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ENTERTAINMENT26 agosto 2026

Dolly Parton, addio alla regina degli eccessi: i look che hanno fatto storia

Capelli biondi XXL, strass, décolleté vertiginose, unghie rosse e una passione dichiarata per tutto ciò che era “too much”: Dolly Parton è morta a 80 anni, ma il suo stile resta inconfondibile. E oggi sembra più contemporaneo che mai
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Di Giuditta Avellina

Cantante, cantautrice e attrice americana Dolly Parton, si esibisce con una chitarra, 1976 - Credits: Getty Images
Cantante, cantautrice e attrice americana Dolly Parton, si esibisce con una chitarra, 1976 - Credits: Getty Images

Prima che Dolly Parton entrasse in una stanza, arrivava il suo look: una nuvola di capelli biondi, una cascata di strass, unghie lunghissime, tacchi vertiginosi, frange, paillettes e colori abbastanza accesi da rendere superfluo qualsiasi riflettore. Dolly Parton è morta il 25 agosto 2026 a 80 anni. Con lei se ne va una delle più grandi interpreti e autrici della musica americana, la donna di Jolene, I Will Always Love You e 9 to 5. Ma anche una delle personalità che hanno saputo trasformare più radicalmente il proprio aspetto in un linguaggio. Dolly non seguiva la moda: era Dolly.

Dolly Parton si esibisce durante l’intervallo della partita tra i Washington Commanders e i Dallas Cowboys all’AT&T Stadium, il 23 novembre 2023 ad Arlington, Texas - Credits: Getty Images
Dolly Parton si esibisce durante l’intervallo della partita tra i Washington Commanders e i Dallas Cowboys all’AT&T Stadium, il 23 novembre 2023 ad Arlington, Texas - Credits: Getty Images

Dolly Parton e il look ispirato alla donna più chiacchierata del paese

Per capire l’estetica di Dolly Parton bisogna tornare nel Tennessee della sua infanzia. Cresciuta in una famiglia poverissima sui monti Smoky, raccontò più volte di essere rimasta affascinata da una donna del paese che gli adulti consideravano troppo appariscente: capelli ossigenati, rossetto rosso, unghie vistose, tacchi alti.

Per la piccola Dolly, invece, era bellissima. Quella figura diventerà il punto di partenza di un’immagine che Parton avrebbe poi portato all’estremo, trasformando ciò che altri giudicavano volgare in una dichiarazione di indipendenza. Non tentò mai di assomigliare all’idea che l’industria aveva di una cantante country elegante. Fece esattamente il contrario. Più capelli. Più trucco. Più curve. Più cristalli. E soprattutto zero imbarazzo.

Dolly Parton si esibisce sul palco del Dominion Theatre il 29 marzo 1983 a Londra, Regno Unito - Credits: Getty Images
Dolly Parton si esibisce sul palco del Dominion Theatre il 29 marzo 1983 a Londra, Regno Unito - Credits: Getty Images

Capelli biondi XXL: perché Dolly Parton portava le parrucche

Prima ancora degli abiti c’erano loro: i capelli. Biondi, cotonati, altissimi e praticamente immuni alle leggi di gravità. Dopo anni passati a decolorare e cotonare i propri capelli, Parton scelse presto le parrucche, trasformandole in una delle sue firme. Anche qui, nessun tentativo di nascondere l’artificio. Anzi. Dolly scherzava apertamente sulle sue parrucche e sul tempo necessario per prepararsi. Il risultato era una silhouette riconoscibile persino in controluce. Molto prima che il concetto di personal branding diventasse una disciplina, Dolly Parton ne aveva già compreso una delle regole fondamentali: se vuoi essere indimenticabile, devi poter essere riconosciuta senza bisogno di leggere il tuo nome.

Strass, frange e cristalli: il guardaroba di Dolly Parton

Poi arrivavano i vestiti. Il country western diventava glamour attraverso frange, pelle, ricami, cristalli, paillettes, colori saturi e silhouette aderentissime. Negli anni Settanta poteva presentarsi ai Grammy in rosa acceso; decenni dopo continuava a scegliere abiti tempestati di luce senza smussare di un millimetro la propria estetica. Nel corso della carriera ha indossato creazioni di designer e costumisti come Bob Mackie, Ann Roth e Lucy Adams, ma persino davanti a una firma importante l’abito doveva sottostare a una regola: doveva sembrare Dolly. Nel 2023 ha persino raccolto la storia del proprio guardaroba nel libro Behind the Seams: My Life in Rhinestones. Un titolo perfetto: raccontare la sua vita significava inevitabilmente raccontare anche i suoi cristalli.

