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entertainment05 settembre 2026

Non solo “Couture”: 13 film sulla moda da vedere

Dal nuovo film di Alice Winocour con Angelina Jolie a una selezione di pellicole che hanno raccontato l'universo fashion tra commedia, biopic e giallo
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Di Claudia Ricifari

Il diavolo veste Prada 2 - Credits: Courtesy Disney
Il diavolo veste Prada 2 - Credits: Courtesy Disney

Il fashion month è alle porte. E non è un caso che proprio a ridosso dell'inizio delle fashion week di settembre sia arrivata al cinema una pellicola che proprio da quel mondo attinge per raccontare la storia di tre donne molto diverse. Couture, pellicola scritta e diretta da Alice Winocour, uscito nelle sale lo scorso 26 agosto, è ambientato infatti durante la Paris Fashion Week.

Tra le protagoniste Maxine, regista americana interpretata da Angelina Jolie, arrivata a Parigi per dirigere un video promozionale mentre affronta un divorzio e una diagnosi medica – quella di tumore al seno – che diventa centrale nella sua vicenda. E qui il piano scenico e quello reale si incontrano, perché la vicenda nasce da un'esperienza personale della regista. “Una sera ero appena uscita dall’ospedale e mi sono ritrovata nel bel mezzo della frenesia e dello sfarzo della Fashion Week”, aveva raccontato a Rolling Stone. Di Angelina Jolie è noto che si sia sottoposta in passato a una mastectomia bilaterale per prevenire il tumore di cui è morta sua madre.

Così una storia di moda diventa una storia di vita (e di attaccamento alla vita attraverso la passione), come quella delle altre due protagoniste: Ada, giovane modella sudanese al suo esordio sulle passerelle e Angèle, truccatrice che coltiva in segreto l'ambizione di diventare scrittrice.

Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma, il progetto ha ottenuto un primato non da poco: è stato il primo a girare all'interno dello showroom e dell'atelier di Chanel a Parigi. Un dramma corale che, più che sulla moda in sé, si concentra su ciò che resta quando il tempo e il corpo chiedono il conto, anche dentro un mondo costruito sull'apparenza perfetta.

Couture - Credits: Courtesy Press Office
Couture - Credits: Courtesy Press Office

Ma Couture si inserisce in una tradizione cinematografica lunga e variegata, che ha raccontato la moda con registri opposti: la satira feroce, il ritratto intimo, il giallo torbido. Ecco altri titoli che vale la pena recuperare o rivedere.

Cenerentola a Parigi

Titolo italiano di Funny Face, il musical del 1957 diretto da Stanley Donen resta uno dei primi esempi di cinema costruito attorno all'immaginario della moda. Audrey Hepburn interpreta una commessa di libreria trasformata in modella da un fotografo, ruolo affidato a Fred Astaire ispirato liberamente alla figura di Richard Avedon. Le scene girate tra gli atelier e le strade di una Parigi da cartolina fotografica hanno contribuito a fissare per decenni l'estetica romantica del mondo fashion sul grande schermo.

Blow-Up

Capolavoro di Michelangelo Antonioni del 1966, vincitore della Palma d'Oro a Cannes, segue un fotografo di moda della Swinging London che, ingrandendo casualmente uno scatto realizzato in un parco, crede di aver immortalato un omicidio. Più che un thriller, però, Blow-Up è una riflessione sull'ambiguità dello sguardo e sulla superficialità di un mestiere fatto di immagini costruite: un film diventato pietra miliare della storia del cinema, ben oltre il perimetro del genere fashion.

David Hemmings / Blow-Up / 1966, diretto da Michelangelo Antonioni (Bridge Films – produzione Carlo Ponti – Metro-Goldwyn-Mayer) - Credits: AGF
David Hemmings / Blow-Up / 1966, diretto da Michelangelo Antonioni (Bridge Films – produzione Carlo Ponti – Metro-Goldwyn-Mayer) - Credits: AGF

Sotto il vestito niente

Giallo un po' più puro rispetto a Blow Up. Diretto da Carlo Vanzina nel 1985, tratto dal romanzo di Marco Parma, è ambientato nel mondo delle sfilate milanesi ed è costruito attorno all'omicidio di una modella durante le prove di un défilé. Un caso italiano che ha saputo mescolare il fascino patinato delle passerelle con le atmosfere torbide del thriller, diventando un cult generazionale capace di travalicare i confini del semplice giallo di consumo.

Prêt-à-Porter

Diretto da Robert Altman nel 1994, con un cast corale che comprende Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Julia Roberts e Kim Basinger, il film ritrae la Paris Fashion Week come una giostra di vanità, cinismo e opportunismo dietro le quinte. Resta memorabile il finale, con una sfilata di modelle completamente nude in passerella, scelta che all'epoca fece discutere quanto la satira feroce riservata all'intero sistema moda raccontata nel resto del film.

Robert Altman, Sophia Loren e Marcello Mastroianni dietro le quinte della sfilata; Robert Altman partecipa alla conferenza stampa di Prêt-à-Porter il 27 febbraio 1995 a Parigi, Francia - Credits: Getty Images
Robert Altman, Sophia Loren e Marcello Mastroianni dietro le quinte della sfilata; Robert Altman partecipa alla conferenza stampa di Prêt-à-Porter il 27 febbraio 1995 a Parigi, Francia - Credits: Getty Images

Gia

Nel film del 1998 diretto da Michael Cristofer, una giovanissima Angelina Jolie interpreta Gia Carangi, considerata tra le prime supermodel della storia. La pellicola ripercorre la sua parabola dal successo precocissimo sulle copertine internazionali fino alla dipendenza che ne segnò la vita, restituendo un ritratto crudo di un'industria capace di consumare in fretta chi promuove.

