Di Serena Savardi
C’è un motivo se, ogni fine estate, il red carpet della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia diventa uno degli appuntamenti più osservati dal mondo della moda.
Dal 1932 a oggi, la Serenissima con i suoi taxi acquatici, la sua laguna e il suo tappeto rosso si è trasformata nel luogo in cui cinema, haute couture e cultura si incontrano attraverso divi ed abiti che nel tempo hanno raccontato non solo la storia del costume ma anche della politica, della società e delle istanze più urgenti del nostro tempo con una libertà che appartiene a pochi festival al mondo. E mentre si accendono i riflettori della 83esima edizione della Mostra del Cinema ripercorriamo insieme alcuni dei momenti e dei look più iconici mai avvistati in laguna.
Prima che certi abiti couture calcassero l’ambito red carpet c’è stato un momento che più di altri ha definito il concetto di glamour veneziano. È il 1955 e Sophia Loren sbarca al Lido cinta da un tailleur dalla vita strettissima, fiocco sul collo e silhouette “New Look”, perfettamente in linea con la moda del dopoguerra e segnando l’ascesa di Venezia del mondo dello spettacolo globale.
Da quel momento in poi la Mostra del Cinema non sarà più la stessa, e di citazione in citazione, oltre il grande cinema, la kermesse si trasformerà nel palcoscenico di cui la moda si appropria per raccontare la società e tutte le sue trasformazioni.
E allora non è un caso che, ancora oggi, tra le immagini più viste del web si annoverino l’arrivo di Claudia Cardinale in laguna alla presentazione de “La Dolce Vita”, la prima volta al Lido di Brigitte Bardot che scardinò ogni credenza sull’eleganza femminile o quella della timida Audrey Hepburn pronta a trasformarsi in un mito senza tempo.
E così negli anni sono state moltissime le dive e i divi che, con la complicità delle grandi maison, ci hanno fatto sognare indossando creazioni di indimenticabile fattura e significato come quella volta che Tilda Swinton, in piena pandemia, si presentò sul red carpet veneziano indossando una maschera dorata disegnata da Virginie Viard per Chanel, diventando metafora di “speranza” in un momento di emergenza globale.
Ma non solo, difficilmente dimenticheremo l’eterea eleganza di Gwyneth Paltrow nel 2011 in un abito rosa confetto firmato Prada, la sensualità spontanea di Scarlet Johansson nel 2013 in un tubino Versace, la maestosità di Cate Blanchett nel 2018 alla premiere del film "Suspiria" con un abito monospalla oro e nero Armani Privé.
Indimenticabili alcune coppie artistiche che hanno fatto del red carpet veneziano il luogo dove splendere. Basti citare Natalie Portman in Christian Dior Haute Couture nel 2016 che accompagnò il debutto in Laguna di Lily Rose Depp, o i look abbaglianti di Timothée Chalamet in in Haider Ackermann e della collega Zendaya in Balmain alla première di Dune nel 2021.
Il red carpet veneziano è diventato anche il luogo dove lanciare tendenze destinate a segnare la stagione a venire. Come è accaduto nel 2022 quando a colpi di stile le grandi star sancirono il ritorno del nude look, rivendicando una certa sexyness fatta di tulle, pizzi e trasparenze che sanciva la fine del “comfy wear” dopo la pandemia e la rinascita della mondanità.
Ma nel nuovo Millennio il red carpet veneziano non è stato solo il luogo dove celebrare l’alta moda e la bellezza ma anche il palcoscenico ideale per lanciare messaggi destinati a cambiare il corso della moda e non solo.
Dall’abito firmato Valentino della top model sud sudanese Alek Wek che, nel 2005, inneggiava la "pace" in 14 lingue diverse, alla protesta senza veli delle Femen del 2013 contro ogni forma di schiavitù sessuale, fino all’intero guardaroba di Cate Blanchett durante durante la 77ª Mostra del Cinema.
Allora presidentessa della Giuria, l’attrice australiana-statunitense, decise di non presentarsi ogni sera con un abito nuovo, ma di riutilizzare alcuni dei look più iconici già indossati negli anni precedenti. Una scelta che aprì definitivamente la riflessione sull’impatto ambientale del settore moda e contribuì a rendere di tendenza il “repeat dressing” anche nelle occasioni più mondane.
Così tra couture, vintage e sperimentazioni, le star anche quest’anno si preparano a dar vita ad un nuovo mosaico estetico capace di influenzare le tendenze globali sfruttando l’eccezionale potere comunicativo del red carpet della Mostra del Cinema di Venezia.
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