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entertainment04 ottobre 2026

Susan Sarandon e i segreti per rimanere se stesse a 80 anni

Dalla chioma mossa (e poi ramata) alle labbra tinte di rosso. Le caratteristiche che hanno reso unica l’attrice, dagli inizi della sua carriera, ad oggi. Passando per l’impegno civile
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Di Simona Peverelli

Credits Getty Images
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Una donna di fronte allo specchio. Il riflesso è quello di una splendida 80enne; la persona che guarda è Susan Sarandon, l'eroina del cinema dalle frontiere impossibili da superare. La prima esponente delle "nuove cowgirls", la categoria di cui saranno rappresentanti, anni dopo, attrici come Sharon Stone e Uma Thurman. Ieri insegnava alle donne ad affermarsi come tali, sfruttando talento e bellezza; oggi dimostra come, negli anni, il valore più grande sia rimanere uguali e se stesse, o meglio, fedeli alla propria immagine – oltre che alle proprie convinzioni. Senza cambiare mai, senza stravolgersi, accettando i segni del tempo e modellandoli sul corpo che sboccia, e poi cresce, e infine invecchia.

La chioma mossa (e poi ramata)

Lasciati sciolti sulle spalle con una texture morbida e naturale, i capelli mossi (e, negli anni a venire, ramati) di Susan Sarandon fanno breccia quel giorno in cui, mentre accompagna il marito a un provino, viene notata da John G. Avildsen, che la sceglie immediatamente per recitare il ruolo di una ragazza uccisa dal padre nella pellicola La guerra del cittadino Joe. Era il 1970. L'esordio non è quello della grande star; la gavetta illustre arriverà poi al fianco di mitici nomi del cinema come Jack Lemmon, Robert Redford, Anthony Perkins e Walter Matthau. Ma quella chioma rimane la stessa, lì ad esaltare il suo fascino gentile.

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Labbra rosso rubino

Poi arriva il ruolo della comune ragazza americana che le cambierà per sempre la carriera, in The Rocky Horror Picture Show, del 1975. Come la giovane acqua e sapone che interpreta, catapultata in una folle notte nel misterioso castello del Dr. Frank-N-Furter, la donna fuori dal set vive una rivoluzione: chiude con il matrimonio, ha una storia con Sean Penn e poi con il regista Louis Malle, e poi gira Atlantic City U.S.A. che le varrà la nomination all'Oscar come miglior attrice protagonista. Uno spazio importante della sua vita, in cui inizia a sfoggiare sistematicamente labbra rosse intense e perfettamente definite, un dettaglio simbolo dell’energia di quel periodo, che diventerà vero punto focale del suo beauty look, fino a oggi.

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Make-up luminoso

Il ruolo più indimenticabile rimane quello della casalinga disperata Louise, in fuga per un weekend con l'amica Thelma. Mentre nel 1991 Thelma & Louise diventava un cult, facendo conquistare a Sarandon un David di Donatello e una nomination all'Oscar come miglior attrice protagonista, nelle occasioni mondane l'attrice sfoggia sempre un beauty look naturale e mai ostentato: incarnato luminoso, make-up sofisticato e discreto, con lo sguardo delicatamente enfatizzato. Un sintomo di consapevolezza già matura del proprio carisma di donna e di professionista.

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I total look neri

Il coronamento della sua vita artistica arriva con Dead Man Walking - Condannato a morte e il ruolo di suor Helen Prejean, che le vale il tanto sospirato Oscar come miglior attrice protagonista per l'intensità con cui interpreta un'assistente spirituale che segue un condannato a morte. È in questo periodo che prende forma anche il suo look-divisa: rigorosamente total black.

Come quello sfoggiato sul palco degli Academy Awards nel 1995, un abito nero con spalline sottili e scollo a cuore lungo fino ai piedi, abbinato a un paio di peep toe, sempre nere. Da quel momento gli abiti saranno sempre dal taglio impeccabile, essenziali e raffinati, capaci di esaltare la silhouette senza eccessi. Una cifra che l’accompagnerà sempre in occasione degli eventi più importanti, un modo per esprimere con un linguaggio senza tempo la propria eleganza discreta.

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L'impegno civile, dal 1982 a oggi

Nero anche l’abito portato sul red carpet della 83esima Mostra del Cinema di Venezia, ma in questo caso con un messaggio di pace: un modello con scollo a barca dove spiccava la spilletta progettata da Shepard Fairey con una colomba che trasporta un fiore di loto con un gambo di filo spinato: “speranza, resilienza e una pace giusta”. La dimostrazione che Susan Sarandon è rimasta se stessa non solo in superficie, ma anche sul fronte più profondo dell’impegno civile.

Pasionaria di Hollywood, pochi giorni prima era stata posta in stato di fermo dalla polizia statunitense davanti al palazzo dell’Onu di New York durante la protesta a sostegno della Palestina a cui stava prendendo parte. Non era la prima volta: Sarandon era finita in manette altre 4 volte in occasione di altre manifestazioni per i diritti civili, la prima volta nel 1982. La forza degli ideali portata avanti con la stessa tenacia con cui ha mantenuto fede alla propria bellezza che naturalmente è cambiata, si è evoluta. Da una parte i segni del tempo come un racconto della propria storia, dall’altra i capisaldi della propria immagine, che hanno fatto di lei, anche a 80 anni, una presenza incredibilmente magnetica.

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