Di Marta Perego
Sul red carpet conferma il suo inconfondibile charme con un look che le assomiglia: un lungo abito della prima Collezione Fendi Couture Autunno-Inverno 26/27 disegnata da Maria Grazia Chiuri in velluto nero, fluido e sensuale, dalle ampie maniche a kimono e dalla profonda scollatura a V, con i bordi delle maniche in raso color pergamena a contrasto, scelto per il red carpet uffgucciiciale del film Nessun Dolore di Gianni Amelio. A illuminarla, una spettacolare collana di diamanti e smeraldi, mentre i ricci biondi lasciati liberi completano la sua eleganza sofisticata e mai costruita. Per il photocall, invece, l'altro lato di Valeria Golino: la semplicità quasi androgina di un paio di jeans e una t-shirt bianca over.
L'attrice è approdata al Lido per presentare il nuovo film di Amelio in cui recita al fianco di Alessandro Borghi. Golino interpreta Elsa, un’insegnante di letteratura che stringe un rapporto speciale con Davide, solitario venditore ambulante di libri segnato da un trauma. Il film parla di immigrazione e del coraggio di accogliere in un mondo che sembra aver dimenticato la gentilezza. E prova a rispondere a una domanda che, come ha ammesso lui stesso, Amelio si pone da trent’anni, dal film Lamerica: chi è “l’immigrato”? Qualcuno da accogliere o da respingere? Un nuovo amico o un estraneo di cui avere paura?
Ma quello al fianco di Amelio non è l'unico appuntamento al Festival per la star italiana. Golino è infatti anche nel cast di Serpenti di Roberto De Paolis Maino, un dramma dai contorni kafkiani su un uomo che ha ucciso la moglie ma che, paradossalmente, non riesce a farsi mettere in carcere, ed è produttrice di Una storia, esordio alla regia di Anna Foglietta, presentato nella sezione Orizzonti.
Magnetica, elegante, capace di attraversare il cinema italiano cambiando continuamente ruolo, ma rimanendo sempre fedele a se stessa, Valeria Golino con Venezia ha un rapporto speciale. Proprio al Lido, nel 1986, a soli vent’anni, vinse la sua prima Coppa Volpi per Storia d’amore di Francesco Maselli. E qui tornò a vincerla quasi trent’anni dopo, nel 2015, con Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino, colpendo con un abito azzurro lungo fino ai piedi, con scollo sulla schiena e con i ricci chiari tenuti raccolti.
Nel frattempo, è passata dall’altra parte della macchina da presa, firmando film come Miele ed Euforia e la serie L’arte della gioia, e si è affermata anche come produttrice.
Quarant’anni di cinema e red carpet, ruoli iconici e trasformazioni, senza mai perdere quella naturalezza un po’ ribelle che è diventata la sua cifra, capace di esprimersi attraverso un abito luccicante e, ugualmente, attraverso un look quasi maschile.
Come i look dello scorso anno. Se per il red carpet di Elisa aveva scelto un abito effetto vedo-non-vedo firmato Pucci impreziosito da un intricato ricamo di paillettes optical, raccontando una femminilità matura e sicura, per il photocall, invece, aveva puntato tutto su una semplice maglia marinière a righe, abbinate a giacca e jeans bootcut. Un modo per raccontare quella doppia anima di una donna capace di essere sensuale ed eterea e, allo stesso tempo, semplice e incisiva.
E oggi, a Venezia, Valeria Golino sembra più che mai a casa.
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