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living25 aprile 2026

Salone del Mobile 2026: guida ragionata al caos elegante di una fiera che ha riscritto l'intimità domestica

Perdersi a Fiera Milano Rho tra icone radicali, metalli magnetici e visioni etiche: ecco come i padiglioni di quest'anno stanno riscrivendo le regole dell'abitare
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Di Patrizia Piccinini

Chi entra al Salone del Mobile Milano 2026 lo racconta spesso con un dettaglio ricorrente: quel preciso istante in cui si perde la misura del tempo. Non è solo per la quantità di cose da vedere, ma per quella sensazione di essere dentro un organismo fin troppo vivo che pulsa tra i padiglioni di Fiera Milano Rho. Si arriva con una certa compostezza urbana, ma poi succede altro. I corridoi sembrano avere un’opinione propria sulla direzione e la lista mentale preparata si scioglie tra stand, luci e materiali che si comportano tutti come protagonisti assoluti. Ci si ritrova in un affollamento elegante dove il design non si guarda soltanto, si attraversa.

Fuori serie: "Raritas" e il design da collezione

La novità che quest'anno ha acceso il dibattito è senza dubbio la mostra "Raritas". Il nome richiama l’eccezionalità e il progetto, curato da Annalisa Rosso dentro una "lanterna" luminosa firmata da Formafantasma, trascina in un territorio dove l’oggetto smette di essere serie per tornare episodio unico. È un cortocircuito affascinante: ci si sposta tra le visioni della galleria Nilufar e l’eredità materiale di Paradisoterrestre, che celebra l'eclettismo di Dino Gavina con pezzi cult come il Sacco Alato e Margarita di Roberto Matta.

La galleria Paradisoterrestre al Salone Raritas - Courtesy Nicola Morittu
La galleria Paradisoterrestre al Salone Raritas - Courtesy Nicola Morittu

Poco più in là, la caccia alle icone e alle riedizioni continua in una casa rigorosa e simmetrica progettata da (AB)NORMAL con Greta Cevenini: qui il tempo si annulla e si vedono dialogare il Pratone® Infinito e l'Andy's Cactus® di Gufram con il Tawaraya Ring di Memphis (riletto da Masanori Umeda in scala compatta) mentre Meritalia® ammorbidisce l’atmosfera con le forme di Faye Toogood, Philippe Malouin e i tappeti di cc-tapis.

La Radical Home di Gufram, Memphis e Meritalia - Courtesy Ercoli Giancola
La Radical Home di Gufram, Memphis e Meritalia - Courtesy Ercoli Giancola

Colore: l'inganno del bianco e il ritorno del mito

Uscendo da questo labirinto di rarità, lo sguardo viene sfidato dallo stand di Kartell. Se ci si aspetta l'esplosione cromatica di sempre, bisogna prepararsi a essere spiazzati da un bianco ottico che funge da soglia, una pausa necessaria prima che il colore riaffiori con prepotenza nelle nicchie, come avviene per il divano Super Tubby di Ludovica Serafini e Roberto Palomba, che campeggia davanti a un quadro realizzato con l’IA e che rimanda alle celebri finestre di David Hettinger.

Kartell, SUPER TUBBY di Ludovica Serafini + Roberto Palomba - Courtesy Kartell
Kartell, SUPER TUBBY di Ludovica Serafini + Roberto Palomba - Courtesy Kartell

Ma il colore quest'anno non è solo un accento, è una narrazione che cambia registro continuamente. Da Desalto, per esempio, il rigore si fa poesia con il tavolo Helicon di Kensaku Oshiro: una lamiera sottile che si curva come uno strumento a fiato, creando una profondità che sposta la percezione dello spazio sotto un piano di cristallo.

Desalto, il tavolo Helicon di KensakuOshiro - Courtesy Desalto
Desalto, il tavolo Helicon di KensakuOshiro - Courtesy Desalto

E per chi cerca un'emozione più immediata, quasi una "madeleine" visiva, basta alzare gli occhi sulle carte da parati di Londonart. In collaborazione con Warner Bros. Discovery, trasformano le pareti in un archivio della memoria: da Bugs Bunny al “Signore degli Anelli”, le immagini si stratificano diventando texture vive, mentre i tappeti taftati a mano di Amini accendono il pavimento trasformandolo in una superficie attiva.

