Di Federica Caiazzo
Dimentichiamo per un momento la funzione più elementare del top. Sulle passerelle della Paris Fashion Week, le collezioni moda Primavera/Estate 2027 portano l’anima versatile di questo valido must-have in dialogo con proporzioni, fantasie e costruzioni dall’effetto inaspettato. Crop top, bra top, modelli incrociati, corsetti e silhouette ridotte al minimo riportano così l’attenzione sulla parte alta del corpo, rendendolo al tempo stesso un elemento progettuale del look.
A volte sportivo, altre sensualissimo, oppure sofisticato fino a sfiorare il linguaggio della lingerie, il top si porta sopra, sotto o al posto di ciò che normalmente considereremmo una maglia. E proprio in questa libertà di interpretazione sta una delle direzioni più interessanti della prossima stagione. Da Miu Miu a Valentino, passando per Victoria Beckham, Celine e Hermès, ecco i top più interessanti visti durante la settimana della moda di Parigi.
Da Miu Miu, Miuccia Prada parte dalla realtà del guardaroba quotidiano per sottoporla a un processo di ricontestualizzazione: è il concetto dichiarato nelle note della collezione Primavera/Estate 2027, intitolata Here and Now (letteralmente “qui ed ora”), dove elementi ordinari vengono elevati attraverso bellezza, raffinatezza ed eleganza. Il risultato è una rilettura dello sportswear che passa anche dal top: i bra top sportivi, le silhouette ridotte e i pezzi che lasciano scoperto il busto vengono sottratti alla dimensione puramente atletica e trasformati in oggetti preziosi, scintillanti, grazie a cristalli e decorazioni.
Il contrasto è il punto di partenza: l’abbigliamento da palestra incontra quello chic della grand soirée, e il top smette di essere un elemento funzionale rimettendo in discussione la gerarchia dei pezzi nello styling del look. Una logica perfettamente Miu Miu, che rende glamour (persino) l’ordinario.
Con Antibiblioteca, Alessandro Michele trasforma il top in uno dei protagonisti più teatrali della Primavera/Estate 2027 di Valentino. Il titolo della collezione nasce da una suggestione culturale: l’insieme di tutti quei libri che non abbiamo ancora mai letto, e dunque di tutto ciò che ancora non conosciamo e che resta possibile. È un concetto che Michele trasferisce alla moda come esercizio di immaginazione, lasciando convivere riferimenti, epoche e identità differenti.
In questo universo, il corsetto e il top incrociato assumono una nuova centralità: colorati, strutturati, dichiaratamente sensuali, emergono come elemento centrale della silhouette e dialogano con gonne di pizzo, trasparenze e gioielli importanti. Il top non è più ciò che completa il look, ma ciò che lo definisce: una dichiarazione visiva che porta in primo piano il corpo e, insieme, quella teatralità massimalista che è ormai parte riconoscibile del vocabolario di Michele per Valentino.
Per la Primavera/Estate 2027 Victoria Beckham guarda indietro nel tempo, attingendo i suoi codici stilistici alla rivoluzione degli anni Venti nel mondo della danza, e alla liberazione del corpo femminile dalle regole più rigide del balletto classico. Nasce così una collezione squisitamente posh costruita intorno all’impalpabile leggerezza del movimento, nella quale linee asimmetriche, cut-out e costruzioni a fiocco rivelano e accompagnano la silhouette.
Anche top e morbide canottiere seguono e accompagnano questa idea di libertà: il corpo non viene semplicemente scoperto, ma lasciato muovere, attraverso aperture, tagli e costruzioni che modificano la relazione tra tessuto e pelle. Il riferimento alle flapper girl diventa così qualcosa di concreto nel guardaroba: una tensione tra precisione sartoriale e spontaneità femminilità, tra struttura e libertà.
In passerella da Hermès, la direttrice creativa Nadège Vanhée costruisce la sua collezione moda Primavera/Estate 2027 lasciando che aria, movimento e trasparenza si traducano in principi progettuali della sua visione. Corde, zip e cinture modellano i volumi mentre tessuti trasparenti, perforazioni e sete morbidissime lasciano intravedere la pelle.
In questo racconto, il top si riduce all’essenziale e acquista una sensualità materica e tattile: strisce di seta che attingono ai codici della maison e ai suoi celebri foulard, costruzioni aderenti al busto e superfici che lasciano passare lo sguardo trasformano il concetto di pura “copertura” in una dinamica di sottrazione. In questo contesto, anche la dimensione cromatica è permeante. Oltre il bianco puro e candido, l’energia femminile si sprigiona attraverso le nuance pop – come il giallo – e le tonalità vitaminiche delle stampe provenienti dall’heritage di Hermès.
In controtendenza rispetto alla centralità che il top assume in altre collezioni della Primavera-Estate 2027, il direttore creativo Michael Rider lo utilizza nella nuova collezione Celine come elemento discreto, quasi a margine alla costruzione del look. Le silhouette minimali, declinate in una palette di nuance neutre e fondamentali, non cercano alcuna forma di protagonismo: completano, sostengono, fanno da contraltare agli altri elementi del look.
È una scelta che riflette bene il manifesto della collezione, costruito attorno a una certa idea di disinvoltura: “Letting clothes just do their job”, scrive Michael Rider nelle note di collezione da lui firmate. Ovvero, lasciare che gli abiti facciano semplicemente il proprio lavoro. Così il top non diventa il centro della scena, ma si libera di ogni sovrastruttura e diventa strumento di equilibrio.