Di Simona Peverelli
Il confronto tra la Schiaparelli storica e la sua reinvenzione contemporanea, gli ultimi tredici anni di vita di Henri Matisse al Grand Palais di Parigi, e il genio del Rinascimento italiano Raffaello nella Grande Mela. C'è tutto questo nelle mostre di primavera tra le più attese dell’anno, quelle da visitare durante i fine settimana organizzati nelle capitali europee, come Londra e Parigi, oppure se si ha in programma un viaggio a New York. Si parte a marzo e si va avanti fino all’inizio dell'estate.
“Nei momenti difficili la moda è sempre stravagante”: parola di Elsa Schiaparelli. Una frase più attuale che mai in un’epoca in cui il fashion system rischia di perdere il suo legame con la cultura e la sperimentazione. E così al Victoria and Albert Museum di Londra va in scena Schiaparelli: Fashion Becomes, un'esposizione che unisce e cerca i punti di contatto tra epoche diverse, unconfronto tra la Schiaparelli più storica e la sua reinvenzione contemporanea. Si parte dai primi capi rivoluzionari degli Anni '20 e si arriva fino all’incarnazione attuale nelle mani del direttore creativo del brand, Daniel Roseberry.
Una mostra che è un vero inedito: la prima in assoluto dedicata a Schiaparelli nel Regno Unito, una delle stiliste più innovative del XX secolo. In programma dal 28 marzo all’8 novembre 2026, l’esposizione comprende oltre 200 oggetti, tra cui abiti, accessori, gioielli, dipinti, fotografie, sculture, mobili, profumi e materiale d'archivio, e alcune delle creazioni più radicali di Elsa Schiaparelli custodite dal V&A. Come l'abito "Scheletro" e l'abito "Lacrime", insieme con un cappello a forma di scarpa rovesciata, tutti ideati in collaborazione con Salvador Dalí.
Una mostra che racconta l’universo della moda della stilista intrecciato con l’arte, il cinema e il teatro. Un'occasione per capire come lo spirito surrealista di Schiaparelli può influenzare il presente attraverso le mani dell’attuale direttore creativo, che oggi lavora nell’iconico atelier al 21 di Place Vendôme, sfumando i confini con design audaci e scultorei che onorano e reinventano la visione della stilista per un nuovo secolo.
Dal V&A Museum, se si supera Hyde Park e si prosegue verso nord, nella zona di Maida Vale si può fare una passeggiata costeggiando il canale di Little Venice, una zona di Londra piuttosto inesplorata, ma bellissima, dove l’acqua è protagonista e parte integrante della vita dei residenti. Little Venice è una sorta di luogo a sé, lontano dalla frenesia del centro di Londra, con il suo porticciolo azzurro, le sue imbarcazioni colorate, le sue piccole case e i ristoranti sull’acqua. Un luogo dove pittori, poeti e scrittori si incontravano cercando ispirazione.
A Parigi, la mostra Matisse 1941-1954 al Grand Palais illumina in particolare gli ultimi anni di uno degli artisti francesi più importanti della storia, un appuntamento senza precedenti in Francia per la sua portata. Dal 24 marzo al 26 luglio 2026, l'esposizione riunisce oltre 300 opere, molte delle quali esposte nel Paese per la prima volta, che testimoniano la straordinaria energia creativa di Henri Matisse durante questo periodo particolarmente prolifico. Quasi ottantenne, infatti, il pittore si reinventò con il gouaches découpés, una tecnica che unisce la pittura a tempera al collage, attraverso cui rinnovò completamente il suo linguaggio artistico e conferì alla sua arte una dimensione monumentale.
Per comprendere il significato di questo ultimo momento di grazia si possono vedere da vicino gruppi di opere come la serie Interni di Vence del 1946-1948, la serie di disegni di Temi e Variazioni, disegni a pennello e inchiostro, e gli elementi principali del programma per la Cappella di Vence: per questo progetto Matisse lavorava in scala, direttamente sulle pareti del suo grande studio a Régina, per realizzare i modelli per vetrate o affreschi, tutti a grandezza naturale. In uno spazio che si espande stanza dopo stanza, ci sono poi le grandi figure in gouaches découpés, come Il Dolore del Re, Zulma, Ballerina Creola e la serie Nudi Blu. E poi l'album Jazz e il suo bozzetto, supportati da un lavoro elettroacustico che immerge i visitatori nell'atmosfera musicale dell'opera, un promemoria della passione di Matisse per la musica.
