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fashion07 aprile 2026

Vestirsi rubando dall’armadio di lui: 5 capi da reinterpretare (con stile)

Capi over per completare look più fascianti e sensuali; modelli sartoriali da abbinare a dettagli iper-femminili, per un contrasto armonioso; colori neutri per un risultato equilibrato. Ecco le regole per far funzionare il mannish look. L’ispirazione arriva dallo street style e dalle passerelle della Primavera/Estate 2026
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Di Simona Peverelli

Balenciaga SS26 - Credits Launchmetrics.com/SpotlightBalenciaga SS26 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

I guardaroba (altrui) sono da sempre fonte inesauribile di ispirazione. Ma spesso, e inaspettatamente, è quello del fidanzato o del marito a riservare le sorprese più grandi. Lo stile mannish non è una tendenza recente, affonda le sue radici negli Anni ‘20, nata come espressione dell’emancipazione femminile quando le icone di allora cominciarono a sfidare apertamente le norme del tempo. Il guardaroba di lui fece incursione in quello di lei rivoluzionando la silhouette, e così anche la società. Chanel liberò le donne dai corsetti e stravolse le forme: tweed, tagli morbidi, primi pantaloni da donna. Greta Garbo e Marlene Dietrich indossavano completi con camicie, cravatta, pantaloni larghi e blazer destrutturati; uno stile androgino, elegante e ribelle.

Amelia Earhart portava giacche in pelle, pantaloni e accessori maschili; un gesto plateale contro ogni conformismo. Se negli Anni ’60 –’70 il mannish diventa moda ufficiale sulle passerelle, con il primo smoking da donna di Saint Laurent (nel 1966) e le giacche di Giorgio Armani, i ‘90 sono il decennio del power dressing, il completo maschile portato dalle donne come simbolo di potere, con le spalle imbottite, le giacche strutturate e i pantaloni sartoriali. Fino a oggi, dove la trasformazione genderless ha finito per imporsi come trend stabile, che si vede e intravede ciclicamente sulle passerelle delle maison contemporanee: in un flusso continuo tra maschile e femminile.

Balenciaga SS26 - Credits Launchmetrics.com/SpotlightBalenciaga SS26 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

La camicia oversize

È un classico assoluto. Se la camicia è di qualche taglia in più, si porta infilata nei jeans skinny o straight abbinati a ballerine che riequilibrano i volumi dal basso verso l’alto, oppure aperta come una giacca sopra una t-shirt, con le maniche rimboccate fino al gomito per un tocco effortless. Una tendenza consolidata dalle passerelle della Primavera/Estate 2026. La versione bianca immacolata è assoluta protagonista della collezione donna di Chanel di Matthieu Blazy: un taglio maschile reinterpretato in collaborazione con la storica camiceria parigina Charvet (la stessa che ispirò Coco Chanel) con il logo rosso ricamato che introduce un gesto grafico e contemporaneo.

Da Tod’s la versione a righe botton down si porta aperta e con i polsini slacciati su uno scamiciato semplice. Il resto lo fanno gli accessori: mocassino morbido e borsa in palette. Bottega Veneta punta sulle estremità: colletto e polsini maxi con gemelli vistosi dorati. Tutto è over, ma si compensa con accessori glam e gonne morbide, che riportano al centro la femminilità.

Da sinistra: Bottega Veneta; Chanel; Tod’s SS26 - Credits Launchmetrics.com/SpotlightDa sinistra: Bottega Veneta; Chanel; Tod’s SS26 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Il doppiopetto (anche destrutturato)

Se lui ha nell’armadio un doppiopetto, si può prendere in prestito da portare sopra un dolcevita aderente e pantaloni ampi, oppure su una gonna midi per un look più glam. Diventa quotidiano su t‑shirt bianca e jeans, un minimal chic che si impone come power dressing contemporaneo; un’attitudine che si declina anche in versione destrutturata, che non punta su spalle larghe e struttura sartoriali, ma recupera solamente le linee dei revers e la doppia fila di bottoni come codici del vestire fluido.

