Di Claudia Ricifari
Il gelo tra Taylor Swift e Blake Lively è solo l’ultimo capitolo di una lunga serie di diatribe tra la cantante e altre celeb. Attorno all’immagine della ragazza acqua e sapone, diventata famosa come reginetta del country prima ancora che come popstar globale, si è sviluppata una figura per certi aspetti ambigua.
Tante relazioni famose, addirittura un’intera “Squad” di amiche vip in cui – oltre a Blake Lively, appunto – rientravano anche Karlie Kloss, Selena Gomez, Gigi Hadid (queste ultime tutte presenti alle nozze con Travis Kelce, al contrario di Lively). E poi una tela di altri rapporti più o meno stretti, di amicizia o amore, che si sono deteriorati sotto gli occhi del pubblico e in cui Taylor Swift ha giocato la carta della vittima, che in alcuni casi, però, le si è ritorta contro. Come dimenticare, per esempio, la faida con Kim Kardashian, strettamente legata alla diatriba di lunga data con Kanye West?
Per comprendere questa storia bisogna fare un passo indietro fino al 2009, ai Video Music Awards di MTV. Taylor Swift, ventenne, sale sul palco per ritirare il premio per il miglior video femminile con You Belong with Me. Non fa in tempo a iniziare il discorso di ringraziamento che Kanye West le sale a fianco, le prende il microfono e comunica alla platea che avrebbe dovuto vincere Beyoncé. Le immagini del volto di Taylor, spiazzata, fanno il giro del mondo nel giro di poche ore e diventano uno dei momenti più commentati nella storia recente della musica pop. Per qualche anno, sorprendentemente, i rapporti tra i due sembrano distendersi: nel 2015, ai Grammy, è proprio Taylor a consegnare a Kanye il Video Vanguard Award.
Facciamo un salto in avanti e arriviamo al 2016. Kanye West, già sposato con Kim Kardashian, pubblica Famous, singolo apripista dell'album The Life of Pablo. Nel brano c'è un verso rivolto esplicitamente a Taylor Swift, in cui il rapper rivanga il passato e si attribuisce parte del merito della fama della cantante con toni giudicati sessisti e denigratori.
Ai Grammy di quell'anno, ritirando un premio, Taylor pronuncia un discorso che i più interpretano come una replica indiretta, invitando le giovani donne a restare concentrate sul proprio lavoro senza lasciare che altri si prendano il merito dei loro successi. Kim Kardashian a quel punto interviene nella vicenda, dichiarando pubblicamente che la popstar era al corrente del verso prima della pubblicazione del brano e lo avrebbe approvato. Il team della cantante smentisce, parlando di una versione distorta dei fatti.
A luglio dello stesso anno la situazione precipita. Kim Kardashian pubblica su Snapchat alcuni estratti di una telefonata privata tra Taylor e Kanye, in cui il rapper le legge il verso incriminato e lei sembra reagire con un tono accomodante, ringraziandolo persino per averla avvisata in anticipo. Il pubblico si schiera compatto dalla parte della coppia, e Taylor viene etichettata come bugiarda sui social, dove circola persino un hashtag che la accosta a un serpente.
La cantante si difende su Instagram, sostenendo di non essere mai stata messa al corrente della parte più offensiva del testo. La vicenda si riaprirà anni dopo, nel marzo 2020, quando la versione integrale della telefonata trapela online: il video conferma che Taylor aveva dato l'assenso a una parte del verso, ma dimostra anche che Kanye non le aveva mai anticipato la frase più pesante, quella che l'ha resa oggetto di critiche per mesi.
In mezzo a questo trambusto, salta all'occhio anche un tweet criptico di Katy Perry, che sembra alludere proprio a Taylor Swift parlando di una "Regina George in abiti da pecora", citazione diretta alla villain del film Mean Girls. Le due cantanti erano già ai ferri corti da tempo. In questo caso la scintilla risale al 2013, quando tre ballerini del tour di Taylor Swift decidono di lasciare la sua crew per raggiungere quella di Katy Perry, in partenza per il Prismatic Tour.
Intervistata da Rolling Stone nel 2014, Taylor racconta di un rapporto complicato con un'altra popstar, senza fare nomi, ma la descrizione lascia pochi dubbi. Perry risponde a stretto giro con il tweet su Regina George, e da lì la tensione tra le due si trascina per anni, fino al 2018, quando Katy Perry decide di fare il primo passo inviando a Taylor un vero ramoscello d'ulivo insieme a un biglietto di scuse. Si chiude così una faida durata quattro anni.
Come da copione, ogni scontro Taylor Swift abbia avuto, si è prontamente trasformato in materiale prezioso per l'album successivo. Bad Blood nasce proprio dalla rottura con Katy Perry, mentre Look What You Made Me Do e This Is Why We Can't Have Nice Things, entrambe contenute in Reputation, sembrano rivolte a Kanye West e Kim Kardashian.
È una strategia che Taylor applica da sempre, ben prima delle faide tra popstar: la sua discografia è costellata di brani nati da relazioni sentimentali finite, da Dear John, dedicata a John Mayer, fino ad All Too Well e We Are Never Ever Getting Back Together, entrambe ispirate alla breve storia con Jake Gyllenhaal, passando per Style e Out of the Woods, scritte dopo la fine della relazione con Harry Styles.
Un meccanismo quasi automatico, che negli anni ha reso la sala d'incisione il luogo in cui Taylor Swift regola i conti, trasformando dolore e risentimento in numeri uno delle classifiche.
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