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fashion24 aprile 2026

Pop culture e immaginari da favola alla Milano Design Week 2026: 5 scenari tra sogno e memoria

Oltre l’interior e l’arredo, ecco i momenti che hanno trasformato il Fuorisalone in esperienze che intercettano memoria, desiderio e immaginario collettivo
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Di Federica Caiazzo

Arket x Laila Gohar - Courtesy Press Office
Arket x Laila Gohar - Courtesy Press Office

Alla Milano Design Week 2026 il design è tornato a dialogare con il lifestyle attraverso linguaggi che sono parte dell’immaginario collettivo. Tra installazioni immersive, anniversari e incursioni nel mondo della moda, 5 appuntamenti hanno raccontato come alcuni brand dall’identità consolidata (spesso parte della cultura popolare prima ancora che del consumo) continuino a reinventarsi intercettando memoria, desiderio e contemporaneità. Da McDonald’s a Barbie, da Byredo a Vespa fino ad Arket, il Fuorisalone si è fatto terreno d’incontro tra icone globali e visioni creative, in un percorso che ha toccato da vicino rituali, simboli e oggetti che appartengono al nostro quotidiano. Cinque progetti diversi nello spirito e nell’intento, ma accomunati dalla straordinaria capacità di trasformare il design in esperienza e il brand in un racconto culturale.

La suite di Barbie diventa realtà

Quale altro colore se non rosa? Durante la Design Week il sogno di molte è diventato realtà con l’esclusiva suite di Barbie ospitata all’Hotel Principe di Savoia. Da sempre luogo simbolo di eleganza ed esclusività in città sin dalla sua apertura nel 1927, l’albergo ha reso possibile questa speciale collaborazione, un’opportunità per rendere tangibile più che mai l’immaginario glamour del mondo della celebre bambola firmata Mattel.

Barbie room - Courtesy Press Office
Barbie room - Courtesy Press Office

La camera 306 dell’hotel ha ospitato arredi creati ad hoc per rivivere lo stile unico e inimitabile di Barbie, tra avvolgenti tonalità di rosa, tendaggi e tappezzerie in tinta. Cuscini, coperte, lampade e altri oggetti sono stati ovviamente brandizzati Barbie, spianando la strada all’elemento più sorprendente della suite: il guardaroba (dei sogni), tra scatole e shopper che hanno confermato la passione di Barbie per la moda, insieme a quella per il beauty e la skincare nella zona bagno, con un’ampia vasca ripiena di bolle rosa. Un’esperienza straordinariamente irripetibile.

Una giostra antica in un giardino incantato

Un tuffo nel passato e ai luna park dell’infanzia con una giostra dal sapore vintage immersa nel Giardino delle Arti. Così il marchio nord europeo Arket ha suggellato la collaborazione con l’artista Laila Gohar per il debutto nel ready-to-wear e la sua prima collezione per il brand. L’opera ha reinterpretato il concetto di giostra: in parte scultura, in parte scenografia interattiva.

Arket x Laila Gohar - Courtesy Press Office
Arket x Laila Gohar - Courtesy Press Office

“Volevamo creare qualcosa di aperto e inclusivo, qualcosa che inviti le persone a entrare, piuttosto che chiedere loro di osservare da lontano – ha spiegato l’artista. - Una giostra ci è sembrata un modo naturale per farlo. È familiare, fisica e pensata per essere condivisa. Sono sempre stata attratta dall’idea della bellezza come qualcosa di accessibile nella vita quotidiana, spesso plasmata da sorpresa ed entusiasmo, il che ha reso questa collaborazione molto naturale”.

Ispirata a una giostra antica proveniente da Wiesbaden in Germania, storico centro dell’artigianato del legno, l’installazione ha sostituito le figure originali con frutta e verdura sovradimensionate, pensate per esprimere con giocosità il linguaggio teatrale di Gohar. Il taglio netto all’interno delle forme ha consentito al pubblico di interagire sedendosi e diventando esperienza tangibile.

