Di Patrizia Piccinini
"Primavera non bussa, lei entra sicura" cantava De André, e quest'anno ha deciso di farlo passando direttamente dal portone di casa. È vero, il colore dell’anno deciso da Pantone è il Cloud Dancer, ma noi in questo periodo abbiamo deciso di seguire un’altra strada, immergendoci in un mondo di tonalità che raccontano la natura. Il verde si conferma il protagonista assoluto del 2026, muovendosi tra il desiderio di iper-tecnologia e la ricerca di benessere estremo: lo vediamo nel Bio-Lume Green, quel verde digitale che sembra emettere luce propria, nel rassicurante Moss Heritage che evoca giardini d'inverno d'altri tempi, e nel vibrante Chlorophyll Oxygen, il colore della foglia nuova che annulla i confini tra indoor e outdoor. (Sì, i nomi dei colori sono pura farina del nostro sacco).
In questo scenario, il mobile smette di essere un semplice arredo per rubare la scena, ricordandoci che la noia è ufficialmente fuori moda. Il viaggio nel design inizia con l'anima organica del divano One Page disegnato da Ron Arad per Moroso, dove la trapuntatura densa simula la morbidezza del muschio, per poi accendersi con il guizzo pop della cassettiera Storet di Nanda Vigo per Acerbis, un’esplosione di vitalità in verde neon laccato. La modularità si fa materica con il sistema Maddy di Patrick Norguet per Alias, che mescola sapientemente tonalità salvia e muschio, mentre il divano Treboli di Jaime Hayon per Arflex introduce l'eleganza sofisticata del velluto ottanio, delineato da profili bianchi come un tratto grafico d’autore.
La natura entra in casa anche attraverso forme scultoree e minerali: il tavolo Penelope di Christophe Delcourt per Molteni & C porta nel living una preziosa struttura laccata verde oliva, mentre il Dolmen Glass di Cappellini celebra la forza del marmo Verde Alpi in un caleidoscopio di riflessi che giocano con la trasparenza del vetro. Questa freschezza iconica prosegue con il tavolo Marcuso di Marco Zanuso per Zanotta, che tinge il rigore industriale di un verde prato brillante, e trova una dimensione più intima e tattile nella scrivania Hug di Giulio Iacchetti per Fantin, dove il metallo goffrato verde sottobosco trasforma lo spazio di lavoro in un angolo di poesia.
Il racconto si completa con le geometrie preziose del rivestimento Venier Verde di Bisazza, firmato da Carlo Dal Bianco, che trasforma le pareti in un giardino all’italiana grazie a raffinati intarsi marmorei, e si chiude con l'ironia radicale del Cactus di Gufram, nato dall'estro di Guido Drocco e Franco Mello, che nella sua versione con pelliccia diventa un oggetto surreale e ludico. In sintesi, per accogliere questo risveglio non serve aspettare: basta il mobile giusto, la firma d'autore e la sfumatura perfetta per portare finalmente la primavera dentro casa.
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