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entertainment03 settembre 2026

Venezia83: Ink di Danny Boyle racconta scandali, glamour e potere della stampa

Il regista di Trainspotting porta al Lido la vera storia del The Sun rilanciato da Rupert Murdoch, il giornale che ha messo in crisi le regole del giornalismo
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Di Marta Perego

Danny Boyle, Jack O'Connell, Claire Foy e Guy Pearce sul red carpet dell'83ª edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - Credits Getty Images
Danny Boyle, Jack O'Connell, Claire Foy e Guy Pearce sul red carpet dell'83ª edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - Credits Getty Images

Parte dalle 5 W - le 5 domande che ogni giornalista deve tenere a mente quando inizia a scrivere una notizia - Who, What, When, Where, Whyil film che racconta la nascita del tabloid che le ha messe in crisi. Sovvertendo il giornalismo britannico, creando un modo- scandalistico, aggressivo, popolare di afferrare le notizie, trasformandole in storie da buttare in prima pagina per conquistare un pubblico di milioni di lettori

Ink, di Danny Boyle, il regista di Trainspotting e premio Oscar per The Millionaire, alla sua prima volta in concorso al Lido, ha aperto la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, sotto il segno di una domanda: dove finisce il giornalismo e dove inizia lo spettacolo?

Dinamico e attraversato da dialoghi fulminanti, il film è tratto dall'omonima pièce teatrale di James Graham, che firma anche la sceneggiatura, e porta lo spettatore nella Fleet Street della fine degli Anni '60.

Al centro, l'incontro tra Rupert Murdoch, interpretato da Guy Pearce, e Larry Lamb, a cui presta il volto Jack O'Connell. È il 1969 quando il magnate australiano acquista The Sun e affida a Lamb il compito di rilanciarlo. Insieme cambieranno non soltanto un giornale, ma il modo stesso di intendere l'informazione popolare britannica: titoli aggressivi, scandali, sesso, storie capaci di parlare direttamente a un pubblico di massa.

Boyle racconta quella rivoluzione con il ritmo di una redazione: telefoni che squillano, titoli da trovare, copie da vendere. Ma dietro la corsa alla prima pagina emerge una questione più profonda: quale responsabilità ha chi racconta la realtà nel decidere come mostrarla al pubblico.

La conferenza stampa a Venezia

Alla conferenza stampa veneziana uno dei protagonisti della conversazione è stato proprio Rupert Murdoch, tra le figure più influenti e divisive della storia dei media. Guy Pearce ha raccontato di avere avuto uno scambio di messaggi con la figlia del magnate: "Papà è molto felice che sia tu a interpretarlo" gli avrebbe scritto. Con una precisazione ironica dell'attore: a quel punto Murdoch non aveva ancora visto il film.

Boyle ha sottolineato soprattutto lo spirito di rottura del giovane Murdoch, arrivato in una società britannica ancora estremamente rigida e deciso a sfidarne l'establishment. Un film sulla rivoluzione del giornalismo del 1969, ma che dagli Anni '70 arriva diretto alla contemporaneità. Boyle ha raccontato che una delle poche tipografie britanniche in cui la troupe aveva girato ha chiuso poco dopo le riprese. Da qui la riflessione sull'intelligenza artificiale e sul futuro dell'informazione: per il regista il giornalismo rimane "una delle forze principali di qualsiasi civiltà", soprattutto per la sua capacità di raccontare la verità anche quando è scomoda, e di sfidare il potere. "Il pericolo è che con l’IA saranno in grado di sostituire il giornalismo. Ma i giornalisti IA diranno la verità in faccia al potere?", si è chiesto il regista.

Danny Boyle, Jack O'Connell, Claire Foy e Guy Pearce all'83ª edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - Credits Getty Images
Danny Boyle, Jack O'Connell, Claire Foy e Guy Pearce all'83ª edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - Credits Getty Images

Il cast sul red carpet

A sfilare sul red carpet veneziano il cast di Ink. A cominciare da Jack O’Connell, classe 1990, uno dei volti più interessanti del cinema britannico della sua generazione. Diventato popolare giovanissimo con la serie cult Skins, si è poi imposto sul grande schermo con Unbroken di Angelina Jolie, L’amante di Lady Chatterley e, più recentemente, I peccatori di Ryan Coogler. Claire Foy, l’indimenticabile Elisabetta II delle prime stagioni di The Crown, per l’occasione ha scelto un look total red, con abito lungo in satin e guanti di pelle coordinati; nel film interpreta una giornalista, personaggio di finzione inserito nella storia per portare uno sguardo femminile dentro un mondo, quello della Fleet Street di fine Anni '60, quasi interamente dominato dagli uomini.

E poi Guy Pearce, chiamato a vestire i panni di un giovane Rupert Murdoch: una figura ancora lontana dall’immagine del potentissimo magnate dei media che conosciamo oggi, ma nella quale sono già evidenti l’ambizione, l’istinto per il pubblico e la volontà di rompere le regole dell’establishment britannico.

Danny Boyle, Jack O'Connell, Claire Foy e Guy Pearce all'83ª edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - Credits Getty Images
Danny Boyle, Jack O'Connell, Claire Foy e Guy Pearce all'83ª edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - Credits Getty Images

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