Zoolander

La commedia diretta da e con Ben Stiller nel 2001 punta tutto sull'iperbole, trasformando il mondo dei modelli maschili in una satira demenziale con la celebre espressione "Blue Steel", l'espressione facciale “da conquista” dell'obbiettivo diventata cult pop. Dietro l'assurdo, il film coglie con ironia alcuni meccanismi reali del settore, dalla vacuità di certe pose alla spietatezza delle agenzie.

Il Diavolo veste Prada e Il Diavolo veste Prada 2

Il film diretto da David Frankel nel 2006, tratto dal romanzo di Lauren Weisberger ispirato alle esperienze dell'autrice accanto ad Anna Wintour, resta il riferimento assoluto della commedia sulla moda grazie a Meryl Streep nei panni dell'iconica Miranda Priestly, direttrice della rivista Runway, e ad Anne Hathaway in quelli della sua assistente Andy. A vent'anni di distanza, il sequel è arrivato nelle sale italiane il 29 aprile scorso, ancora diretto da Frankel: ambientato nel 2026, racconta Miranda alle prese con il declino dell'editoria cartacea e con la concorrenza della sua ex assistente Emily, ora passata a Dior, mentre Andy viene richiamata in redazione per gestire uno scandalo (e conseguente shitstorm) legato a un marchio accusato di sfruttamento. Una riscrittura amara di due mondi – quello della moda e dell'editoria – tra i più mutati (non in meglio) degli ultimi 20 anni.

Il diavolo veste Prada 2 - Credits: Courtesy Disney
Il diavolo veste Prada 2 - Credits: Courtesy Disney

Coco avant Chanel

Diretto da Anne Fontaine nel 2009, con Audrey Tautou nel ruolo della protagonista, il film si concentra sulla formazione di Gabrielle Chanel prima ancora che diventasse la Mademoiselle passata alla storia (qui ripercorriamo le tappe della sua rivoluzione). Racconta la povertà, la determinazione e le relazioni che hanno preceduto la nascita dell'impero, restituendo un ritratto intimo lontano dallo sfarzo che di solito accompagna i biopic sui grandi nomi della moda.

I love shopping

Tratto dai romanzi di Sophie Kinsella e diretto da P.J. Hogan nel 2009, con Isla Fisher protagonista, il film racconta con leggerezza l'ossessione compulsiva per gli acquisti di una giornalista finanziaria incapace di resistere alle vetrine. Una commedia che trasforma il rapporto con la moda in una vera e propria dipendenza, mai priva però di una vena affettuosa verso la protagonista.

Isla Fisher è stata fotografata sul set del suo nuovo film I Love Shopping il 19 febbraio 2007 a New York; L’attrice Isla Fisher e l’attore Hugh Dancy sul set di I Love Shopping il 12 marzo 2008 a New York - Credits: Getty Images
Isla Fisher è stata fotografata sul set del suo nuovo film I Love Shopping il 19 febbraio 2007 a New York; L’attrice Isla Fisher e l’attore Hugh Dancy sul set di I Love Shopping il 12 marzo 2008 a New York - Credits: Getty Images

Saint Laurent

Diretto da Bertrand Bonello nel 2014, con Gaspard Ulliel in un ruolo che gli valse una candidatura al César, il film sceglie di raccontare gli anni più turbolenti dello stilista francese, tra genio creativo, eccessi e fragilità personali. Più che una biografia lineare, è un ritratto per frammenti che restituisce l'ossessione creativa dietro il nome diventato marchio.

Il filo nascosto

Diretto da Paul Thomas Anderson nel 2017, con Daniel Day-Lewis nel suo ultimo ruolo prima del ritiro dalle scene, il film racconta un couturier londinese degli anni Cinquanta la cui vita rigidamente controllata viene sconvolta dall'arrivo di una nuova musa. Un dramma dai toni quasi gotici, capace di restituire la moda come rituale ossessivo più che come mestiere.

House of Gucci

Diretto da Ridley Scott nel 2021, con Lady Gaga e Adam Driver, il film racconta la parabola della famiglia Gucci fino all'omicidio di Maurizio Gucci, restituendo un affresco fatto insieme di lusso, ambizione e rovina familiare. Un biopic che ha riportato al centro del dibattito pubblico la storia di una delle maison più iconiche del made in Italy, tra fedeltà ai fatti e libertà drammaturgica.

Adam Driver (Maurizio Gucci) e Lady Gaga (Patrizia Reggiani) in HOUSE OF GUCCI (2021). Un film sulla tumultuosa dinastia della famiglia Gucci e sull’omicidio di Maurizio Gucci, nipote del fondatore Guccio Gucci - Credits: AGF
Adam Driver (Maurizio Gucci) e Lady Gaga (Patrizia Reggiani) in HOUSE OF GUCCI (2021). Un film sulla tumultuosa dinastia della famiglia Gucci e sull’omicidio di Maurizio Gucci, nipote del fondatore Guccio Gucci - Credits: AGF

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