Di Serena Savardi
Con la scomparsa di David Hockney, lo scorso 11 giugno 2026, il mondo dell’arte ha salutato l’autore che più di chiunque altro ha trasformato la piscina in un’icona visiva del secondo Novecento.
I suoi dipinti losangelini hanno fissato un immaginario di lusso solare, calma e desiderio che - decenni dopo - la moda continua a citare, interpretare e sfruttare commercialmente e la sua tavolozza fatta di azzurri vividi, rosa e bianco accecante è diventata un vocabolario visivo a cui art director e fotografi tornano regolarmente, soprattutto quando si trovano a pensare alle campagne Primavera/Estate.
E così l’archetipo hockneyano, ancora una volta, diventa il luogo perfetto per il racconto del menswear contemporaneo e proprio in questi giorni è fil rouge di Pitti Uomo. Con “The Pool”, l’edizione 110 della kermesse fiorentina si fa metafora di un momento storico in cui la moda maschile deve interrogarsi su sé stessa.
Negli ultimi anni moltissime maison hanno scelto la piscina come simbolo di tempo sospeso, di privilegio e di vacanza eterna per regalarci uno stile capace di resistere ai trend passeggeri (di cui le cuffie da bagno Chanel rappresentano forse l’esempio più emblematico) pur essendo strettamente connesse alla stagione estiva.
Tra fashion shooting, sfilate e campagne a bordo vasca, le piscine hanno fissato nel nostro immaginario alcune narrazioni della moda contemporanea che difficilmente dimenticheremo. Così un’immensa piscina d’oro diventa la massima espressione di femminilità per l’iconico profumo J’adore di Maison Dior. La swimming pool si fa simbolo della seduzione per la linea Make Up di Dolce&Gabbana lo scorso anno, e celebra il passaggio di testimone di Donatella Versace alle giovani generazioni. Nel 2023, infatti, durante il Festival del cinema di Cannes, la stilista presentava a bordo piscina la sua collezione “La Vacanza” realizzata in collaborazione con la cantante Dua Lipa.
Ma tra i tanti luoghi in cui la moda ama stendersi au bord de l’eau c’è sicuramente Monte Carlo che, oltre a Los Angeles, rappresenta quelll'immaginario di cui David Hockney si era fatto testimone. Nel Principato di Monaco, infatti, più di una volta un tuffo si è rivelato iconico.
Basti pensare a quella volta che Karl Lagerfeld ripensò la piscina dello storico Hotel Métropole, trasformando lo specchio d’acqua inaugurato nel 1889 nel luogo in cui bagnarsi con stile. O ancora al più recente universo creato da Simone Porte per Jacquemus lo scorso anno presso il celebre Monte Carlo Beach Club, così come fece la maison dalle doppie C per la sfilata Chanel Cruise 2023.
Fino ad arrivare alla campagna lanciata da Gucci proprio qualche giorno fa per la sua collezione estiva. Il brand ha deciso di ambientare tra gli scenari di Monte Carlo uno storytelling che celebra il desiderio di evasione, con momenti scanditi da tuffi, movimento e luce. Tra piscine esclusive, vasche extra lusso e mare aperto questa è solo l’ultima narrazione che continua a nutrire, in puro stile Demna, l’immaginario visivo con cui ancora oggi ve(n)diamo l’estate, il lusso e il tempo libero.
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