre. E forse proprio per questo incuriosisce l'idea di un luogo progettato per fare l'opposto. Nel 2027, al numero 200 di Broome Street, è prevista l'apertura di Canyon, un nuovo spazio culturale dedicato alla videoarte, al suono e alle performance, nel cuore del Lower East Side. L'edificio, con una superficie complessiva di circa 3.700 metri quadrati, comprenderà circa 1.670 metri quadrati di gallerie espositive ed è stato ripensato dallo studio di architettura New Affiliates.

Il progetto nasce per ospitare opere che non si possono comprendere con uno sguardo veloce: installazioni immersive, immagini in movimento, composizioni sonore e lavori che invitano a fermarsi. Fondato dal filantropo Robert Rosenkranz e diretto da Joe Thompson, già alla guida del MASS MoCA, Canyon ha annunciato tra i primi progetti Worldbuilding, curato da Hans Ulrich Obrist, e un appuntamento dedicato all'artista e compositore giapponese Ryoji Ikeda. L'idea è quella di uno spazio da vivere anche nelle ore serali, tra mostre, performance e momenti di incontro. Un motivo in più per esplorare un quartiere che continua a cambiare senza perdere del tutto il suo carattere alternativo.

Courtesy Press Office
Courtesy Press Office

Tornare nel Bronx, dove l'hip-hop avrà finalmente il suo museo

Prima di diventare un linguaggio globale, una colonna sonora della moda e un'industria multimiliardaria, l'hip-hop era la musica delle feste di quartiere del Bronx. È da questa storia che nasce The Hip Hop Museum, la nuova istituzione culturale la cui apertura è annunciata per il 2027 a Bronx Point, lungo l'Harlem River. Il museo racconterà la nascita e l'evoluzione dell'hip-hop attraverso fotografie, oggetti originali, registrazioni, testimonianze e installazioni interattive.

Non soltanto rap, dunque, ma anche DJing, graffiti, breaking e moda: tutti i linguaggi che hanno contribuito a definire un movimento culturale. Il progetto comprende spazi espositivi e un teatro destinato a performance, proiezioni e incontri. Il coinvolgimento di alcuni protagonisti storici della scena serve anche a restituire al Bronx un ruolo centrale nel racconto di una cultura che ha influenzato il mondo intero. E per chi visita New York sarà un'occasione per spingersi oltre i percorsi più battuti di Manhattan e scoprire un quartiere fondamentale per la storia musicale della città.

Courtesy Press Office
Courtesy Press Office

Gli US Open cambiano casa. O meglio, la trasformano

Il rumore delle palline, il pubblico che non riesce a stare in silenzio e le partite che finiscono a notte fonda. Gli US Open hanno un'atmosfera diversa dagli altri tornei del Grande Slam, e nel 2027 anche la loro sede si presenterà con un volto rinnovato. La USTA ha avviato un investimento di circa 800 milioni di dollari per trasformare l'Arthur Ashe Stadium e altre strutture del Billie Jean King National Tennis Center, nel Queens. Il progetto prevede un nuovo ingresso monumentale disegnato dall'architetto Daniel Libeskind, spazi per gli spettatori ripensati, nuovi livelli di posti a sedere, aree di ristorazione e servizi più funzionali.

Parallelamente verrà completato un centro dedicato alla preparazione e al recupero degli atleti, mentre i collegamenti interni saranno migliorati per rendere più agevoli gli spostamenti. La conclusione dei lavori è programmata in tempo per gli US Open 2027: un cambiamento importante per uno degli impianti sportivi più riconoscibili di New York, senza perdere l'energia particolare che accompagna le partite a Flushing Meadows.

Courtesy Press Office
Courtesy Press Office

Roy Lichtenstein al Whitney, molto oltre i fumetti

Una donna che piange, una nuvoletta con poche parole, contorni neri e puntini colorati. Bastano questi elementi per riconoscere Roy Lichtenstein, uno dei protagonisti della Pop Art americana. Ma dietro le immagini più celebri c'è una ricerca molto più ampia, che il Whitney Museum of American Art racconta con Roy Lichtenstein: Like New, in programma fino al 10 maggio 2027. Attraverso dipinti, disegni, collage, sculture e altre opere, l'esposizione ripercorre decenni di sperimentazioni, dagli Anni '40 agli Anni '90.

Il punto di partenza sono spesso immagini già esistenti, prelevate dalla pubblicità, dai fumetti e dai mezzi di comunicazione, poi ingrandite, trasformate e ricostruite con una precisione quasi ossessiva. È anche un'occasione per vedere Lichtenstein lontano dalle immagini che si incontrano più frequentemente su poster e oggetti di design. Il Whitney si trova nel Meatpacking District, vicino all'estremità meridionale della High Line e dopo la mostra, vale la pena concedersi una passeggiata tra le gallerie del quartiere, le nuove architetture e gli scorci sull'Hudson (la golden hour da lì è particolarmente suggestiva).

Credits Getty Images
Credits Getty Images

Tre nuovi ristoranti per fare il giro del mondo senza lasciare Manhattan

A New York si può cambiare Paese semplicemente scegliendo il ristorante, e le aperture del 2026 aggiungono tre nuove tappe a una scena gastronomica che continua a mescolare culture e tradizioni. Vicino a Hudson Yards, Elder rilegge la tradizionale chophouse britannica attraverso i sapori dell'India. Lo chef Sujan Sarkar porta in tavola carni alla griglia, spezie e preparazioni che uniscono tecniche inglesi e influenze sudasiatiche. Gli interni, tra legno scuro e velluti, ricordano l'atmosfera dei vecchi club londinesi.

