Di Giulia Pacella
Accessori à gogo! Questa è sempre la stagione giusta per allargare l’orizzonte oltre il perimetro di borse e scarpe per sbizzarrirsi con dettagli a prova di freddo. A cominciare dalle sciarpe, ma non solo! Il fashion diktat dalle passerelle moda Autunno/Inverno 2026-2027 è lapalissiano: i cappelli sono il must-have dei look invernali. Ma per questa stagione le vie dello stile sono davvero infinite e si aprono a nuove tendenze e proposte.
Non più (o non solo) i classici cappucci di lana - che certo non mancano - e cappelli con visiera che tanto hanno spopolato nelle scorse stagioni, con la complicità dell’estetica preppy. Quest’anno l’ode al cappello passa per interpretazioni super ricercate e meno convenzionali, che spaziano dai copricapo in stile rétro ai modelli più eccentrici e scenografici, come quelli visti sulla passerella di Louis Vuitton.
Con la sfilata FW 26-27, infatti, Nicolas Ghesquière ha dato vita a un vero e proprio viaggio antropologico tra le montagne del mondo - dalle Ande agli altipiani dell’Asia Centrale - in cui copricapi audaci ed estremi sono protagonisti assoluti, in un mix tra tradizioni secolari e sperimentazione. A cominciare dai cappelli in stile mongolo dalla tipica forma triangolare e rigorosamente in montone, perfetti per affrontare i climi più gelidi. Non solo sono i modelli più ricorrenti sulle passerelle e i cappelli di tendenza della moda Inverno 2026? Ve lo raccontiamo
Caldo, voluminoso e con un tocco ironico, il colbacco di pelliccia si libera della sua connotazione folkloristica per diventare un super cult di stagione, perfetto per dare personalità ai look invernali più basici ed essenziali. Da Miu Miu è tra gli accessori leitmotiv della sfilata Autunno/Inverno 2026-2027 e si indossa su giacche e abiti dalle proporzioni micro e striminzite. Per Fforme è in faux fur color miele mentre da Chloé è candido e completa un white look da perfetta regina delle nevi.
Dal guardaroba delle signore degli Anni 50 e 60 torna uno dei cappelli più iconici dell’epoca: il pillbox hat. Con la sua caratteristica forma a scatola, la calotta strutturata e una linea compatta, il cappello aristo chic dallo stile rétro e minimale è la nuova ossessione delle fashion girl. La maison ne reinterpretano la geometria essenziale con proposte super luxury, dai sontuosi effetti materici come il copricapo in pelo grigio di Hermès da indossare in layering su passamontagna in tinta. Per Adolfo Dominguez è fedele alle linee e ai modelli originali dei Sixties, mentre Mantero 1802 non rinuncia ai suoi celebri motivi botanici per dare un tocco ancor più ricercato al cappellino rosso.
Parola d’ordine: eccentricità. Texture pelose e volumi esuberanti, in passerella sfila uno stile flamboyant con cappelli furry che diventano esercizi di creatività. Veri e propri colpi di testa che danno un twist stravagante a chi li indossa. Da Etro è un tricorno piratesco in lana verde bosco effetto astrakan, da Michael Kors è un modello spumeggiante con un fitto plumage grigio scuro. Da Bottega Veneta, accanto ai numerosi cappucci di lana , sfilano copricapi dai colori accesi che mimano piume e pellicce: un divertissement creativo per un glamour sofisticato, artsy e unconventional
Segni particolari: funzionalità. Largo a cappelli impermeabili con falda allungata sul retro che ricordano quello dei pescatori o dei pompieri. I codici dell’abbigliamento da pioggia e lo stile outdoor conquistano le passerelle con interpretazioni super sofisticate: Lanvin ne propone una versione dalle proporzioni esasperate che strizza l’occhio alle grisaglie maschili, Enfants Riches Déprimés propone un sou’wester hat nero e scultoreo che sembra quasi un elmetto rétro. Lacoste invece gioca in casa con un classico cappello da pioggia, in tessuto impermeabile bordeaux dall’effetto glossy. Non a caso, l'intera collezione nasce dal ricordo di una partita di René Lacoste interrotta da un temporale.
La bombetta, icona del guardaroba maschile britannico, contamina le passerelle femminili con l’eleganza del tailoring e una piccola dose di originalità. Calotta arrotondata, piccola tesa e una silhouette immediatamente riconoscibile: il bowler hat aggiunge infatti una nota di rigore dandy anche alle mise più femminili. Uma Wang la sceglie essenziale e pulitissima con falda rigirata all’insù, mentre Benavente la deforma nella calotta e la decora con una piuma lunga e sottile. Celine, invece, punta sul contrasto tra la stravaganza ricercata della bombetta nera e il timeless style del cappotto color cammello.
Dall'immaginario british al guardaroba maschile più tradizionale, in tessuti sartoriali o dall'aspetto vissuto, la coppola continua a esercitare il suo fascino garçonne. Emporio Armani la propone ampia e morbida, abbinata a un completo sartoriale. Missoni ne interpreta il lato più casual con un maxi berretto in tweed dalla visiera pronunciata, mentre Private Policy porta in passerella un cap in stile monello: si indossa con la visiera girata a lato per enfatizzare il mood.
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