Di Claudia Ricifari
Viaggiare d’estate significa cercare una nuova prospettiva sulle cose. Per tutta una serie di persone, le vacanze rappresentano un’occasione per scoprire culture diverse o cogliere spunti di riflessione inediti. Così, spesso, le risposte più interessanti si trovano nei percorsi tracciati da artisti, curatori e visionari da un capo all'altro del pianeta, attraverso mostre che utilizzano l’arte per codificare il presente (come avviene anche per le mostre di moda). Da San Paolo a Seoul, da Cascais alla Sardegna, fino alla Cina, abbiamo selezionato sei tappe espositive per arricchire la vostra estate 2026 di un nuovo sguardo sul mondo.
Questo viaggio lungo le rotte atlantiche tocca poi il Portogallo, nella cittadina di mare di Cascais, distante circa trenta chilometri da Lisbona. Qui, il suggestivo Centro Cultural de Cascais, con sede nell'ex convento delle carmelitane scalze, ospita fino al 6 settembre 2026 un doppio appuntamento ravvicinato con la storia e il mito del Novecento.
Attraverso una raffinata selezione di fotografie provenienti dalla collezione MUUS, la mostra ripercorre la vertiginosa ascesa della celebrità in concomitanza con due anniversari fondamentali: il primo centenario della nascita di Marilyn Monroe e il settantesimo anniversario del debutto discografico e cinematografico di Elvis Presley. La sezione Becoming Marilyn espone gli scatti intimi realizzati da André de Dienes nel decennio di vita condiviso con Norma Jeane Baker, prima che diventasse un'icona universale. Specularmente, Becoming Elvis raccoglie il celebre reportage di Alfred Wertheimer, che nel 1956 seguì per due settimane un ventunenne Presley nel dietro le quinte delle sue apparizioni televisive a The Stage Show, restituendo uno sguardo ravvicinato sulla nascita della cultura pop.
Nel cuore della Cina, l'UCCA Center for Contemporary Art di Pechino ospita fino al 31 gennaio 2027, la mostra Laboratory of Doubt di Carsten Höller, un'esperienza che scardina ogni certezza cartesiana. Lo scienziato-artista trasforma lo spazio museale in un monumentale dispositivo di indagine psicofisica. Scivoli architettonici che tagliano i volumi delle gallerie, marchingegni ottici che invertono la visione e costellazioni di luci e suoni alterano radicalmente la scala percettiva del visitatore. Höller imbastisce situazioni collettive: fin dagli anni Novanta il pubblico cessa di essere spettatore passivo per farsi parte integrante dell'opera. Tra attrazioni da luna park ed esperimenti scientifici, il percorso interroga i meccanismi profondi con cui codifichiamo ciò che chiamiamo realtà e dividiamo lo spazio con gli altri.
La Sardegna più autentica rivela la sua profonda vocazione intellettuale nell'entroterra barbaricino. Fino al 15 novembre 2026, il MAN (Museo d’arte provincia di Nuoro) presenta Futurama: Nostalgia di Futuro, capitolo conclusivo di una densa trilogia espositiva. Dopo aver indagato i processi cognitivi della percezione con Sensorama e le complesse ecologie post-naturali con Diorama, questa terza tappa sposta l'accento sul domani inteso come vero e proprio dispositivo politico, emotivo e culturale. Il percorso esplora le modalità con cui l'umanità edifica la propria relazione con il tempo e l'ambiente circostante, offrendo una riflessione rigorosa e straordinariamente lucida sulla necessità intrinseca di immaginare l'avvenire per poter abitare responsabilmente il presente.
L'Islanda rimane la meta d'elezione per chi rifugge la calura continentale, ancor più quest'anno, con l'attesa eclissi solare del prossimo 12 agosto che detterà il ritmo dell'Iceland Eclipse Festival nella penisola di Snæfellsnes fino al 15 agosto. Nella capitale, all'interno del Reykjavik Arts Festival, la spinta visionaria dell'isola si condensa alla Galleria Nazionale d’Islanda, dove Björk occupa l’intero spazio espositivo per superare i confini tradizionali della forma musicale.
Con la mostra Echolalia, in corso fino al 4 ottobre 2026, l'artista intreccia arte, natura e tecnologia in un labirinto di complessità visiva, sonora ed emotiva. Il fulcro dell'installazione offre la poetica malinconica delle opere polifoniche Ancestress e Sorrowful Soil, arrangiate per archi, percussioni e voci in memoria della madre, insieme a un brano inedito destinato al prossimo album nel 2027. Nella Sala 4, la mostra dialoga con la retrospettiva Metamorphlings di James Merry, che espone le stupefacenti maschere nate dalla pluriennale collaborazione con la cantante.
Per chi attraversa l'inverno australe in Brasile, il MASP (Museo d’Arte di San Paolo) ospita fino al 4 ottobre 2026 la mostra Carolina Caycedo: Confluences. L'artista tesse un dialogo serrato tra fotografia, installazioni monumentali, video, performance e disegni per indagare la complessa rete che lega i corsi d'acqua, le comunità umane e i conflitti ambientali. Il titolo stesso evoca non solo l'intersezione idrografica dei fiumi, ma l'incontro necessario tra saperi, culture e movimenti di resistenza civile. L'opera di Caycedo si impone come una potente dichiarazione poetica e politica, dimostrando come la crisi ecologica sia una complessa trama sociale e culturale che richiede nuove forme di consapevolezza.
Il nostro Grand Tour si conclude a Seul, alla fine dell'estate, al MMCA (National Museum of Modern and Contemporary Art) che dal 27 agosto 2026 al 9 febbraio 2027 organizza una monumentale mostra dedicata a Do Ho Suh, tra i più importanti e affermati artisti sudcoreani. La retrospettiva ripercorre le tappe più significative del suo lavoro, dagli esordi fino ai lavori più recenti, ma evita una rigida successione cronologica per mettere in relazione opere di periodi diversi.
Il percorso ruota attorno ai concetti di migrazione, diaspora e sradicamento, esplorando il rapporto tra l'identità dell'individuo e la dimensione della collettività. Attraverso le sue celebri strutture che traducono l'architettura in esperienza emotiva, Do Ho Suh traspone la casa da entità fisica a spazio puramente mentale e di appartenenza.