Di Giuditta Avellina
A maggio il verde non resta sullo sfondo, ma entra nelle città, cambia l’aria, riempie giardini, cortili, piazze, viali. A Milano, Venaria Reale e Londra, tre appuntamenti raccontano tre modi diversi di vivere le piante: come cura quotidiana, come festa, come laboratorio per immaginare il futuro. Il giardino oggi parla di benessere, clima, memoria, turismo, artigianato. E riguarda tutti perché segue un tempo quasi dimenticato: cresce piano, restituisce bellezza, senza fretta.
A Milano, Orticola 2026 torna dal 7 al 10 maggio ai Giardini Pubblici Indro Montanellicon la XXIX edizione della mostra-mercato e un tema molto diretto: “Il giardinaggio fa la felicità”. Coltivare, rinvasare, aspettare una fioritura, imparare il nome di una pianta diventano gesti semplici, capaci di riportare ordine, pazienza, concentrazione. Il verde non entra nelle case solo per decorarle, ma per cambiarne il ritmo.
La forza di Orticola resta nell’equilibrio tra meraviglia e competenza: accessibile a chi compra la prima pianta, preziosa per chi cerca rarità botaniche. Ci sono le piante carnivore per i bambini, le succulente per i neofiti, le sementi curiose dall’anguria gialla al peperone nero, dal cotone al mais multicolor, e le collezioni di Hoya per gli appassionati. Poi arrivano le specie più rare: Sphaeropteris glauca, felce arborea che può raggiungere i 20 metri; Acer pentaphyllum, originario del Sichuan e considerato uno degli aceri più rari al mondo; Chloraea bletioides, orchidea rustica endemica del Cile; Purshia plicata, arbusto amato da api e farfalle; e Sauropus androgynus, conosciuto come katuk, dalle foglie cotte con un sapore che ricorda i piselli freschi.
Tra gli highlight c’è The King’s Rose, rosa inglese dedicata a Re Carlo III, presentata da David Austin al RHS Chelsea Flower Show 2025 e portata a Milano da Vivai Pozzo. Accanto, Orticola presenta la rosa Ornella Vanoni, creata da Barni Rose per celebrare la grande interprete milanese, scomparsa nel novembre 2025, con una playlist dedicata da Radio Monte Carlo. Una rosa che diventa memoria, voce, appartenenza cittadina.
Il Paese ospite è la Spagna, con un racconto del paesaggio mediterraneo tra acqua, clima, orti, giardini storici, arte e turismo esperienziale. Il progetto più evocativo è Il Rifugio Naturale, giardino temporaneo firmato dal paesaggista Fernando Martos, che rilegge l’orto mediterraneo con forme organiche, materiali naturali, vimini intrecciato a mano, terracotta, ortaggi, fiori ornamentali e melograni.
Orticola è anche progetto culturale e civico. L’edizione comprende 139 appuntamenti tra incontri, workshop, laboratori, presentazioni e allestimenti floreali. I Dialoghi in Giardino affrontano giardini storici, cambiamento climatico e futuro del paesaggio; FuoriOrticola porta il verde in musei, gallerie, ville, negozi e spazi cittadini. Con Orticola per Milano, la Fondazione ha avviato con il Comune la riqualificazione e manutenzione del giardino Camilla Cederna di Largo Richini e prosegue la cura di altri luoghi simbolici. È il lato più concreto della manifestazione: il verde non resta dentro i cancelli, ma si prende cura della città.
Nel suggestivo centro storico di Venaria Reale, il 16 e 17 maggio, la primavera cambia tono. Dopo la precisione botanica di Orticola, qui il fiore diventa festa, profumo, rito popolare. La Festa delle Rose, alla sua 22ª edizione, insieme alla 9ª edizione di Fragranzia, porta nella cornice della Reggia essenze, piante, profumi, sapori, tradizioni e rose.
La rosa è il cuore di tutto, ma non resta solo fiore. Diventa simbolo, decorazione, racconto, memoria. Attraversa piazze, laboratori, performance, degustazioni, libri, danza, teatro, e costruisce un weekend pensato per appassionati, famiglie, visitatori e curiosi. Il programma apre con due giardini temporanei in Piazza della Repubblica, uno curato dai Vivai Comba Franco di Villarbasse, l’altro dal Giardino dei Giunchi insieme con Ema Giardini, con il pubblico chiamato a votare il più bello.
