Di Giuditta Avellina
Il rosa (quasi) shocking esisteva già nel Cinquecento, almeno nei dipinti di Pontormo. Verner Panton immaginava stanze interamente viola e arancioni quando il minimalismo non era ancora diventato un'ossessione. Yayoi Kusama, invece, ha trasformato i pois in uno dei segni più riconoscibili dell'arte contemporanea. Il colore può cambiare l'aspetto di un quadro, la percezione di una stanza e persino il modo in cui gli animali comunicano tra loro. Tra l'autunno 2026 e il 2027, cinque mostre ne esplorano le possibilità attraverso pittura, installazioni, tessuti, arredamento ed esperimenti scientifici. Da Roma a Tokyo, passando per Milano, Berlino e New York.
Pontormo - Scuderie del Quirinale, Roma | 9 ottobre 2026 - 7 febbraio 2027
Rosa confetto, verdi acidi, azzurri chiarissimi. Jacopo Carucci, detto Pontormo, utilizzava combinazioni cromatiche che ancora oggi sembrano sorprendentemente contemporanee. Basta osservare la sua celebre Visitazione di Carmignano, con quattro figure femminili avvolte in panneggi dai colori quasi irreali, per capire quanto fosse distante dalle regole della pittura rinascimentale più tradizionale. Il dipinto è anche uno dei protagonisti di Pontormo, la mostrache le Scuderie del Quirinale dedicano all'artista, la prima grande monografica interamente dedicata al pittore, realizzata in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi e curata da Cristina Acidini.
Accanto ai capolavori più conosciuti, una selezione di dipinti e disegni provenienti da importanti musei e collezioni internazionali, dal Louvre al Metropolitan Museum of Art di New York, permette di seguire l'evoluzione di un artista che ha trasformato proporzioni, movimenti e colori in qualcosa di profondamente personale. La particolarità di Pontormo sta proprio nella sua capacità di rendere stranianti anche i soggetti più familiari. Le figure si allungano, le pose diventano teatrali e i colori smettono di descrivere fedelmente la realtà. Una libertà espressiva che avrebbe affascinato, secoli dopo, anche Pier Paolo Pasolini e Bill Viola.
The Light Spreads Out, and Glittering Things Start Appearing All Around Me - Yayoi Kusama Museum, Tokyo | 8 ottobre 2026 - 31 gennaio 2027
Per Yayoi Kusama tutto cominciava dalle visioni che l’artista giapponese raccontava di avere sperimentato fin da bambina: bagliori, superfici scintillanti, forme che si ripetevano fino a occupare ogni spazio. Da quelle esperienze è nato un universo popolato da pois, reti infinite e colori intensissimi. Scomparsa il 14 agosto 2026 a 97 anni, Yayoi Kusama lascia un immaginario che continua a vivere nelle sue opere e nel museo di Tokyo a lei dedicato. Qui, The Light Spreads Out, and Glittering Things Start Appearing All Around Me esplora il rapporto tra luce, colore e percezione, attraversando diverse fasi della sua ricerca.
Dai disegni degli Anni '50 ai collage, fino alle celebri Infinity Nets, alle composizioni policrome e alle opere in cui specchi e luci sembrano moltiplicare lo spazio senza fine. Tra i lavori presentati figurano anche una grande scultura rivestita di mosaici e un'opera a forma di scala con specchi, esposta per la prima volta in Giappone. I celebri pois sono soltanto una parte del racconto di un'artista che ha saputo rendere immediatamente riconoscibile il proprio linguaggio anche fuori dai musei. Basti pensare alle collaborazioni con Louis Vuitton, che hanno portato i suoi motivi su borse, abiti e vetrine. Un universo in cui il colore è diventato un modo di guardare il mondo, prima ancora che di rappresentarlo.