Una piscina di palline colorate

McDonald’s ha celebrato i suoi primi 40 anni in Italia con POOL. Ti sblocco un ricordo, un’esposizione a cura di Nicolas Bellario che ripercorre la storia del marchio tra design, arte e tecnologia. Dopo ben quattro decadi dalla prima apertura in Piazza di Spagna a Roma (era il 20 marzo 1986), McDonald’s ha pensato per il suo pubblico un percorso articolato in tre ambienti differenti, che ha preso vita nel circuito espositivo di Tortona Rocks dal 20 al 26 aprile. Missione: rileggere l’evoluzione culturale del brand e il suo rapporto con la società italiana.

McDonald’s POOL, Memorabilia - Courtesy Press Office
McDonald’s POOL, Memorabilia - Courtesy Press Office

Per l’occasione, una grande piscina di palline colorate ha costituito il fulcro dell’allestimento: gioco, memoria e riflessione critica si sono così intrecciate in un paesaggio ludico nel quale hanno dialogato due opere: uno Spot Painting di Damien Hirst e un lavoro della serie Early Works dei Vedovamazzei, la coppia di enfant terrible dell’arte italiana. Il viaggio del visitatore si è poi concluso con uno spazio dedicato alla storia di McDonald’s in Italia, raccontata attraverso oggetti iconici, materiali d’archivio, design e memorabilia che hanno accompagnato diverse generazioni. L’esposizione è stata completata dalla presentazione del libro Generazioni McDonald’s, edito da Rizzoli.

In un chiostro che ferma il tempo e apre i sensi

Nel Chiostro del Cappuccio a Milano ha preso vita un incontro tra profumo e struttura, memoria e materia: così Byredo ha concepito In Conversation With, il progetto collaborativo con il designer Jean-Guillaume Mathiaut, che ha realizzato in esclusiva per il brand un’edizione limitata di sedute scultoree in legno. Il Chiostro è diventato così uno spazio di contemplazione e scambio: il tempo si ferma e il visitatore si trova immerso in una dimensione sospesa, un luogo in cui meditare, trovare pace e lasciarsi andare a una vera esperienza sensoriale. Il tatto e l’olfatto trasportano altrove, tra gli abeti e la foresta di Fontainebleau, dove ha sede l’atelier dell’artista.

Byredo - Courtesy Press Office
Byredo - Courtesy Press Office

Le sculture sono state create assecondando il dna stesso del materiale, ponendo al centro il tatto e l’olfatto (il calore del legno, il rilascio del suo aroma naturale). Perché, come la fragranza, il legno si lascia attraversare dal tempo: assorbe tracce, muta, conserva memoria. Le opere e l’installazione sono diventate un medium di connessione tra la materia e i sensi raccontando alla perfezione uno dei concept alla base dell’universo Byredo: considerare il profumo una vera architettura invisibile.

Su una Vespa verde pastello

In occasione dei suoi 80 anni, durante la Milano Design Week, Vespa ha presentato un progetto che ha unito radici storiche e visione contemporanea: le nuove Vespa Primavera 80th e GTS 80th. Caratterizzate dall’iconico verde pastello originale del 1946, le due edizioni celebrative rileggono il patrimonio del marchio attraverso dettagli tecnici d’avanguardia, finiture artigianali e richiami ai modelli delle origini. Entrambe saranno disponibili a partire dal 23 aprile presso lo store Vespa The Empty Space di Milano, in showroom selezionati e sul sito ufficiale del brand.

Vespa Primavera 80th - Courtesy Press Office
Vespa Primavera 80th - Courtesy Press Office

Ad arricchire il lancio, anche l’esclusiva collezione apparel 80th Anniversary, che con un sapore squisitamente urban traduce l’heritage Vespa in moda tra giacche varsity, gilet in gabardina di cotone, e accessori quali tote bag, bandane, portachiavi, magneti, ventagli e spille. La collezione include anche il casco jetinABS coordinato, dotato di visiera trasparente antigraffio, visierino parasole interno, chiusura micrometrica, sistema di ventilazione avanzata e interni removibili e lavabili, certificato secondo standard 22.06.

Da Milano a Roma, le celebrazioni culmineranno infine nella capitale italiana dal 25 al 28 giugno, con quello che si annuncia già come il più grande raduno nella storia del brand: quattro giorni di eventi interamente dedicati a Vespa, icona che dal 1946 (quando nacque a Pontedera per rimettere in movimento l’Italia del dopoguerra), continua la scrittura del suo immaginario all’insegna della libertà, del design e dello stile italiano.

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