Il momento più scenografico è l’infiorata nella Sala di Diana della Reggia di Venaria: un tappeto composto da oltre 50mila petali di rosa, realizzato dagli Amici della Certosa Reale, dal Circolo degli Artisti di Torino e da La Rosa delle Idee. L’immagine funziona perché è fragile: migliaia di petali destinati a durare poco entrano in uno spazio barocco pensato per attraversare i secoli.
Attorno ci sono pittori en plein air nella Corte d’Onore, workshop per bouquet e ghirlande, la mostra Petali di emozioni, iniziative per bambini, percorsi olfattivi, enogastronomia e artigianato. Con Fragranzia, il racconto si sposta sul profumo: essenze, spezie, erbe aromatiche, botaniche, percorsi sensoriali. Venaria Reale costruisce così un evento immediato e riconoscibile: una città-reggia che per due giorni si lascia attraversare dalla rosa.
Sul piano internazionale, il riferimento resta il RHS Chelsea Flower Show, in programma dal 19 al 23 maggio 2026 al Royal Hospital Chelsea. Chelsea è il luogo in cui il giardino diventa linguaggio globale: non solo fiori e scenografie perfette, ma idee di paesaggio, progetti di convivenza, risposte alle domande del nostro tempo.
L’edizione 2026 annunciata dalla Royal Horticultural Society guarda a biodiversità urbana, piante per impollinatori, fauna selvatica, resilienza climatica, salute, inclusione e piccoli spazi capaci di generare impatto reale. I tredici show gardens lavorano su temi attuali: il giardino come luogo di cura, comunità, speranza e adattamento.
Tra i progetti principali spiccano The Eden Project: Bring Me Sunshine Garden, firmato da Harry Holding e Alex Michaelis, pensato intorno ai giovani, alle competenze verdi e all’energia solare; The Tate Britain Garden di Tom Stuart-Smith, che ragiona sul rapporto tra arte, natura e comunità; The Boodles Garden di Catherine MacDonald, ispirato agli Historic Royal Palaces; e The Killik & Co. “A Seed in Time” Garden di Baz Grainger, costruito sull’idea di fare di più con meno, tra raccolta dell’acqua piovana, biodiversità e adattamento climatico.
Chelsea porta dentro il garden design anche temi sociali e sanitari: il giardino di Arit Anderson per Parkinson’s UK, l’Asthma + Lung UK Breathing Space Garden, la Lady Garden Foundation “Silent No More” Garden dedicata ai tumori ginecologici, e The Children’s Society Garden, che guarda alla fragilità degli adolescenti attraverso il principio giapponese del wabi-sabi.
La parte più contemporanea riguarda i piccoli spazi. Le categorie All About Plants e Balcony & Container Gardens insistono su balconi, terrazzi e giardini ridotti come luoghi di biodiversità e benessere quotidiano. Il Woodland Trust: Forgotten Forests Garden racconta il recupero dei boschi antichi; The Bat Conservation Trust’s Nocturnal Garden lavora sugli habitat per i pipistrelli; YoungMinds Garden immagina un luogo comunitario per i giovani; Flood Re: Contain the Rain Garden affronta la gestione dell’acqua in città; The Sightsavers Garden punta su accessibilità, materiali naturali e multisensorialità.
Il progetto più mediatico è The RHS and The King’s Foundation Curious Garden, disegnato da Frances Tophill, con il coinvolgimento di Sir David Beckham e Alan Titchmarsh CBE. L’idea è semplice: invitare il pubblico a coltivare ovunque, dal davanzale al container garden, ricordando che far crescere piante è un piacere domestico, ma anche un gesto utile per biodiversità, clima e salute.
Letti insieme, Orticola, Festa delle Rose e Chelsea Flower Show raccontano tre modi di tornare al verde. Milano lo trasforma in cultura botanica e progetto urbano. Venaria lo vive come festa, profumo e memoria. Londra lo usa per immaginare il futuro. Il risultato è un maggio in cui il giardino entra nella vita quotidiana, la rallenta, la profuma, e la rende un po’ più abitabile.
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