Nel West Village, Café Charmant cambia completamente registro. Qui lo chef Jake Tyler Brodsky guarda alla cucina delle brasserie francesi e ai sapori della Costa Azzurra, tra pesce, piatti classici e un ambiente che mescola suggestioni parigine e mediterranee. Si trova al 340 di Bleecker Street, una delle strade più piacevoli da percorrere senza una meta precisa. A SoHo, invece, Straker's segna il debutto newyorkese dello chef britannico Thomas Straker. Il locale ha aperto nell'ottobre 2026 al 59 di Grand Street, negli spazi un tempo occupati da Lucky Strike. La cucina punta su ingredienti stagionali, fuoco e preparazioni essenziali, con una cucina a vista che diventa parte dell'esperienza: tre indirizzi molto diversi, da considerare per una serata fuori, magari dopo una giornata trascorsa a camminare tra i quartieri di Manhattan.

Da sinistra: Elder; Café Charmant; Straker's - Courtesy Press Office
Da sinistra: Elder; Café Charmant; Straker's - Courtesy Press Office

New York dall’alto, ma anche dai suoi musei: i grandi classici che non stancano mai

Le novità sono un ottimo pretesto per tornare a New York. Ma sarebbe un peccato dimenticare quei luoghi che, a ogni visita, riescono a regalare una prospettiva diversa sulla città. Prendiamo il Top of the Rock, al Rockefeller Center. Dalla terrazza del settantesimo piano, l'Empire State Building sembra quasi a portata di mano, mentre Central Park si apre tra i grattacieli di Midtown. All'osservazione del panorama si può aggiungere The Beam, un'esperienza che ricrea la celebre fotografia del 1932 con undici operai seduti su una trave durante la costruzione del Rockefeller Center. Per chi non soffre di vertigini c'è anche Skylift, una piattaforma con pavimento trasparente che sale per altri nove metri e ruota a 360 gradi sopra Manhattan.

Top of the Rock, al Rockefeller Center - Courtesy Press Office
Top of the Rock, al Rockefeller Center - Courtesy Press Office

Al SUMMIT One Vanderbilt, accanto alla Grand Central Terminal, il panorama diventa invece un gioco di riflessi. L'installazione immersiva Air, firmata da Kenzo Digital, moltiplica lo skyline attraverso superfici specchianti, confondendo i confini tra pavimento, soffitto e città. Ci sono poi Levitation, con i suoi balconi di vetro sospesi sopra Madison Avenue, e Ascent, l'ascensore esterno trasparente che risale la facciata del grattacielo. Ma New York offre altrettante sorprese anche al chiuso.

SUMMIT One Vanderbilt - Credits Getty Images
SUMMIT One Vanderbilt - Credits Getty Images

Al MoMA bastano pochi passi per passare dalla Notte stellata di Van Gogh a Les Demoiselles d'Avignon di Picasso, fino alle Campbell's Soup Cans di Andy Warhol. È uno di quei musei dove anche chi non è particolarmente appassionato d'arte finisce per riconoscere opere viste centinaia di volte sui libri, al cinema o nella cultura pop.

Credits Getty Images
Credits Getty Images

Al Metropolitan Museum of Art, invece, si può viaggiare attraverso millenni di storia senza lasciare Manhattan. Il Tempio di Dendur, antico monumento egizio ricostruito in una grande galleria vetrata, convive con capolavori di Rembrandt, Vermeer e Van Gogh. E la moda offre un altro percorso da seguire: fino al 10 gennaio 2027, Costume Art mette in dialogo abiti e opere delle diverse collezioni del museo, esplorando il rapporto tra corpo, vestiti e rappresentazione artistica. La mostra inaugura le nuove gallerie del Costume Institute e suggerisce accostamenti che cambiano il modo di guardare tanto un abito quanto una scultura.

Dal 9 maggio 2027 al 9 gennaio 2028 arriverà invece extraORDINARY: Fashion and the Poetics of the Everyday. Protagonisti saranno jeans, T-shirt e piumini, ma anche materiali comuni come carta, plastica e metallo: il punto di partenza per raccontare come gli stilisti trasformino gli elementi più familiari del quotidiano attraverso lavorazioni, costruzioni e sperimentazioni inattese. Un invito a osservare con occhi nuovi anche ciò che indossiamo senza pensarci troppo.

Courtesy Press Office
Courtesy Press Office

Sempre al Met, dal 7 novembre 2027 al 6 febbraio 2028, Rembrandt and the Ancients esplorerà il rapporto tra il pittore olandese e il mondo antico attraverso oltre 125 opere. Infine, vale sempre la pena tornare al Whitney Museum, nel Meatpacking District. Progettato da Renzo Piano, offre dalle sue terrazze scorci sull'Hudson River, su Little Island e sui tetti di Downtown. E una volta usciti, la High Line è praticamente dietro l'angolo. L'ex ferrovia sopraelevata trasformata in parco permette di attraversare una parte di Manhattan tra giardini, palazzi e architetture contemporanee. Perché a New York, a volte, la scoperta più bella è semplicemente cambiare prospettiva.

Leggi anche:

Dal Rinascimento psichedelico di Pontormo ai pois di Kusama: 4 mostre sul colore da vedere tra il 2026 e il 2027

La GenZ si è inventata un nuovo lavoro con il reselling (e frutta moltissimo)

Contenuti consigliati