Scopri Infinity+
Corporate
living04 novembre 2026

Dentro e fuori: il design outdoor si prepara all'inverno

Dalle pergole bioclimatiche agli arredi dalle forme domestiche, tecnologia e ricerca sui materiali trasformano terrazzi e giardini in spazi da vivere più a lungo, anche quando la bella stagione finisce
Condividi:

Di Patrizia Piccinini

Lettino in alluminio laccato nero della collezione 1800 di Tectona - Courtesy Tectona
Lettino in alluminio laccato nero della collezione 1800 di Tectona - Courtesy Tectona

La casa italiana non ha mai amato troppo le porte chiuse, almeno quelle che danno sul verde. Prima c'erano la loggia, il portico, la pergola: stanze senza pareti, ma cariche di vita, dove si mondavano i piselli, si stendeva il bucato e si tirava sera sulle sedie portate fuori dalla cucina al mattino e riaccompagnate dentro prima della rugiada. Poi il Novecento ha preso quell'abitudine spontanea e l'ha trasformata in un manifesto d'architettura.

Le Corbusier ha portato il giardino sul tetto, con il solarium della Villa Savoye, mentre Mies van der Rohe e Philip Johnson hanno lavorato sull'idea di una casa aperta al paesaggio, attraverso grandi superfici vetrate e una nuova continuità tra architettura e natura. La Glass House di Johnson, del 1949, e la Farnsworth House di Mies, progettata nello stesso periodo, sono due tappe fondamentali di questa storia. Il paesaggio era entrato in casa, ma gli arredi continuavano a vivere in due categorie distinte: dentro il velluto, i legni nobili e le imbottiture generose; fuori il ferro battuto, il teak da ungere d'olio e la plastica dura dei bar.

Oggi quella linea di confine si è assottigliata fino quasi a scomparire, grazie a una trasformazione che riguarda tanto l'architettura quanto il design. E se d'estate il terrazzo sembra una naturale estensione del soggiorno, è con l'arrivo dell'autunno e dei primi freddi che si misura la capacità di questi spazi di accompagnare la vita domestica durante tutto l'anno. La soluzione passa da una raffinata combinazione di tecnologia, ricerca sui materiali e progetto degli arredi.

Macchine climatiche

Ad accompagnare questa metamorfosi ci sono le pergole bioclimatiche, eredi tecnologiche del vecchio portico di campagna. Sistemi sempre più sofisticati, progettati per regolare luce, ventilazione e protezione dalle intemperie, rendendo lo spazio esterno utilizzabile in condizioni climatiche differenti.

Velvet / Velvet Plus, pergola bioclimatica, Gibus - Courtesy Gibus
Velvet / Velvet Plus, pergola bioclimatica, Gibus - Courtesy Gibus

Velvet e Velvet Plus di Gibus permettono di orientare le lame fino a 85°, anche in modo indipendente, oppure di impacchettarle per aprire la copertura al cielo. Le guarnizioni perimetrali Side Seal contribuiscono a proteggere dalle infiltrazioni d'acqua, mentre il sistema può integrare anche impianti audio Bluetooth.

Kedry Neos, pergola bioclimatica, KE - Courtesy KE
Kedry Neos, pergola bioclimatica, KE - Courtesy KE

KE, con Kedry Neos, lavora sulla pulizia formale e sull'integrazione tecnica: il sistema di drenaggio dell'acqua è nascosto nelle colonne e l'illuminazione è affidata a LED dimmerabili. La protezione può estendersi anche alle chiusure perimetrali, come dimostra Connect di Pratic, una pergola bioclimatica che abbina alle lame orientabili o retraibili le vetrate Spy Glass, specchiate verso l'esterno e trasparenti dall'interno.

Le superfici riflettono il paesaggio circostante e proteggono la privacy, mentre le chiusure in vetro temprato riparano da aria, vento e acqua. Le lame in alluminio, orientabili fino a 140°, oppure retraibili, permettono di regolare luce, calore e ventilazione. Un sistema che integra anche domotica, sensori meteorologici e comandi vocali, per gestire le diverse funzioni della pergola.

Connect, pergola bioclimatica con vetrate Spy Glass, Pratic - Courtesy Pratic
Connect, pergola bioclimatica con vetrate Spy Glass, Pratic - Courtesy Pratic

Design: il gemello diverso

Attorno a questo guscio protettivo, anche le aziende dell'arredo hanno ripensato il progetto degli spazi esterni. La tendenza è quella di sviluppare famiglie di prodotti capaci di mantenere una coerenza estetica tra interno ed esterno, con soluzioni costruttive differenti. Guardando una terrazza attraverso la vetrata del soggiorno, la sensazione è quella di un'unica composizione domestica: ritornano gli stessi volumi morbidi, le tonalità desaturate, le proporzioni e quella cura dei rivestimenti un tempo riservata agli imbottiti da interno.

