Di Giuditta Avellina
Prima si partiva per vedere una rockstar sul palco, adesso si prenota un volo anche per entrare nel suo archivio. Nell’autunno 2026 la musica occupa sempre più spazio nei grandi musei internazionali, ma la formula è cambiata: non più soltanto teche di memorabilia per fan, bensì moda, fotografia, arte contemporanea, installazioni immersive e sound design. Il risultato è una nuova geografia del cultural city break.
Mostre imperdibili d'autunno, ma a tema musicale (qui mostre settembrine da vedere invece in Italia). Londra permette di passare da Freddie Mercury a David Bowie e alla storia della Black British music; San Francisco porta la collezione d’arte di RM dei BTS dentro SFMOMA; Los Angeles ricostruisce materialmente il mondo di un videoclip di Olivia Rodrigo. Sono mostre (e in un caso un vero archivio permanente) capaci di diventare da sole il motivo del viaggio. 1. Freddie Mercury | Splendid Things - Londra Il V&A celebra l’anno dell’ottantesimo anniversario della nascita di Freddie Mercury partendo dal suo strumento visivo più potente dopo il corpo: il guardaroba.
Dal 24 ottobre 2026, otto look prestati da Mary Austin costruiscono un percorso gratuito attraverso videoclip e performance che hanno contribuito a creare la sua immagine. Più che nostalgia, una piccola lezione su come moda e musica possano diventare inseparabili.
Non è una mostra temporanea, ed è proprio questo a renderlo ancora più interessante: il David Bowie Centre del V&A East Storehouse è la casa permanente dell’archivio Bowie, composto da oltre 80 mila oggetti. Circa 200 pezzi vengono presentati a rotazione, tra costumi, strumenti, testi, fotografie e progetti mai realizzati; nell’archivio completo figurano 414 costumi e accessori e quasi 150 strumenti e apparecchiature musicali. Un luogo in cui si può letteralmente studiare come Bowie costruiva le proprie metamorfosi.
Dida: Ziggy Stardust figurine, made by a fan for David Bowie Credits: Courtesy Press Office
È uno degli incroci più interessanti fra pop globale e sistema dell’arte contemporanea. Dal 3 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, SFMOMA presenta la prima mostra museale dedicata alla collezione personale di RM dei BTS: circa 200 opere provenienti dalla sua raccolta e da quella del museo. Artisti coreani come Yun Hyong-keun e Chang Ucchin entrano in dialogo con Mark Rothko, Agnes Martin, Henri Matisse, Georgia O’Keeffe e Paul Klee. Non una mostra sui BTS, ma sul gusto e sullo sguardo di chi ne è leader.
Al Rock & Roll Hall of Fame è in corso la prima grande mostra museale dedicata a Paul McCartney e ai Wings, costruita attorno alla più ampia selezione di materiali provenienti dal suo archivio personale mai resa accessibile al pubblico. Ci sono strumenti utilizzati in studio e dal vivo, abiti, testi manoscritti, artwork, memorabilia dei tour, fotografie mai viste e materiali audio e video. Il racconto parte dalla reinvenzione post-Beatles di McCartney e segue la parabola dei Wings fino al 1981.
Un solo anno per raccontare un mito. Fino al 7 febbraio 2027, il Bob Dylan Center concentra la sua nuova mostra immersiva sul 1966: Blonde on Blonde, il tour mondiale con The Band, Tarantula e il rapporto con la cultura pop dell’epoca. In mostra compaiono manoscritti mai esposti, fotografie e filmati restaurati. È Dylan nel momento esatto in cui smette di essere semplicemente un cantautore e diventa un fenomeno culturale.
Dal 10 ottobre 2026 al 22 agosto 2027, il Wereldmuseum trasforma la disco in materia museale senza toglierle il diritto di far ballare. Centinaia di tracce, video, abiti, fotografie, opere d’arte e oggetti di design ricostruiscono la nascita del movimento nei club underground di New York e il suo legame con libertà, emancipazione e identità. Ci sono lavori di Andy Warhol, Keith Haring e Kwame Brathwaite, un MiniMoog, una drum machine Roland, una chitarra firmata da Nile Rodgers e persino un’installazione con cui creare il proprio remix.
Al V&A East Museum la storia britannica viene riscritta attraverso 125 anni di Black music-making. Fino al 10 gennaio 2027, oltre 120 tracce accompagnano un percorso immersivo fra strumenti, moda, fotografia e installazioni multimediali, dal lovers rock al jungle, dal trip hop al grime. Tra gli oggetti compaiono una chitarra di Joan Armatrading e stagewear legato a DJ Paulette e Skin: la musica come lente attraverso cui leggere migrazioni, identità e trasformazioni culturali.
Billie Eilish, Madonna, Alicia Keys, Rachid Taha e Lee “Scratch” Perry entrano nel pantheon pop di Hassan Hajjaj. Dal 22 settembre 2026 al 25 aprile 2027, il Musée de la musique della Philharmonie de Paris porta fotografie, styling, design e cultura gnawa dentro l’universo ipersaturo dell’artista anglo-marocchino. A costruire la parte sonora sono gli Acid Arab, con una creazione originale che incrocia sonorità tradizionali del mondo arabo ed elettronica. Probabilmente la mostra più fashion del gruppo.
Il Grammy Museum porta dentro una galleria il making of di un videoclip. Dal 2 settembre 2026 al 22 febbraio 2027, Olivia Rodrigo: the cure unraveled espone i set realizzati a mano, i props, gli artwork originali, gli storyboard e le fotografie backstage di the cure, con spazi interattivi pensati per entrare materialmente nel suo immaginario. È la dimostrazione di quanto oggi anche la costruzione visiva di una popstar possa diventare materiale da museo.
A Triennale Milano la formula cambia ancora. Dal 26 novembre 2026 al 7 marzo 2027, Correspondences porta in Italia il progetto multidisciplinare nato dall’incontro tra Patti Smith e Soundwalk Collective, realizzato con Fondation Cartier pour l’art contemporain. Registrazioni effettuate in luoghi remoti del pianeta diventano il punto di partenza per voce, poesia, immagini e installazioni audiovisive immersive. Non una celebrazione di Patti Smith, quindi, ma il suono trattato come vera materia artistica.
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