Musica (ancora) e corse di cavalli. Dopo il tuffo nell’arte di Matisse, a Parigi è possibile cambiare registro raggiungendo l’ippodromo di Parigi Longchamp, che con la bella stagione organizza i suoi afterwork. Nel cuore dell’Ovest parigino, ogni giovedì dal 7 maggio al 9 luglio 2026, dal pomeriggio fino a tarda notte c’è un programma di intrattenimento non solo per gli appassionati di corsa dei cavalli, ma anche per i curiosi, che vogliono seguire le competizioni (una ogni mezz'ora) sulla leggendaria pista di Parigi-Longchamp in uno scenario semi-notturno, per poi dedicarsi al divertimento e al ritmo, con i piedi sull’erba, in un clima che unisce ritmo da club e atmosfere rilassate.
Uno sguardo rivoluzionario sulla genialità e sull’eredità di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. Il Metropolitan Museum of Art ospita la prima mostra internazionale completa negli Stati Uniti dedicata al genio di Raffaello Sanzio, una personalità artistica unica che si esprime attraverso forza visiva e profondità intellettuale. In programma dal 29 marzo al 28 giugno 2026, Raphael: Sublime Poetry esplora l’intero arco della vita del sommo artista, appena 37 anni, durante quali riuscì a raggiungere un successo straordinario come pittore, progettista e architetto, affascinando i suoi contemporanei e le generazioni successive.
Si parte dalle origini a Urbino, per poi attraversare agli anni trascorsi a Firenze, dove iniziò ad affermarsi come pari di Leonardo da Vinci e Michelangelo, fino al suo ultimo decennio alla corte papale di Roma, dove entrò in contatto con i più importanti scrittori e pensatori della sua epoca. Raphael: Sublime Poetry rappresenta un'occasione unica per ammirare oltre 200 tra disegni, dipinti, arazzi e opere di arti decorative provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo (dal British Museum ai Musei Vaticani) raramente concesse in prestito e molte delle quali non sono mai state esposte insieme prima d’ora. Uno sguardo inedito che aiuta a comprendere la grandezza di un vero titano del Rinascimento italiano.
La mostra dedica particolare attenzione alla raffigurazione delle donne, dall’uso pionieristico di modelli femminili nudi alle delicate rappresentazioni della Madonna con il Bambino. Tra i principali capolavori in mostra vi è, per esempio, La Vergine con il Bambino e san Giovannino in un paesaggio, La Madonna Alba, proveniente dalla National Gallery of Art, uno degli esempi più emblematici della padronanza di Raffaello degli ideali dell’Alto Rinascimento di armonia e bellezza classica. L’opera sarà presentata insieme con i suoi disegni preparatori conservati al Musée des Beaux-Arts di Lille, e al Ritratto di Baldassarre Castiglione, oggi al Louvre, ampiamente considerato uno dei più grandi ritratti dell’Alto Rinascimento.
Dopo la visita al Metropolitan Museum of Art, basta attraversare Central Park per arrivare in uno tra i luoghi più insoliti da vedere a New York: Pomander Walk, un angolo di campagna inglese a New York. Sembra uscito da una fiaba questo complesso di appartamenti nell’Upper West Side di Manhattan, tra la Broadway e West End Avenue, un piccolo gioiello segreto incastonato tra i grattacieli.
Costruito nel 1921, questo angolo di tranquillità è un raro esempio di architettura Tudor fatto di casette colorate e giardini curati, un’oasi di quiete nel caos di Manhattan. Pomander Walk è una perla protetta grazie alla determinazione dei residenti che negli Anni ’70 impedirono la sua demolizione. Chiusa da cancelli alle due estremità, è visitabile su invito o attraverso tour guidati, ma è possibile intravederne la magia anche solo guardando attraverso le grate.
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