Il divano Idro di Fast, disegnato da Francesco Meda e David Lopez Quincoces, ne è un esempio. La struttura rigorosa e le imbottiture avvolgenti gli conferiscono un carattere vicino a quello di un divano da soggiorno, pur conservando le caratteristiche necessarie alla vita all'aperto. Una ricerca analoga guida Array Outdoor, il sistema modulare disegnato da Snøhetta per MDF Italia: una composizione di elementi curvilinei che permette di modellare lo spazio attraverso configurazioni fluide, con la stessa libertà progettuale degli ambienti domestici contemporanei. Anche arredi tradizionalmente legati all'interno trovano nuove possibilità all'aperto.

Da sinistra: Nidia, libreria outdoor, design Dordoni Studio, RODA - Courtesy RODA; Array Outdoor, sistema modulare di sedute, design Snøhetta, MDF Italia - Courtesy MDF Italia
Da sinistra: Nidia, libreria outdoor, design Dordoni Studio, RODA - Courtesy RODA; Array Outdoor, sistema modulare di sedute, design Snøhetta, MDF Italia - Courtesy MDF Italia

Nidia di RODA porta il tema della libreria e delle quinte contenitive in terrazza, mentre Salinas di Talenti, firmata da Ludovica + Roberto Palomba - che esiste sia nella versione outdoor che indoor - trasferisce nel dining outdoor una compostezza formale tipicamente domestica. Il linguaggio si arricchisce poi di forme organiche e accenti cromatici: il pouf Apex di Roche Bobois, disegnato da Sacha Lakic, porta all'esterno la tridimensionalità delle sue forme, la poltroncina Kipu Club Outdoor di Lapalma avvolge la seduta in volumi morbidi e il daybed Lodge di Ethimo, firmato da Christophe Pillet, interpreta il relax all'aperto attraverso un segno architettonico essenziale.

Lodge, daybed, design Christophe Pillet, Ethimo - Courtesy Ethimo
Lodge, daybed, design Christophe Pillet, Ethimo - Courtesy Ethimo

Completano il quadro il tavolo della collezione Moorea un pezzo di design firmato da Carlo Colombo per Giorgetti e i tavolini Nolo di S-CAB, con i loro contrasti cromatici perfetti sia in casa che fuori. Sotto questa continuità visiva si nasconde una ricerca tecnica specifica. Se il modello da soggiorno può concedersi piuma d'oca, legni pregiati e rivestimenti delicati, la sua versione outdoor richiede una struttura capace di resistere all'umidità, agli sbalzi termici e ai raggi UV.

Da sinistra: Salinas, collezione outdoor, design Ludovica + Roberto Palomba, Talenti - Courtesy Talenti; Kipu Club Outdoor, poltroncina, di Anderssen & Voll, Lapalma - Courtesy Lapalma; Apex Outdoor, pouf, design Sacha Lakic, Roche Bobois - Courtesy Roche Bobois
Da sinistra: Salinas, collezione outdoor, design Ludovica + Roberto Palomba, Talenti - Courtesy Talenti; Kipu Club Outdoor, poltroncina, di Anderssen & Voll, Lapalma - Courtesy Lapalma; Apex Outdoor, pouf, design Sacha Lakic, Roche Bobois - Courtesy Roche Bobois

Entrano così in gioco alluminio e acciaio inox 316, filati in polipropilene tinto in massa, resistenti all'azione del sole e del cloro, e imbottiture in poliuretano a cellule aperte, studiate per favorire il deflusso dell'acqua e l'asciugatura. Una ricerca che riguarda ogni dettaglio, dalle cuciture alle fodere, dai sistemi di drenaggio alla scelta dei tessuti. Anche la sensazione al tatto diventa parte del progetto: superfici morbide, trame materiche e colori pensati per conservare nel tempo la qualità estetica degli arredi. Il risultato è una casa che si allarga visivamente verso il giardino, il balcone o il terrazzo.

Da sinistra: Morea di Carlo Colombo per Giorgetti - Courtesy Giorgetti; Nolo, tavolini outdoor, di Simone Bonanni per S-CAB - Courtesy S-CAB
Da sinistra: Morea di Carlo Colombo per Giorgetti - Courtesy Giorgetti; Nolo, tavolini outdoor, di Simone Bonanni per S-CAB - Courtesy S-CAB

La tecnologia protegge lo spazio, mentre il progetto degli arredi ne conserva la continuità con il soggiorno. E così, tra una cena sotto la pergola e un pomeriggio trascorso sul divano, torna qualcosa delle vecchie abitudini: la voglia di stare fuori, di apparecchiare sotto il cielo, di lasciare che la giornata finisca in una stanza senza pareti. Anche quando l'aria si fa più fresca e la stagione cambia. Con qualche comodità in più e molte meno sedie da riportare dentro prima della sera.

Leggi anche:

Fenomenologia della castagna: ravioli, marron glacé e castagnaccio d’autore

Dimore da star: il mercato delle case leggendarie

Contenuti consigliati