Di Marta Perego
L’odore della carta, il rumore della penna, l’attesa quando si chiude la busta e le proprie emozioni vengono inviate all’indirizzo del destinatario. Le lettere tornano di moda, non solo nella cassetta della posta, ma anche nei romanzi che conquistano le librerie di questa estate 2026. Lettere e cartoline, si sa, sono un'abitudine profondamente estiva.
Forse perché, per generazioni, sono state il modo in cui ci si raccontavano le vacanze: si sceglieva una cartolina, si cercava un francobollo, si scrivevano poche righe seduti al tavolino di un bar o sotto l'ombrellone, sapendo che sarebbero arrivate giorni dopo. Oggi bastano pochi secondi per inviare una foto o un messaggio vocale. È forse per questo che nell'epoca della comunicazione istantanea, riaffiora il desiderio di una scrittura più lenta. Non è un caso che tra le tendenze lifestyle del 2026 individuate da Pinterest ci sia proprio il ritorno degli amici di penna: carta da lettere, buste decorate, francobolli, scrapbooking e corrispondenza scritta a mano. Ma questo desiderio di rallentare non riguarda solo la vita quotidiana. Sta conquistando anche la narrativa.
Tra i libri rivelazione dell'estate 2026 c'è Tutte le mattine di Sybil (The Correspondent) di Virginia Evans, bestseller internazionale, vincitore del Women's Prize for Fiction e presto adattato per il cinema con Jane Fonda. La protagonista, Sybil Van Antwerp, ha 73 anni e da sempre comunica attraverso le lettere. Tre volte alla settimana si siede alla scrivania e scrive agli amici, al fratello, a un ragazzo conosciuto anni prima e perfino a personaggi famosi.
Per lei la corrispondenza non è un semplice mezzo di comunicazione: è il modo in cui ha costruito la propria identità. Quando però la vista comincia a peggiorare e la possibilità stessa di scrivere viene meno, Sybil si trova davanti a una domanda dolorosa: quelle lettere l'hanno davvero avvicinata agli altri o le hanno permesso, per tutta la vita, di mantenere una distanza di sicurezza?
Quella del romanzo epistolare è una tradizione antica quanto il romanzo moderno.
Nel 1774 Goethe affida ai fogli del giovane Werther uno dei più celebri amori impossibili della letteratura. Vent'anni dopo Mary Shelley apre Frankenstein con le lettere dell'esploratore Robert Walton, trasformando la corrispondenza nella porta d'ingresso di uno dei romanzi più influenti di sempre. Bram Stoker costruirà Dracula attraverso lettere, diari e telegrammi, dimostrando che anche un horror può essere raccontato per frammenti di corrispondenza. Il genere, però, non è rimasto fermo all'Ottocento.
Nel 2006 Daniel Glattauer firma uno dei più grandi successi contemporanei con Le ho mai raccontato del vento del Nord. Le lettere diventano e-mail: tutto nasce da un messaggio inviato per errore e da uno scambio virtuale tra due sconosciuti che finiscono per innamorarsi prima ancora di incontrarsi. Cambia il mezzo, ma resta intatto il fascino dell'attesa. Anche Dove vai, Bernadette? di Maria Semple, da cui Richard Linklater ha tratto il film con Cate Blanchett, aggiorna il genere costruendo il racconto attraverso e-mail, documenti, referti e comunicazioni digitali. Il romanzo epistolare non scompare: semplicemente cambia linguaggio.
La domanda, allora, è inevitabile: perché questo ritorno? Forse perché una lettera obbliga a fare qualcosa che abbiamo quasi dimenticato. Fermarsi. Una lettera non si scrive di getto come un messaggio sullo smartphone. Richiede tempo, attenzione, una scelta accurata delle parole. Non può essere modificata dopo l'invio, non cerca una risposta immediata, non vive dell'ansia delle notifiche. È curioso che questo bisogno riemerga proprio mentre si riscopre il journaling, le agende cartacee, le macchine fotografiche analogiche, lo scrapbooking e perfino gli amici di penna.
Tutte pratiche che sembrano rispondere allo stesso desiderio: sottrarre almeno una parte della vita al ritmo frenetico del digitale. Probabilmente non si tornerà a riempire ogni settimana le cassette della posta. Ma il successo di romanzi come Tutte le mattine di Sybil racconta qualcosa di più profondo di una semplice moda editoriale. Ricorda che, in un mondo in cui si comunica continuamente, il vero lusso potrebbe essere tornare a scrivere parole destinate ad arrivare con calma. E ad essere lette ancora più lentamente. E ora, pronti? Tutti con carta e penna!
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