Di Matteo Dall'Ava
Concept car, show car e prototipi sono l'alta moda dell'automobile e di conseguenza hanno un privilegio: possono esagerare. A volte anticipano un design, altre inventano funzioni, esplorano nuove idee di lusso o di avventura. Alcune intuizioni arriveranno in concessionaria, altre resteranno magnifiche fantasie. Anche i sogni, del resto, hanno bisogno di un reparto ricerca e sviluppo.
Elon Musk lo sa bene. Il 15 ottobre ha presentato la nuova Tesla Roadster con uno spettacolo da circo delle meraviglie: propulsori ad aria compressa sviluppati con SpaceX, salti, evoluzioni a mezz'aria e la promessa di staccarsi da terra. Produzione annunciata per il 2028. Volerà davvero? Fra dimostrazione e omologazione, la prudenza suggerisce di tenere i piedi per terra. Musk promette anche uno 0-96 km/h in meno di un secondo. Il pubblico, però, era già altrove: per un minuto si è immaginato al volante di un'automobile volante. Missione compiuta.
Ci sono altre concept car nate nel 2026 che ci dicono qualcosa di quello che saranno – magari – le auto del futuro. Ne abbiamo selezionate 6 da tenere d'occhio.
A Villa d'Este, dove le auto ricevono più complimenti degli invitati, la Vision BMW Alpina sfoggia 5,20 metri di carrozzeria, un V8 e quattro posti. BMW la vuole vicina al mondo di Rolls-Royce e Bentley. Basta sedersi dietro: dalla console emergono due bicchieri di cristallo, tenuti fermi da magneti invisibili e delicatamente illuminati. Venti incisioni richiamano le razze dei cerchi, il bordo è inclinato di sei gradi. Accanto, una bottiglia d'acqua. Per un sorso, un'intera ingegneria.
Ci sono pelle pieno fiore delle Alpi, comandi in cristallo, metalli rifiniti come orologi e cuciture blu e verdi. Sul display si vede il profilo esatto delle montagne di Buchloe, patria di Alpina. Il fondatore Burkard Bovensiepen, nelle gare di durata, imbottiva i sedili mentre gli avversari risparmiavano peso. Aveva capito che la velocità può cominciare da un buon cuscino.
Uno scorpione nero nel Rub' al Khali è un incontro da evitare. La Genesis X Skorpio, invece, merita di avvicinarsi: carrozzeria a corazza, nero dai riflessi blu e pneumatici da 40 pollici. Il V8 sviluppa 1.115 CV, ma l'abitacolo si preoccupa del benessere degli avventurieri.
Lo schermo scorre verso il passeggero trasformandolo in navigatore; il guidatore legge gli strumenti sul volante, senza perdere di vista le dune. Sedili ergonomici, climatizzazione e grandi maniglie attutiscono la fatica dei sobbalzi. La pelle ha cuciture ispirate alle zampe dello scorpione, il suede è lavorato al laser. Perfino i pannelli della corazza si sostituiscono facilmente.
In garage non si può parcheggiare. Su Gran Turismo 7, invece, si guida dal 15 ottobre. La Xiaomi Vision Gran Turismo nasce per il videogame, libera dai vincoli della produzione. Xiaomi ne ha esposto un modello a grandezza naturale a Barcellona, ma nessuna versione stradale è stata annunciata. Il suo indirizzo resta lo schermo.
Carrozzeria scavata dal vento, abitacolo a goccia, fari che guidano l'aria, fanale ad anello che funziona anche da sfogo aerodinamico: il Cx di 0,29 è frutto di simulazioni. L'eccentricità più graziosa si chiama Sofa Racer. Sedili, porte e plancia avvolgono chi guida come un divano da corsa, rivestito di tessuto a maglia tridimensionale. Anche il simulatore progettato da Xiaomi sembra un mobile da soggiorno. Per correre su un circuito impossibile, si può restare in pantofole.
Il GAC MONTX P10 sembra un veicolo militare in partenza per una spedizione: grigio da caccia, protezioni da armatura, quattro motori sulle ruote. Nel cassone può ospitare un eVTOL, piccolo velivolo elettrico a decollo verticale. Un precipizio? Una palude? Una foresta impenetrabile? Il pickup si ferma e, nei progetti della casa, l'esplorazione prosegue per aria.
L'elettronica ricostruisce il terreno in 3D e prepara sospensioni, trazione e fari alle insidie. Un volante scorrevole permette di spostare il posto guida da sinistra a destra. Il cassone si presta anche a ricerche, riprese o soccorsi. Il confine del mondo conosciuto si è spostato un po' più in là. Anzi, più in su.
C'è chi al lago porta il motoscafo. Geely preferisce arrivarci direttamente in automobile. La Galaxy Cruiser, concept cinese dall'aria di una imponente fuoristrada, nasconde un'insospettabile vocazione marinara. Quando manca la terra sotto le ruote, può galleggiare e navigare grazie a due eliche posteriori, travestite da terminali di scarico. Un sonar sorveglia gli ostacoli sommersi, mentre gli occupanti possono contemplare il panorama senza bagnarsi le scarpe. La concept prometteva due ore di galleggiamento. L'idea è piaciuta tanto che Geely l'ha portata sulla Battleship 700 di serie: circa 40 minuti di navigazione d'emergenza, a poco più di 6 km/h. Il costruttore raccomanda di utilizzare questa funzione soltanto in caso di necessità. Peccato, perché arrivare in automobile direttamente davanti al pontile dello yacht avrebbe una certa eleganza.
Infine, la Citroën 2CV Concept restituisce a tutti il diritto di sognare. Presentata a Parigi, è elettrica, lunga 3,76 metri, punta a pesare circa una tonnellata e anticipa un modello da circa 15.000 euro. Roba da chi non possiede un maggiordomo, finalmente, e con un certo gusto per la commedia.
Sul pedale del freno c'è una tartaruga, sull'acceleratore una lepre. Le tasche delle portiere portano le uova: la vecchia 2CV doveva attraversare un campo arato senza farne una frittata. La console è un cestino estraibile, la radio Radioën si stacca per il picnic, un sedile anteriore si sfila per riposarsi all'aperto. Dal tetto in tela entra il cielo; all'accensione risuona perfino la vecchia 2CV. Sul parabrezza, i numeri 48, 90 e 26 ricordano nascita, addio e rinascita della piccola francese.
La versione di serie è attesa entro il 2028. Fra un'auto che promette di volare e una che porta le uova intere, la seconda sembra un sogno sorprendentemente alla portata di tutti.
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