Di Patrizia Piccinini
Ma figuriamoci se il Mediterraneo è solo una striscia di blu piatta da depliant turistico: chi pensa che l’acqua abbia un solo colore probabilmente non l'ha mai fissata per più di cinque minuti senza controllare lo smartphone. Alle nove del mattino, sui fondali bassi, è trasparente e fa subito idromassaggio di lusso; a mezzogiorno, sotto il sole a picco, diventa quel turchese sfacciato e quasi finto da filtro social della domenica, mentre al largo vira su un cobalto denso e serioso. Dove c’è la posidonia si fa verde smeraldo un po' torbido e, se arriva il temporale, si spegne in un grigio piombo perfetto per una crisi esistenziale di mezza estate. Insomma, un’altra stagione nel giro di un’ora.
Eppure, appena si decide di arredare una casa sulla costa, scatta quel bizzarro cortocircuito mentale che ci costringe a congelare tutta questa meravigliosa instabilità nelle solite tre cose contate: le righe bianche e blu, i legni decapati e le immancabili conchiglie polverose sul comodino. Un’iconografia ferma agli Anni '60 che sa più di stabilimento balneare nostalgico che di vita vera vicino all'orizzonte. La buona notizia è che esiste un’alternativa decisamente più sbarazzina, che dimentica la geografia e affronta l'elemento liquido come una pura attitudine estetica fatta di luce, trasparenze e materiali veri, lasciando che siano i bizzarri umori cromatici a dettare le regole del gioco, senza l’ansia di dover coordinare i cuscini. Non il solito spazio a tema che sembra un negozio di souvenir, ma un ambiente fluido che accoglie ogni sfumatura. Ecco una selezione di pezzi scelti camera per camera, seguendo questa anarchia liquida per portarsi a casa l'orizzonte vero. Difetti e cambi d'umore compresi.
Il soggiorno è il luogo ideale dove archiviare una volta per tutte la barchetta finto-invecchiata sulla console all’entrata. Per abbandonarsi al relax, spazio alla morbidezza degli imbottiti Nuvola di Paola Navone per Gervasoni con i suoi volumi generosi, trapuntatura avvolgente e un blu profondo che richiama l'abisso. Al centro della scena, il tavolo Helicon di Desalto progettato dal pluripremiato designer giapponese Kensaku Oshiro rompe ogni simmetria. La silhouette svasata e il blu elettrico sembrano catturare l'istante in cui il sole zenitale rende tutto quasi irreale. A completare il quadro, la lampada PH 5 Dusty Indigo creata da Poul Henningsen per Louis Poulsen: una icona nordica che, tra sfumature d'indaco e luce soffusa, dialoga con il cielo prima di un temporale estivo. La prova che si può evocare la costa senza ricorrere al repertorio del vecchio capitano.
Nell'ambiente dei fuochi, lo stile marinaro dà spesso il peggio di sé tra ancore sugli strofinacci e piatti a forma di pesce. Qui, invece, si cambia rotta. La cucina di Abimis è un blocco d'acciaio da chef professionista che, sotto il rigore del top, sfoggia ante in un blu intenso. Accanto, il tavolo Albert di Kartell firmato da Ludovica Palomba e Roberto Palomba, cattura la luce come i riflessi nelle giornate più limpide, rendendo superflua qualsiasi tovaglia celebrativa. Per sedersi, la sedia Motta di Jasper Morrison per Magis si rivela essenziale e leggera, declinata in un azzurro avio appena velato che ricorda l'orizzonte quando le nuvole iniziano a radunarsi.
La zona notte è un'area delicata, dove il rischio cartolina della Riviera è sempre in agguato. Qui la natura entra piano, lasciando fuori reti finte e timoni decorativi. Il protagonista è il letto Carnaby di Twils disegnato dallo Studio Balutto Associati, con i suoi volumi avvolgenti e rivestimenti scuri che richiamano il crepuscolo, quando il paesaggio smette di mostrarsi e si fa introverso.
La testata curva disegna una linea morbida, ideale per pensieri e letture tardive. Accanto, il tavolino Stack di Billiani, firmato da Niccolò Devetag, si inserisce come un cilindro in cobalto lucido, piccolo e diretto. Chiude la scena la lampada Flowerpot di Verner Panton per &Tradition in finitura Steel Blue, sospesa come una luna estiva appena emersa. Niente nostalgia balneare, solo passaggi cromatici fluidi.
Spesso questo spazio naufraga tra fari in miniatura e improbabili fragranze di brezza oceanica. Meglio cambiare rotta. La carta da parati Coquillage di Devon&Devon porta sì le conchiglie in scena, ma le trasforma in un pattern teatrale e ipnotico, immerso in un fondale scurissimo. Al posto del solito mobile effetto legno consumato, la struttura Perforated di HAY disegnata da Muller Van Severen offre la leggerezza visiva della lamiera forata, un'eleganza disinvolta che evoca le reti da pesca senza cadere nel folklore. E per asciugarsi, via le cifre ricamate da pensione sul lungomare: il telo Lucky You di Paola Navone per Lanerossi sceglie una grafica pop e un azzurro allegro che mette subito di buon umore.
All'aperto, l’estate rischia di scivolare nel consueto catalogo di fioriere bianche e sdraio in finto rattan da stabilimento dimenticato. Il divano modulare Switch di Atmosphera ristabilisce l'ordine e la leggerezza grazie alla struttura in alluminio grafite, la base effetto teak e i cuscini grigio morbido: tutto molto misurato, senza scenografie.
Accanto, la collezione Loop di Ethimo firmata da Elena Salmistraro propone forme fluide, quasi modellate dalla brezza, muovendosi tra il verde alga e i toni torbidi dei fondali vivi. Infine, la poltroncina outdoor di Cassina, nata dal genio di Vico Magistretti, unisce il legno laccato azzurro polveroso a un intreccio classico. Una memoria alta e calma, lontana anni luce dalla plastica stagionale.