Di Serena Savardi
Un look può comunicare quello che mille parole non riescono a esprimere. Ce l’ha insegnato Lady Diana con quell’abito nero troppo audace per una principessa ma perfetto per rivendicare libertà, che oggi rappresenta un pezzo di storia del costume capace ancora di ispirare e fare del bene. E se il 1994 è l'anno di nascita di un'idea che proprio nei giorni di Paris Fashion Week è tornata in passerella per la collezione Schiaparelli PE 2027, quali sono le star che hanno usato e usano la moda per riscrivere la propria storia?
Londra, 29 giugno 1994. Diana, allora al centro del gossip di tutti i rotocalchi inglesi, si presenta alla serata di gala della Serpentine Gallery con un mini dress nero in seta e spalle scoperte, firmato Christina Stambolian. Un abito acquistato anni prima e mai indossato: non opportuno per una principessa… Ma quella sera l'audacia era forse l'ultimo dei suoi problemi perché, qualche ora prima, il principe Carlo, suo marito, aveva ammesso pubblicamente il tradimento.
Il giorno dopo tutti (o quasi) i giornali inglesi pubblicano in prima pagina una sola immagine: la sua. Era nato il fenomeno che oggi tutti chiamano revenge dress. Un abito amato dalle star e dal pubblico che a trent'anni di distanza fa ancora parlare di sé dopo l'annuncio di Sotheby's. Il celebre abito nero di Lady Diana torna all’asta il 9 dicembre 2026, con la promessa di devolvere il ricavato (già stimato tra i 150 e i 300 mila dollari) alla NHS Lothian Charity per sostenere il Royal Edinburgh Hospital.
Se Diana ha fatto da apripista allo stile del revenge dress, sono moltissime le celeb che lo hanno scelto come risposta a una rottura. Prima fra tutte Nicole Kidman che, dopo la fine del matrimonio con Tom Cruise, nel 2001 si è presentata alla premiere di The Others, dove l'ex marito era tra gli invitati, con un look total black, spalle scoperte e un bustino dai dettagli argentati, catturando i flash dei fotografi e la narrazione della sua nuova vita.
Così l’eleganza del nero, per molte, si trasforma anno dopo anno in una specie di armatura: da Eva Longoria, che ai Golden Globe del 2011, anno della rottura con Tony Parker, sceglie un abito di Zac Posen dalla scollatura generosa; passando per Jennifer Garner che, per la notte degli Oscar, prima vera uscita pubblica dopo la separazione da Ben Affleck, sceglie un Versace nero con uno strascico che si prende la scena; fino a Bella Hadid che al Met Gala 2017, in un jumpsuit McQueen, sorride sul red carpet all'ex, The Weeknd, accompagnato da Selena Gomez.
Tre sono però le dive contemporanee che hanno trasformato il revenge dress in una rivendicazione di libertà tout court, non solo nei confronti di un partner con cui le cose sono finite male, ma anche di una società che oggi, ancora troppo spesso, controlla la narrazione che viene fatta di una donna quando decide di indossare ciò che vuole.
Ecco allora che Taylor Swift e Miley Cyrus, oltre alla musica, hanno qualcos'altro in comune: entrambe hanno più volte stravolto i propri look per risorgere dalle ceneri di un mondo dello spettacolo che le ha prima osannate e poi rifiutate.
E poi c'è Bianca Censori. Da quando è al fianco di Kanye West, ogni sua apparizione è diventata un grido di libertà, capace di scatenare gossip e indignazione in egual misura. C'è chi nei suoi look legge la volontà di provocare, chi un progetto artistico condiviso con il marito, chi il segnale di qualcosa di più profondo. Ma forse è proprio qui che la si fraintende, perché per lei il vero bersaglio è lo sguardo di chi pretende di decidere cosa una donna possa o non possa indossare.
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