Dolly Parton - Credits: Getty Images
Dolly Parton - Credits: Getty Images

Quelle unghie rosse che finirono persino in una canzone

C’è poi un dettaglio che riassume magnificamente la capacità di Parton di trasformare il beauty in qualcosa di più di un ornamento: le sue lunghissime unghie acriliche. Sul set di 9 to 5, mentre componeva la canzone destinata a diventare uno dei suoi maggiori successi, Dolly si accorse che battendo le unghie una contro l’altra poteva riprodurre il ticchettio di una macchina da scrivere. Le usò per tenere il ritmo. Quelle unghie entrarono così nella storia di 9 to 5, fino a essere accreditate nel disco. Un dettaglio quasi perfetto per raccontare Dolly: persino ciò che poteva sembrare frivolo diventava nelle sue mani uno strumento creativo.

La cantante e cantautrice americana Dolly Parton posa per un ritratto con la sua chitarra a Dollywood, intorno al 1993, a Pigeon Forge, Tennessee - Credits: Getty Images
La cantante e cantautrice americana Dolly Parton posa per un ritratto con la sua chitarra a Dollywood, intorno al 1993, a Pigeon Forge, Tennessee - Credits: Getty Images

Dolly Parton e la bellezza senza ipocrisie

Anche il rapporto con la bellezza era sorprendentemente moderno. Dolly non ha mai costruito il proprio personaggio sull’illusione della naturalezza. Parlava apertamente di parrucche, trucco e ritocchi estetici e soprattutto rideva per prima della propria immagine. La sua celebre battuta sul fatto che servissero molti soldi per apparire così “cheap” racchiude un’intera filosofia. Parton sapeva perfettamente come appariva agli occhi degli altri e aveva deciso che il giudizio altrui non sarebbe stato il criterio con cui vestirsi. È forse questa la ragione per cui un’estetica nata più di mezzo secolo fa appare oggi così contemporanea.

Dolly Parton si esibisce sul palco dell’ACL Live durante l’evento Dollyverse di Blockchain Creative Labs al SXSW, nell’ambito della conferenza e dei festival SXSW 2022, il 18 marzo 2022 ad Austin, Texas - Credits: Getty Images
Dolly Parton si esibisce sul palco dell’ACL Live durante l’evento Dollyverse di Blockchain Creative Labs al SXSW, nell’ambito della conferenza e dei festival SXSW 2022, il 18 marzo 2022 ad Austin, Texas - Credits: Getty Images

Prima del Barbiecore, prima del maximalism, c’era Dolly

Oggi parliamo continuamente di Barbiecore, maximalism, camp, country glamour e western revival. Dolly Parton li aveva già mescolati tutti quando nessuno aveva ancora inventato un hashtag per definirli. E soprattutto aveva anticipato qualcosa di ancora più importante: il ritorno di una moda che non teme di essere divertente, artificiale, sexy o esagerata. Per decenni l’industria della moda ha celebrato l’idea di eleganza associandola a colori neutri, linee pulite, understatement. Dolly costruì invece una carriera antitetica rispetto al less is morez.

La cantante Dolly Parton arriva alla 58ª edizione degli Academy of Country Music Awards al Ford Center at The Star, l’11 maggio 2023 a Frisco, Texas - Credits: Getty Images
La cantante Dolly Parton arriva alla 58ª edizione degli Academy of Country Music Awards al Ford Center at The Star, l’11 maggio 2023 a Frisco, Texas - Credits: Getty Images

L’ultima lezione di stile di Dolly Parton

Dietro i capelli cotonati e gli abiti scintillanti, naturalmente, c’era molto altro: una delle più importanti songwriter americane, un’imprenditrice, un’attrice e una filantropa capace di trasformare la propria fama in progetti come la Imagination Library. Forse è proprio questo ad aver impedito al personaggio di divorare la persona. Dolly poteva permettersi di giocare con lo stereotipo della bionda tutta curve perché, dietro quello stereotipo, era sempre lei a detenere il controllo. Il 25 agosto si è spenta Dolly Parton. Gli strass ideali della sua gloriosa vita, invece, resteranno accesi ancora a lungo.

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