Di Claudia Ricifari
Il 9 ottobre Bella Hadid compie 30 anni e la sua carriera sembra essere in piena ascesa. Alla sua stessa età, d'altronde, anche le top model degli Anni '90 cambiavano pelle, superando i confini della moda e diventando non solo celebrità, ma anche imprenditrici. Un po' quello che sta accadendo anche a Bella Hadid e alle altre super model contemporanee, che hanno portato il concetto di modella a un livello ancora superiore e dominato, più che dalle copertine e dalla televisione, dai social.
In questa narrazione contemporanea, Bella Hadid occupa una posizione centrale e per certi versi unica. Insieme alla sorella Gigi e a Kendall Jenner, ha guidato la transizione della figura della supermodella nell'era digitale, ma è riuscita ad andare oltre la semplice etichetta di "Insta-girl". Nel giorno del suo trentesimo compleanno, l'eredità visiva e culturale che ha costruito è evidente e si gioca su un equilibrio calibrato tra charme d'altri tempi e una disarmante modernità.
Se le supermodel degli anni Novanta incarnavano un’idea di perfezione inaccessibile e quasi divina, la generazione di Bella Hadid ha scardinato quel piedistallo, sostituendolo con la presenza continua e diretta dei social media. Bella Hadid ha ridefinito il valore della popolarità nella moda, smarcandosi dal concetto di musa dei grandi direttori creativi, ma imprenditrici di se stesse capaci di spostare l'attenzione di milioni di persone con un singolo scatto. La differenza sostanziale rispetto al passato sta nella permeabilità del racconto.
Dove la top model classica manteneva un velo di mistero, la top model 2.0 costruisce il proprio mito sulla condivisione quotidiana, trasformando il backstage (delle sfilate e in generale delle proprie vite) in uno spettacolo parallelo e complementare a quello della passerella. In un certo senso, Bella Hadid diventa mezzo di comunicazione a se stante, attraverso ciò che sceglie di condividere con il suo pubblico, che siano momenti di lavoro, cover o scatti privati.
Il successo di Bella Hadid risiede in una rara capacità di assimilare e rielaborare l'archivio della moda trasformandolo in fenomeno virale. Dai look scultorei sfoggiati sul red carpet di Cannes (come lo scenografico abito con polmoni d'oro firmato Schiaparelli Haute Couture) fino al famoso abito spray creato dal vivo sul suo corpo da Coperni, ogni sua apparizione è pensata (da brand, stylist e da lei stessa) per rimanere nell'immaginario collettivo. Al tempo stesso, i suoi street style diventano immediatamente tendenza di culto. Qualche esempio? Quando lo scorso inverno ad Aspen è stata immortalata con un look bianco e giacca di pelle tipicamente Nineties.
Bella Hadid (insieme a Kendall Jenner e Rihanna) ha sdoganato il gorpcore e il ritorno all'estetica Y2K, in un certo senso quasi anticipando quello che poi avremmo visto sulle passerelle nei mesi successivi. E qui sta un altro ribaltamento di prospettiva rispetto alle top model degli Anni '90. Bella Hadid ha uno stile che diventa immediatamente trend in ogni occasione. Così, capita a volte che le maison seguano ciò che dalla strada inizia a emergere come tendenza. È un influenzarsi a vicenda ben diverso da un tempo, quando le modelle dettavano le mode sulla base di ciò che qualcun altro aveva scelto per loro in un servizio fotografico o in passerella.
Una celebrità di questo genere lavora con le aziende in un modo diverso. Prada Beauty, Miss Sixty e Alo le hanno affidato campagne lontanissime tra loro, ma a tenerle insieme è la fiducia di un pubblico che la segue in ogni sua versione. Lo stesso pubblico cui si rivolge con Orebella, la linea di profumi che ha fondato e che racconta con un tono molto personale, come quando ha scherzato in una didascalia su una bottiglia da 100 ml dimenticata nella toilette portatile di un rodeo.
Kendall Jenner ha percorso la stessa strada con la tequila 818, lanciata senza il cognome di famiglia sull'etichetta, e Forbes ha inserito lei e Bella, insieme a Hailey Bieber, nella nuova classe delle supermodelle influencer, una definizione che racconta bene un mestiere in cui la modella è anche l'imprenditrice di sé stessa.
A fare di Bella Hadid una figura di riferimento per la nuova generazione non sono soltanto le copertine o la cronaca rosa, ma la scelta inconsueta di mostrare le proprie crepe. In un settore fondato sull'illusione dell'invulnerabilità, Bella ha abbattuto il tabù raccontando sui social la lunga e complessa battaglia contro la malattia cronica di Lyme, tra ricoveri in ospedale, ansia medica e profonde fasi di depressione e burnout.
Pubblicare scatti con la flebo al braccio o ritratti in lacrime senza filtri ha ribaltato la percezione della modella irraggiungibile, trasformandola in una figura umana e vicina, capace di offrire conforto a chi vive battaglie invisibili.
Anche la sua vita sentimentale ha rispecchiato questo percorso di maturazione. Se negli anni dell'affermazione la storia tira e molla con The Weeknd la vedeva al centro di un'attenzione mediatica asfissiante, tra red carpet iconici come quello dei Grammy e apparizioni sui palchi di tutto il mondo, con il tempo la modella ha cercato una dimensione protetta e genuina.
Ne è stato un esempio il legame – da poco chiuso - con il cowboy e addestratore di cavalli Adan Banuelos, vissuto lontano dai riflettori della metropoli e sfociato persino in un trasferimento in Texas per riscoprire ritmi più autentici e curare la propria salute.
È questo cortocircuito tra la magnificenza delle passerelle e la cruda sincerità dei momenti di difficoltà a rendere il suo percorso così incisivo: le giovani donne che la seguono si confrontano con una persona reale, che sì calca le passerelle più importanti al mondo e fa una vita da sogno, ma quella vita ha luci e ombre, come tutti.
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