In the Thread of Love - PAC, Milano | 17 novembre 2026 - 14 febbraio 2027
Enormi cascate di fili, intrecci coloratissimi, gomitoli e fibre che diventano sculture. Sheila Hicks lavora con materiali comuni come lana, lino e cotone, ma il risultato ha poco a che vedere con l'idea tradizionale di tessuto. Il PAC di Milano le dedica In the Thread of Love, prima retrospettiva italiana dell'artista americana, con oltre cento opere provenienti da collezioni internazionali. Curata da Diego Sileo, la mostra attraversa più di sessant'anni di sperimentazioni, dai piccoli lavori intrecciati a mano alle installazioni di grandi dimensioni.
Allieva di Josef Albers, uno dei maggiori studiosi del colore del Novecento, Hicks ha trasformato il filo in uno strumento artistico capace di occupare pareti e interi ambienti, intrecciando arte, memoria e identità. C'è anche una storia milanese poco conosciuta: nel maggio 1962 l'artista incontrò Piero Dorazio, riconoscendo nelle sue griglie di linee colorate una sensibilità vicina alla tessitura. A quel rapporto è dedicata la Project Room Interlacing Colours, curata da Silvia Bignami, che riunisce materiali d'archivio, tre dipinti del 1960 di Dorazio esposti per la prima volta, due lavori di Hicks e un'opera site-specific dedicata al pittore. Un dialogo tra pittura e tessitura che dimostra come il colore possa essere non soltanto osservato, ma quasi toccato.
Verner Panton - World of Colours - Kunstgewerbemuseum, Berlino | 4 marzo - 18 luglio 2027
Un soggiorno completamente rosso? Un divano che sembra una scultura? Una lampada fatta di dischi colorati? Per Verner Panton, designer danese tra i più sperimentali del Novecento, l'arredamento doveva essere tutt'altro che discreto. Negli Anni '60 e '70 progettava interni in cui mobili, pareti, pavimenti e illuminazione si fondevano in un unico ambiente. Tra i suoi lavori più celebri c'è la Panton Chair, la sedia dalla silhouette sinuosa realizzata in un unico pezzo di materiale plastico. Ma le sue sperimentazioni andavano molto oltre il singolo oggetto, arrivando a coinvolgere intere stanze.
Il Kunstgewerbemuseum di Berlino ne ripercorre la carriera con World of Colours, una mostra che celebra il designer a 101 anni dalla nascita attraverso oltre cento oggetti tra arredi, lampade e progetti. Un'immersione nell'immaginario di un autore che considerava il colore parte integrante dell'esperienza abitativa, capace di modificare la percezione degli ambienti e il rapporto delle persone con gli spazi. La sua estetica continua a tornare nelle collezioni di arredamento e negli allestimenti contemporanei. Con buona pace dei sostenitori del total white.
The Nature of Color - American Museum of Natural History, New York | Dal 16 novembre 2026 Perché i fenicotteri sono rosa? A che cosa servono i colori nel mondo animale? E perché una stessa tonalità può apparire diversa a seconda della luce che la illumina? All'American Museum of Natural History di New York, The Nature of Color affronta il tema dal punto di vista della scienza. Non quadri o sculture, ma installazioni interattive, esperimenti ottici e attività che permettono di osservare come funziona la percezione cromatica. Tra le esperienze proposte ci sono giochi di luci e ombre colorate che mostrano come cambia ciò che vediamo a seconda dell'illuminazione.
Il percorso esplora anche il ruolo del colore nel mondo animale, dove può servire a mimetizzarsi, attirare un partner o segnalare un pericolo. C'è poi la dimensione culturale: il significato attribuito alle diverse tonalità cambia da una società all'altra, influenzando il modo in cui si scelgono gli abiti, si arredano gli spazi e si interpretano le immagini. Una mostra che mette alla prova anche le certezze più elementari: quello che si vede non dipende soltanto dal colore di un oggetto, ma anche dalla luce e dal funzionamento degli occhi.
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