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lifestyle21 ottobre 2026

La metamorfosi della notte: perché la Gen Z non va (quasi) più in discoteca

In cascina, in un museo e persino davanti a una polleria. Il dj set si organizza nei luoghi non convenzionali, le feste in date annunciate all’ultimo momento sul web. La musica c’è, i (soft) drink ci sono, la voglia di ballare anche. Ma tutto in chiave più ricercata, e anche social
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Di Simona Peverelli

L’atmosfera del palco principale durante il Brunch In The Park al Parque Enrique Tierno Galván, il 25 settembre 2022 a Madrid, in Spagna - Credits: Getty Images
L’atmosfera del palco principale durante il Brunch In The Park al Parque Enrique Tierno Galván, il 25 settembre 2022 a Madrid, in Spagna - Credits: Getty Images

Ascoltare musica in gelateria dalle dieci di sera, sorseggiando un soft drink. C'è stato un momento in cui il concetto stesso di divertimento è cambiato. E non è solo una questione generazionale, ma anche di esperienza. Se i Millennials ricordano con nostalgia le serate infinite passate in discoteca (i primi tempi immersi per ore in una nuvola di fumo di sigarette) ora la Gen Z vive la notte in modo diverso: si sposta, sceglie dove andare anche all’ultimo momento, preferisce feste-evento in luoghi ricercati e con persone selezionate, con cui scambiare anche due parole.

È quella generazione di ventenni che ha vissuto la pandemia proprio nell’età delle feste fino all’alba, dei 18esimi e dei primi amori. Un periodo di clausura forzata che in alcune città ha contribuito anche alla nascita di feste clandestine, fuori dai club e dentro le case private. Dalle discoteche agli appartamenti, fino ai luoghi dismessi o recuperati, una volta superato quel periodo quella generazione ha ripreso contatto con la realtà. Così, sono nati nuovi collettori che promuovono musica, arti visive e socialità in ambienti diversi dalla discoteca, che hanno una personalità sempre più marcata.

Millennials vs Gen Z, come cambia la serata

Così, organizzare la serata per la Gen Z oggi non significa più semplicemente selezionare la discoteca che offre la musica giusta, ma capire che tipo di persone e che tipo di luogo si ha voglia di frequentare, e a quali performance artistiche assistere. Ci si affida così a guide online che consigliano, città per città, club e dj set, o che organizzano direttamente eventi, ogni volta differenti, grazie a collaborazioni con club, spazi culturali e realtà cittadine, anche le più impensate.

Così, finisce che il sabato sera si può andare in un club ad ascoltare un talento emergente dalla Colombia oppure a ballare in una cascina a 30 minuti d'auto dalla città. Un altro punto di riferimento sono i collettivi, che organizzano format open air, come maratone musicali diurne e notturne in location immerse nella natura, nei teatri e persino nei musei. Andare in certi luoghi, alla fine, è diventato cool. Non si cerca più l’eccesso, ma l’esperienza selezionata, calibrata, dove la socialità convive con il benessere.

Festival Varese - Credits: Immagini tratte dal profilo Instagram @urbanlakestreetfood
Festival Varese - Credits: Immagini tratte dal profilo Instagram @urbanlakestreetfood

Il luogo con un’anima (da mostrare)

Alcune discoteche hanno chiuso, altre resistono, e molti ragazzi le frequentano ancora. Ma quello che è realmente cambiato è la scelta: il posto dal sapore retrò, come il vecchio circolo di quartiere dove organizzano uno stand up comedy, oppure il locale appena aperto con gli arredi di design e la piscina in giardino. L'asticella si alza a favore dei dettagli. Si fa una sorta di salto di qualità scegliendo ambiente e persone, a volte persino preferendo i locali con la selezione all’ingresso. Si esce, ma con stile.

