Di Patrizia Piccinini
C’è stato un tempo in cui l’estate si misurava semplicemente in muretto e birretta. Poi è arrivata l’epopea della Milano da bere, e da lì il big bang sociologico che ha cambiato per sempre le serate in compagnia. È stato definitivamente codificato il rito dell’Aperitivo con la A maiuscola, che si è trasformato subito in apericena - quel neologismo un po' fusion e un po' sciamanico che unisce il diritto al cocktail al dovere di sfamarsi - fino ad arrivare alle derive contemporanee dell’aperigreen, dell’aperifresco e del cocktail nomade.
Oggi, però, la vera frontiera della coolness urbana ha subito un’ulteriore mutazione genetica: non è più il locale di tendenza dove farsi vedere, ma il proprio giardino, o quel terrazzo faticosamente difeso nei metri quadri condominiali. Il nuovo status symbol è l’ospitalità domestica, ma con un tasso di design altissimo. Per trasformare il prato di casa nel perfetto set della mixology estiva, senza cadere nel temibile effetto "grigliata della domenica", la mossa vincente è applicare la regola del cocktail match.
Abbiamo così shakerato i drink più amati con le tendenze arredo più forti del momento, associando a ogni sfumatura alcolica un preciso carattere d'interior, dove il sound del ghiaccio nel bicchiere risuona in perfetta armonia con le texture dei materiali circostanti. È una vera e propria geopolitica del cortile, capace di traghettare chiunque da una giornata in ufficio a una notte di mezza estate in un battito di ciglia.
Se c'è un colore con il passaporto per l'estate, è l'arancione. Una sfumatura vitaminica che evoca ai più romantici i cieli al tramonto e, più laicamente, uno Spritz ben fatto. Il rito si celebra con la Carafe à Spritz Parfait di Cookut, o con le tonalità ambrate della caraffa Sunlit di HK living per chi preferisce atmosfere rétro sognando la piscina che non c’è. Il rigore grafico del set Rim Carafe & Glass di Hay porta invece un sottile profilo nero a incorniciare il rosso del bitter come un segno di matita.
Il ghiaccio non è una comparsa occasionale: i cubi XL dello stampo Peach Fuzz di Muitomas, compatti e scenografici, reggono anche le giornate più torride. Il gran finale è affidato ai bicchieri Trama di Patricia Urquiola per Kartell: una geometria di riflessi pensata per dare una parvenza di rigore a un rito che, notoriamente, rigido non è. Anche perché, con una texture così, l’ultimo giro ha la tendenza a non essere mai l’ultimo.
Dimenticate gli ombrellini di carta e le derive pop: qui si celebra il culto del Gin Tonic, l’unico cocktail che richiede la precisione di un neurochirurgo e la pazienza di un monaco zen. Si parte dall’altare: la Prisma Cocktail Station. Acciaio inox, ghiacciaia integrata e un design così rigoroso che l'unico dubbio è se preparare un drink o un esperimento di fisica quantistica.
Persino l'atto di pescare il ghiaccio diventa solenne grazie alla pinza Vertigo di Andrée Putman per Christofle, un gioiello d’argento che nobilita anche il più banale dei cubetti. Le bottiglie si muovono con eleganza felina sul carrello Transit di Magis, pronte a sacrificarsi nei bicchieri Gio Line di LSA International o nella Surface Collectie di Sergio Herman per Serax, dove la trasparenza incontra la materia. Un set-up che unisce il rigore del laboratorio al bar di un hotel a cinque stelle. Perché va bene rilassarsi, ma sempre secondo le regole della casa.
Il Mojito evoca subito amache e camicie a fiori, ma per salvarlo dalle sue derive più pop serve un'insospettabile dose di disciplina. Il kit di sopravvivenza parte dal set The Tending Box di Alessi, disegnato da Giulio Iacchetti: un arsenale in acciaio inox che trasforma il pestaggio della menta in un microscopico atto di alta chirurgia. Bandito il ghiaccio che si scioglie al primo raggio di sole; la resistenza estiva si fa con i cubetti in pietra ollare Not/ice di knIndustrie: solo freddo polare, zero acqua, nessun compromesso.
Anche il bicchiere gioca una sua partita: tra l'ironia esotica del cactus in vetro soffiato di Casarialto e il rassicurante spartito verticale dei Riedel Highball, ottimo alleato per dissimulare l'ebbrezza con una linea rigorosa. Le cannucce in vetro nei toni del bosco di Kave Home sono il sigillo finale: rigorosamente riutilizzabili, lavabili e nemiche dell'usa e getta, permettono di salvare il pianeta un sorso alla volta. O, quantomeno, di alleggerire i sensi di colpa la mattina successiva.