Di Patrizia Piccinini
Le nuove collezioni bagno hanno deciso di fare le valigie e trasferirsi in un resort di lusso a Bali, portandosi però dietro tutta la tecnologia di un laboratorio della Silicon Valley e lo charme di una vera SPA. Abbiamo smesso di accontentarci del "funzionale" per pretendere l’esperienziale: superfici che vibrano sotto le dita, legni che profumano di foresta giapponese e una luce così soffusa che fa sembrare ogni lunedì mattina l’inizio di una vacanza. È la fine del bagno come lo conoscevamo e l'inizio del nostro beauty center personale h24.
Il vero colpo di scena di questa edizione è il ritorno a una monumentalità che profuma di storia, come dimostrano Musina e Posso, i lavabi che Luca Nichetto ha disegnato per Kreoo. Qui il design recupera l’archetipo dei pozzi veneziani - le "vere da pozzo" - trasformando blocchi di marmo in sculture ottagonali dalle facce concave che sembrano modellate dall’acqua stessa.
È un omaggio alla solidità e alla calma, che trova un'eco perfetta in Quari_Fiore di Pesco di Novello, dove il marmo cipria e grigio del lavabo monolitico dialoga con la leggerezza del vetro cannettato. Sulla stessa lunghezza d’onda si muove Talea di Hatria (design AngelettiRuzza) che nasconde il bacino profondo sotto un bordo importante, trasformando l'uso del lavabo in un piccolo momento di scoperta sensoriale. Il rigore architettonico diventa poi estremo nella rubinetteria.
Rubinetterie Treemme presenta 5mm, un progetto che riduce tutto allo spessore minimo costante dell'acciaio AISI 316L, mentre CEADESIGN introduce SIXTY, firmata da Glenn Sestig: un sistema in acciaio inox dove il soffione doccia alterna getti a pioggia e flussi puri in una raffinata finitura Black Ivory.
Se Dornbracht con Coya punta sul design fluido "squircle" (un mix perfetto tra cerchio e quadrato) Roca con Verso Modular eleva il concetto di componibilità grazie al Fineceramic®, modellando volumi puri e spessori infinitesimali che sembrano quasi sparire nello spazio.
Ma il bagno 2026 è anche un gioco di trame e modularità. Arcom con Pollock Trame incide superfici dinamiche che giocano con i chiaroscuri, mentre Ideagroup amplia la collezione Cubik con nuove finiture materiche come il Rovere Caffè e il laminato Verde Dolomiti. La pulizia estetica trova invece la sua massima espressione in Acuto Puro di Inda, con la sua gola superiore unica.
In Franq di Noorth il laccato salvia opaco e il lavabo in cemento caolino definiscono uno spazio sobrio e senza tempo. A chiudere il cerchio dell'invisibilità architettonica ci pensano le pareti: il Sistema Domino di Vismaravetro reinventa la divisione dello spazio con pannelli autoportanti configurabili, mentre Exzen di Megius porta il profilo della doccia a soli 17 mm, lasciando che sia la purezza del vetro a dominare la scena.