Da Giorgio Armani la giacca doppiopetto è costruita su linee morbide, abbinata a pantaloni ampi, pensati per accompagnare il movimento più che per imporre rigidità strutturali. Il risultato è una silhouette che mantiene l’autorevolezza del capo maschile, ma la rielabora attraverso la leggerezza dei materiali e la morbidezza della costruzione. McQueen gioca con le proporzioni: stringe la giacca in vita, dove si chiudono due file di bottoni, poi la allarga dal busto in su, sformando anche i revers che si muovono fluidi a contrasto con le spalle rigide e autoritarie.

Da Givenchy il doppiopetto conserva l’architettura classica del guardaroba maschile, ma trasfigurata in un linguaggio femminile: spalle arrotondate, cuciture curve, punti vita più definiti, linee addolcite. La costruzione non mira alla severità, ma a un’eleganza che respira.

Da sinistra: Givenchy; Giorgio Armani; McQueen SS26 - Credits Launchmetrics.com/SpotlightDa sinistra: Givenchy; Giorgio Armani; McQueen SS26 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

La felpa oversize

Il felpone del fidanzato, quello che a lui cade a pennello sulle spalle, si può "rubare" così com’è, da infilare nei jeans a vita alta con il colletto della camicia che fa capolino dal girocollo. L'effetto sarà comfort e rilassato. Oppure da ingentilire con una gonna ampia, magari satinata, o su biker shorts per un look sportivo. Un capo versatile per davvero, che ha ispirato le passerelle della PE26 dando forma a esperimenti materici, per un lusso concettuale.

Loewe rende la felpa leggera e impalpabile, in cotone organico compatto, proposta in un rosso profondo e saturo, con le spalle morbide e le maniche ampie con polsini appena accennati, per accompagnare il movimento del corpo. È pensata per seguire il corpo senza costringerlo anche la felpa interpretata da Anteprima, in cotone tecnico, compatto a bassa grammatura, per una struttura fluida, ma precisa: vestibilità rilassata e leggermente boxy.

Da sinistra: Loewe; Anteprima; Street Style SS26 - Credits Launchmetrics.com/SpotlightDa sinistra: Loewe; Anteprima; Street Style SS26 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Il giubbotto di jeans “boyfriend”

Funziona tutto l’anno. In primavera sdrammatizza un vestito floreale o una tuta intera, oppure crea un contrasto voluto su un pantalone elegante. Si amplifica l’effetto over da Sportmax, dove il giubbotto è abbinato a un jeans che dà ancora più volume. Da Scervino il denim è trattato per ottenere un effetto scolorito, su una morbidezza sartoriale tipica della maison: una giacca, più che un giubbotto di jeans classico. Il giubbotto visto sulla passerella di Coach è un capo compatto, risultato di lavaggi irregolari, con i bordi sfrangiati. Si indossa con pantaloni ampi o gonne fluide, per creare il tipico equilibrio tra un top controllato e rigoroso e una parte inferiore più morbida.

Da sinistra: Sportmax; Coach; Scervino SS26 - Credits Launchmetrics.com/SpotlightDa sinistra: Sportmax; Coach; Scervino SS26 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

I pantaloni maschili

Stretti in vita con una cintura saranno perfetti. Con un crop top per bilanciare i volumi, oppure con una maglia sottile aderente. I pantaloni da uomo sulla donna diventano uno dei punti più evidenti di incontro tra identità sartoriale maschile e sensualità femminile, la forza che non si impone, ma si indossa. Da Jil Sander la linea è dritta, la vestibilità rilassata, ma controllata, fedele all’approccio della maison che predilige proporzioni impeccabili. Il dettaglio per lei è una apertura appena sotto la linea della cintura, un vezzo discreto che scopre la pelle.

Max Mara ha pensato per la PE 2026 a un cotone stretch che garantisce una struttura impeccabile unita a una sensazione di leggerezza, da portare con giacca corta, per una resa visiva sobria e raffinata. Più fluida la proposta di Lemaire in lana estiva fluida, dalla linea ampia e diritta, tipica del linguaggio del brand, con vita medio‑alta, gamba lunga e continua. Da abbinare con giacca monopetto tono su tono all'insegna dei colori neutri, per un risultato equilibrato.

Da sinistra: Max Mara; Lemaire; Jil Sander SS26 - Credits Launchmetrics.com/SpotlightDa sinistra: Max Mara; Lemaire; Jil Sander SS26 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

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