Di Giulia Pacella
Dal 16 al 19 giugno 2026 si alza il sipario su Pitti Uomo 110, che porta in Fortezza da Basso a Firenze le collezioni maschili Primavera/Estate 2027. Oltre 720 brand e un calendario che conferma il ruolo del salone fiorentino come osservatorio privilegiato per capire dove sta andando la moda uomo. A fare da sfondo è The Pool, il tema scelto per questa edizione. Nella campagna che lo racconta, un uomo seduto a bordo piscina guarda il proprio riflesso per poi tuffarsi nello specchio d’acqua. Non è il classico eroe sportivo celebrato dall’immaginario estivo, né il corpo performante che per anni ha dominato il racconto del menswear. È un moderno Narciso, in bilico tra costruzione dell’immagine e ricerca della propria identità.
Più che una semplice ambientazione e portando con sé tutti i riferimenti e le citazioni celebri che chiama alla mente (da La Piscine di Jacques Deray a quella de Il Laureato, passando per le piscine californiane di David Hockney, appena scomparso, fino a Somewhere di Sofia Coppola e A Bigger Splash di Luca Guadagnino) la piscina diventa così metafora di un momento storico in cui la moda maschile deve interrogarsi su sé stessa. L’acqua riflette, amplifica, deforma e invita a guardare sotto la superficie. Un'immagine cinematografica che in qualche modo evoca una delle riflessioni più ricorrenti del menswear contemporaneo: il desiderio di superare definizioni troppo rigide e sperimentare nuovi modi di raccontare il maschile, attraversando soglie, etichette e confini. Non è un caso infatti che il guest designer più atteso del calendario di Pitti 110 sia proprio Simone Rocha.
Se esiste un nome capace di sintetizzare la volontà di superare le convenzioni tradizionali del guardaroba maschile, infatti, è proprio quello di Simone Rocha. La stilista irlandese presenterà la sua prima sfilata interamente dedicata alla moda uomo il 18 giugno al Teatro della Pergola. Un appuntamento destinato ad attirare l'attenzione internazionale, non solo perché inaugura un nuovo capitolo del suo percorso creativo, ma anche perché arriva in una fase in cui il menswear sembra sempre più aperto a linguaggi e sensibilità diverse. Da sempre la stilista lavora sulla tensione tra forza e fragilità, romanticismo e ribellione, heritage e contemporaneità. La sua moda è crossover, i suoi uomini indossano perle, ricami, volumi teatrali e riferimenti vittoriani senza mai apparire nostalgici. Una visione che dialoga perfettamente con il tema The Pool, di cui non a caso è già protagonista attraverso la campagna ufficiale del salone.
Lo special Guest di Pitti 110 è JiyongKim, designer sudcoreano che si è imposto tra i migliori talenti dell’LVMH Prize 2024 e come una delle voci più interessanti e sperimentali della nuova generazione asiatica. La sua firma distintiva, infatti, è la tecnica sun bleach, che sfrutta l'esposizione diretta alla luce solare per creare scoloriture e sfumature uniche sui tessuti, dando vita a una moda slow che dialoga con l’ambiente circostante ed è anche una riflessione sulla crisi climatica. Il 17 giugno presenterà in Fortezza da Basso un progetto-evento appositamente pensato per Firenze offrendo l'occasione per osservare da vicino la sua ricerca che mette al centro il tempo, la materia e l'imprevedibilità del processo creativo.
A rappresentare la scena nordica sarà invece Sunflower, protagonista del CPHFW Special Project. Il marchio danese, tra i più interessanti emersi negli ultimi anni dall'ecosistema della Copenhagen Fashion Week, porterà a Firenze una sfilata che ne riflette l’approccio al menswear: essenziale ma sofisticato, costruito su proporzioni rilassate, attenzione ai materiali e una visione del lusso quotidiano lontana dagli eccessi. Una presenza che conferma il crescente interesse internazionale verso il design scandinavo e la sua capacità di interpretare il desiderio contemporaneo di semplicità e qualità.
Curiosità alle stelle e grande hype tra gli addetti ai lavori per DSM Kei Ninomiya: la prima etichetta nata sotto l'insegna di Dover Street Market e affidata alla visione del designer giapponese Kei Ninomiya. Già noto per il linguaggio sperimentale sviluppato con noir kei ninomiya, il creativo porterà a Firenze la collezione menswear Primavera/Estate 2027 con una sfilata-evento in programma il 17 giugno al Complesso di Sant'Orsola. Un appuntamento che promette di mettere in scena tutta la sua ricerca sulla forma, sui volumi e sulla costruzione del capo, e che conferma il dialogo sempre più stretto tra Pitti e la scena creativa asiatica, oggi tra le più influenti nel ridefinire i codici del menswear contemporaneo.