A sinistra: Londonart, le carte da parati Looney Tunes - Courtesy Londonart; a destra: Amini, un dettaglio di Équilibre di Elisa Ossino - Courtesy Amini
A sinistra: Londonart, le carte da parati Looney Tunes - Courtesy Londonart; a destra: Amini, un dettaglio di Équilibre di Elisa Ossino - Courtesy Amini

Materia: la solidità del legno, la leggerezza del vetro e la potenza del metallo

Ma è la materia la vera forza gravitazionale di questa edizione. Il vetro, nelle mani di Glas Italia e attraverso le visioni di Piero Lissoni, Patricia Urquiola e Philippe Starck, non è più solo trasparenza, ma diventa architettura domestica. Come in “Private Walls di Philippe Starck, nicchie domestiche costruite con pannelli che delimitano senza chiudere, capaci di ritagliare spazi personali dentro lo spazio. Tra queste, la toeletta per il trucco: lo specchio si illumina, il riflesso si moltiplica e la superficie acquista una presenza scenica. Per chi invece cerca la solidità della terra, la sosta obbligata è Riva 1920.

Riva 1920, CRU ONIX di Authentic Design - Courtesy Riva 1920
Riva 1920, CRU ONIX di Authentic Design - Courtesy Riva 1920

Per il loro anniversario, "100+6: Dalla Natura alla Casa", portano in scena sei essenze simbolo (dal Kauri alle Briccole) come origine di tutto, arrivando fino alla cucina Linea 45 di Authentic Design, dove la forza del massello incontra la precisione dell’acciaio. Poco distante, De Castelli trasforma il metallo in una vibrazione tattile con la madia Dorica di Francesco Forcellini, che rilegge l’archetipo della colonna greca attraverso un’ossidazione profonda e magnetica chiamata DeFauvé.

A sinistra: Glass Italia, PRIVATE WALLS di PhilippeStarck - Courtesy Glass Italia; a destra: De Castelli, Dorica Collection di FrancescoForcellin - Courtesy Alberto Parise
A sinistra: Glass Italia, PRIVATE WALLS di PhilippeStarck - Courtesy Glass Italia; a destra: De Castelli, Dorica Collection di FrancescoForcellin - Courtesy Alberto Parise

Bagno: dalle saune sensoriali al progetto per l'Africa

Il viaggio prosegue verso i padiglioni dedicati al benessere e alla cucina, dove il design si fa più intimo. Il bagno smette di essere un'area tecnica per diventare un territorio da attraversare. Lo dimostra la collezione Baluar firmata da Patricia Urquiola per Effe: sauna e hammam in legno di tiglio termotrattato che sembrano piccoli baluardi medievali di silenzio.

Effe, Baluar di Patricia Urquiola - Courtesy Effe
Effe, Baluar di Patricia Urquiola - Courtesy Effe

È un approccio che sa essere anche etico, come nel caso di QuadroDesign: il loro allestimento, progettato da Giacomo Moor come sistema trasformabile, è nato per essere smontato e spedito in Zambia, dove diventerà il primo bagno pubblico di Masala.

Quadro Design, Modular system_496C - Courtesy Omar Sartor
Quadro Design, Modular system_496C - Courtesy Omar Sartor

Cucina: l'equilibrio perfetto tra acciaio, marmo e tecnologia

Infine, ci si perde tra i fuochi di EuroCucina 2026. Qui il gesto umano viene assecondato da un'intelligenza silenziosa. Abimis riporta a una densità materica quasi scultorea con Alter Ego di Alberto Torsello, dove l'acciaio inox abbraccia il marmo cipollino in un omaggio agli Anni '50. Intanto, sul fronte tecnologico, Miele libera i piani a induzione con la serie KM 8000: non ci sono più zone predefinite, le pentole M Sense parlano direttamente con il piano, regolano la potenza e impediscono a qualsiasi cosa di bruciare.

A sinistra: Abimis, madia AlterEgo - Courtesy Abimis; a destra: Miele, la serie KM 8000 - Courtesy Miele
A sinistra: Abimis, madia AlterEgo - Courtesy Abimis; a destra: Miele, la serie KM 8000 - Courtesy Miele

Quello che abbiamo raccontato è solo una goccia nel grande mare delle novità. E, alla fine della giornata, è rimasta una sensazione semplice e fortissima: troppo visto per essere riassunto, ma abbastanza vissuto per non tornare a casa uguali a prima.

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