Un atteggiamento che suona quasi come un riscatto rispetto a quei mesi passati a casa, durante il lockdown. Ma dietro queste scelte, c’è anche la tentazione, sempre latente, di condividere tutto e sistematicamente sui social; di dimostrare che “anche io c’ero” oppure “solo io ero lì”. Oggi, quegli scatti da postare online un po’ sporchi - ma in realtà sempre molto studiati - si prestano bene se il soggetto è una sala che dialoga con una terrazza all’ottavo piano, o un ex macello tirato a lucido per una festa, piuttosto che una discoteca buia.

Ex Macello - Credits: Courtesy Press Office
Ex Macello - Credits: Courtesy Press Office

Soft clubbing: la festa comincia al pomeriggio (e a volte la mattina)

E poi, sono cambiati gli orari. Sono lontani i tempi in cui per uscire si aspettava a casa - vestiti e truccate di tutto punto - le undici di sera, per arrivare a mezzanotte/l’una in discoteca e fare le sei del mattino. Ora la festa comincia anche di pomeriggio, e può finire alle 22.30. È il fenomeno dei soft clubbing, e cioè quello dei bar diurni dove si fa festa a orari ragionevoli. Un modo per ballare senza rinunciare al sonno e al benessere psicofisico, un tema a cui sono sensibili i ragazzi più giovani. Può succedere che ci si trovi davanti a una caffetterie, in un campo da basket e persino alla polleria di zona.

Una tendenza talmente “giusta” che è nato anche l’evento mattutino (spesso la domenica) per ballare godendosi cappuccino e cornetto. Si beve anche un drink, ma con moderazione. Certo, dire che la Gen Z non beve sarebbe una bugia. Piuttosto, beve meno, meglio, e in modo consapevole, alternand drink alcolici e analcolici. Perché l’obiettivo non è sballarsi, ma vivere l’esperienza. Senza eccessi e senza ore piccole. E poi è ritornata la cena fuori. Si può mangiare uno smash burger, anche in piedi, oppure provare il ristorante nuovo di cui parlano tutti, prima di continuare la serata. A volte questo, significa alzare il budget, ma l’obiettivo è sempre mantenere il livello alto. L'alternativa, può essere fare una cena cantata all’italiana e finire la serata tra il tavolo e il marciapiede.

Le persone ballano durante un evento del Primo Maggio al parco Tempelhofer Feld, organizzato per sostenere la scena dei club notturni di Berlino, il 1° maggio 2025 a Berlino, in Germania - Credits: Getty Images
Le persone ballano durante un evento del Primo Maggio al parco Tempelhofer Feld, organizzato per sostenere la scena dei club notturni di Berlino, il 1° maggio 2025 a Berlino, in Germania - Credits: Getty Images

Ballare e non sballarsi

Insomma, un modo completamente diverso da quello di genitori e fratelli maggiori di vivere la notte: socializzare invece di stordirsi, ballare invece di sballarsi, cambiare luogo nel corso della serata anziché rinchiudersi in un unico posto. Così si scoprono nuovi talenti della musica, sempre più spesso suonata dal vivo, partecipando a piccoli eventi e festival o frequentando luoghi con un'anima propria. Forse, più che di un salto in avanti, si tratta di un ritorno al passato. A quando ballare significava semplicemente ballare, ma anche conoscere persone nuove. Una nostalgia che, per una volta, va oltre gli Anni '90 e guarda ancora più indietro. La nascita di realtà che promuovono la musica elettronica su vinile ne è la prova.

Atmosfera durante l’evento Element Hosts Antik Denim Presenting Black Out - arrivi, momenti all’interno e sfilata - presso Element, a Hollywood, California, Stati Uniti - Credits: Getty Images
Atmosfera durante l’evento Element Hosts Antik Denim Presenting Black Out - arrivi, momenti all’interno e sfilata - presso Element, a Hollywood, California, Stati Uniti - Credits: Getty Images

Certo, la Gen Z spesso non ha mai avuto un vero rapporto con il disco nero, che talvolta finisce per diventare un semplice feticcio estetico. Ma la voglia di ristabilire un contatto più diretto con la realtà, di essere presenti a se stessi e agli altri, quella sì che è diventata una tendenza.

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