Se un tempo, infatti, il baricentro del menswear era saldamente ancorato all'asse Milano-Parigi-Londra, oggi la mappa è molto più articolata. Pitti Uomo 110 lo racconta chiaramente attraverso una forte presenza asiatica. Dai progetti dedicati ai brand coreani di CODE Korea, passando per CHINA WAVE, il salone conferma come il futuro della moda uomo stia diventando sempre più policentrico. Non si tratta soltanto di nuovi mercati, ma di nuove sensibilità creative.
La Corea continua a proporre una moda sofisticata e concettuale, il Giappone ribadisce la centralità della ricerca sui materiali e sull'artigianato, mentre la Cina si presenta sempre più come laboratorio di sperimentazione estetica.
Tra le novità dell'edizione estiva spicca Outopia, un nuovo progetto in cui l’outdoor non viene più raccontato come semplice categoria funzionale, ma come linguaggio culturale capace di unire performance, moda e stile di vita. Un cambiamento che riflette perfettamente una delle principali trasformazioni in atto nel mercato e tra le tendenze vestimentarie (non solo) maschili: la progressiva fusione tra abbigliamento tecnico e guardaroba quotidiano.
Prosegue anche l'espansione di Hi Beauty, lo spazio dedicato alla profumeria di ricerca che testimonia quanto il confine tra moda e beauty sia ormai sempre più permeabile. Le fragranze indipendenti diventano parte integrante dell'esperienza lifestyle proposta dai migliori concept store internazionali. Sul fronte business, debutta invece Hyperscout, il nuovo sistema di matchmaking basato sull'intelligenza artificiale che promette di rivoluzionare l'incontro tra buyer e brand. Un segnale importante di come anche il settore fieristico stia accelerando la propria trasformazione digitale.
Al di là dei grandi nomi, questa edizione offre numerosi spunti per leggere le tendenze emergenti. Da una parte continua la centralità del guardaroba classico, che trova nella sezione Fantastic Classic una nuova interpretazione fatta di sartorialità rilassata, tessuti leggeri e lusso discreto.
Dall'altra cresce la rilevanza del progressive outdoor, con marchi come Snow Peak e una nuova generazione di brand che considerano la natura non solo una destinazione, ma un vero e proprio riferimento culturale. Parallelamente si rafforza il dialogo tra workwear, sportswear ed heritage, come dimostrano i debutti e i ritorni di marchi quali Dickies, Original Penguin, Murphy & Nye e Sundek. Interessante anche la presenza sempre più strutturata di progetti che raccontano il design nordico, tra cui appunto Sunflower con la sfilata-evento di cui sopra.
La sensazione, osservando il programma di Pitti Uomo 110, è che il menswear stia attraversando una fase di ridefinizione identitaria. Dopo anni dominati dall'ossessione per lo streetwear e successivamente dal ritorno della sartoria, emerge oggi una terza via. Un uomo che non sente più il bisogno di scegliere tra eleganza e funzionalità, tra romanticismo e pragmatismo, tra città e natura, ma di coniugarle per far emergere la propria individualità.
Dopo stagioni polarizzanti, forse questo è il momento di una conciliazione tra gli opposti per un nuovo uomo che può essere tutto e il contrario di tutto per essere semplicemente se stesso. Un uomo che possa esprimere la propria identità rielaborando stili, tendenze e modi di vestire in una maniera sempre più personale e consapevole, senza necessità di dover aderire a uno standard superficiale o un’etichetta di appartenenza. Ma in cosa si tradurrà tutto questo e quali nuove strade aprirà la moda maschile del prossimo futuro?
Il tema Pitti The Pool sintetizza perfettamente questo momento: uno spazio di riflessione più che di azione, una superficie che invita a guardare in profondità. La liquidità dell’elemento da un lato è metafora di fluidità e perdita di confini, dall’altro ribadisce la possibilità (e la necessità) di esplorare nuove rotte in libertà. È forse questa la vera immagine che Firenze offrirà durante Pitti Uomo 110. Non il ritratto di una singola tendenza, ma quello di una mascolinità sempre più fluida, sfaccettata e consapevole, che trova nella moda uno strumento per raccontare.
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