Di Simona Peverelli
L’abito vintage è un concentrato di ricordi, storie e aneddoti. Se poi l’abito in questione è da sposa, la faccenda si fa più seria. Passato di mano dalla propria mamma o nonna, oppure realizzato da un sarto o da un grande couturier su ispirazione di modelli iconici, il wedding dress che affonda le sue radici nel passato strizza l'occhio alla tradizione e (a volte) anche alla sostenibilità; per questo è così glamour per le bride-to-be.
Gli abiti da sposa dal sapore retrò stanno vivendo una vera e propria seconda giovinezza sulla pelle di molte star, che negli ultimi anni hanno scelto modelli con una storia già scritta per raccontarne una nuova, spinte sia dalla ricerca di pezzi unici che, i certi casi, da una maggiore sensibilità verso la moda circolare. La dimostrazione che non stiamo parlando di semplici capi che hanno più di 20 anni, ma di icone di stile.
La direzione per i matrimoni che verranno l’hanno appena data le maison durante la Haute Couture Autunno/Inverno 2026-2027, portando in passerella modelli bridal dal gusto retrò. Per la sua seconda prova da Dior, Jonathan Anderson propone per il consueto final bridal un abito da sposa dalla linea scivolata e con le spalle scoperte, animato da decorazioni nate da una ricerca artistica sulla materia, dettagli e forme che ricordano una moda d’altri tempi.
Alla seconda collezione Chanel Haute Couture di Matthieu Blazy, il richiamo al passato è ancora più evidente, con la sposa che chiude la sfilata con un abito con il velo calato davanti al viso, caratterizzato da una costruzione raffinata, ricami preziosi e una silhouette sovrapposta, tutti elementi che rimandano alle spose aristocratiche del Novecento e all'estetica raffinata che ha reso celebri figure come Grace Kelly. Il risultato è un bridal look dai richiami fiabeschi, perfettamente in linea con la storia magica popolata da dettagli e decorativismo raccontata da Blazy.
A chiudere la sfilata Haute Couture di Balenciaga firmata da Pierpaolo Piccioli, poi, è stata una sposa in bianco, con un abito monumentale scolpito nello spazio, più che sul corpo. Un modello che racconta l'eredità di Cristóbal Balenciaga attraverso una costruzione architettonica impeccabile, trasformando la figura della sposa in un esercizio di eleganza senza tempo.
Oltre le passerelle, ci sono le star. In attesa di vedere il modello che Jonathan Anderson avrebbe realizzato per Taylor Swift - non ancora mai mostrato pubblicamente - la rassegna di abiti della star dal sapore vintage è lunga. Durante la cerimonia londinese che l’ha unita a Callum Turner all’Old Marylebone Town Hall, Dua Lipa ha reso omaggio all'iconico look nuziale di Bianca Jagger, che sposò la star dei Rolling Stones Mick Jagger a Saint-Tropez nel 1971 rivoluzionando il concetto stesso di abito da sposa.
Se la socialite scelse un completo bianco Yves Saint Laurent composto da una gonna a colonna e da una giacca tuxedo Le Smoking senza camicia, abbinate a cappello a tesa larga con un velo leggero, Dua Lipa ha indossato uno Schiaparelli con giacca avorio dalla costruzione sartoriale e bottoni gioiello dorati, gonna coordinata e, a completare il look, un cappello bianco a tesa larghissima firmato Stephen Jones. Una citazione esplicita, per risultato insieme rétro e contemporaneo.
Per il giorno del suo matrimonio con Gregorio Marsiaj, dopo oltre venticinque anni d'amore e tre figli, Eva Herzigova ha scelto un look dall'allure boho-chic: un modello d'archivio Lanvin disegnato da Bruno Sialelli per la collezione Autunno/Inverno 2020. Nessun volume principesco o ricamo monumentale, ma un modello in seta bianca dalla silhouette morbida, con gonna midi plissé e una mantella unita all'abito in un unico gesto fluido.
A completare la silhouette uno scollo a V rifinito da una piccola gorgiera in versione morbida e da un sottile laccetto al collo, e poi le maniche, lunghe e leggere. Il tutto reso ancora più chic da una acconciatura formata da French braids fino alla nuca, che si fondevano in uno chignon soffice, impreziosito da piccoli fiori bianchi. Il risultato finale era sofisticato, estivo, fresco e poetico, in grado di regalare alla sposa un'allure da "ragazza di una volta".
Millie Bobby Brown, per le celebrazioni del suo matrimonio con Jake Bongiovi nel 2024, ha scelto di inserire nel guardaroba nuziale un abito vintage. L'attrice, infatti, per la cena pre-wedding ha dato il via alle danze con un abito firmato Valentino della collezione Autunno 1993 con bustier in raso, gonna a balze, scollatura alta in pizzo e fiocco.
Poi, per il giorno del “sì” Millie Bobby Brown ha regalato poi alle wedding addicted tre abiti: il primo in pizzo e dal lungo strascico firmato Galia Lahav; il secondo dal design più pratico e dal piglio sensuale firmato da Oscar de la Renta; il terzo, per il taglio della torta, un mini-dress in seta color panna by Vivienne Westwood con corsetto. Un matrimonio che è diventato così un dialogo tra creazioni contemporanee e vintage, confermando il fascino senza tempo dell'archivio moda.
Il matrimonio tra Kate Moss e Hince nel 2011 (finito solo quattro anni dopo) è rimasto nell’immaginario anche e soprattutto per quell'abito da sposa indossato per l'occasione, un John Galliano ispirato ai vestiti da sposa vintage, un capolavoro color bianco avorio, scivolato e morbido, con la parte superiore e inferiore semitrasparente e la gonna coperta di piccoli strass. Un look diventato iconico, completato da un velo delicatissimo, da scarpe bianche firmate Manolo Blahnik, trucco naturale e acconciatura sciolta e disinvolta. Uno stile libero e sognante, ispirato agli Anni ‘20 e a una certa voglia di crogiolarsi nella nostalgia.
Questa fascinazione per il vintage non è nuova nemmeno nelle famiglie reali: il matrimonio di Kate Middleton nel 2011 ha infatti riacceso l'interesse per silhouette storiche, pizzi artigianali e riferimenti al passato, elementi oggi reinterpretati attraverso la lente del vintage e dell'archivio.
La Duchessa di Cambridge era arrivata all’altare con un modello a maniche lunghe di pizzo, il colletto alla coreana con scollo a V e la gonna voluminosa; tutti elementi che molti hanno letto come un richiamo a Grace Kelly e al suo abito indossato al matrimonio con il principe Ranieri III di Monaco nel 1956, quel capo che ha definitivamente segnato la storia del costume, ispirando molte altre spose d’eccellenza negli anni a venire.
Zendaya ha ulteriormente consolidato il trend scegliendo per la promozione del film The Drama (dove il suo personaggio si sposa con quello interpretato da Robert Pattinson) un abito bianco avorio firmato Vivienne Westwood proveniente dal suo stesso archivio personale, già indossato agli Oscar del 2015 e reinterpretato in chiave bridal.
Un abito che, già allora, evocava un immaginario nuziale: spalle scoperte, costruzione morbida accompagnata da uno strascico leggero in tulle. La dimostrazione di come il “something old” sappia giocare apertamente e perfettamente in armonia con i codici del matrimonio.