Di Giulia Pacella
Con il sipario che cala sulla settimana dell’Haute Couture Autunno/Inverno 2026-2027 a Parigi, è già tempo di bilanci per addetti ai lavori e trend analyst. Che moda sarà? Quali sono le grandi tendenze emerse dalle passerelle della couture? C’è un aspetto che appare ormai evidente dalla tornata di fashion show parigini (a cui si aggiungerà questa sera il debutto di Maria Grazia Chiuri con l’Alta Moda di Fendi): questa è la stagione del grande reset del lusso.
I nuovi direttori creativi Blazy, Anderson e Piccioli hanno infatti trovato nell’Haute Couture il terreno ideale per definire con chiarezza la propria visione creativa e imprimere un segno riconoscibile alle maison approdate sotto la loro guida lo scorso anno. La couture, mai come in questa stagione, diventa così il momento in cui un nuovo corso prende definitivamente forma, segnando un autentico spartiacque creativo.
Parlare di collezioni Haute Couture significa sbirciare in un mondo inaccessibile certo, con collezioni destinate a una piccolissima parte di consumatori (secondo lo studio The State of Fashion 2026 di McKinsey & Company per BOF gli ultra-high spenders che destinano più di 70.000 euro all’anno in lusso sono meno dell'1% dei clienti totali).
Eppure è un mondo a cui guardare assolutamente, perché è proprio nella sua libertà creativa che la couture anticipa ciò che, domani, entrerà nel lessico della moda. Sono esattamente queste passerelle a definire il linguaggi e immaginari e a tracciare macro trend trasversali che si dipaneranno da qui alle prossime stagioni.
Dal trend floreale (un grande classico dell’Haute Couture) - che in questa stagione esplode in veri e propri immaginari botanici e naturalistici - al tema dell’artigianalità e della manualità come risposta all’AI generativa, passando per il decorativismo in antitesi al quiet luxury, fino a corpetti e scolli, che parlano di un ritorno alla sensualità, o la ricerca della leggerezza e del movimento: quali sono le visioni dell’alta moda che plasmeranno la prossima stagione? Cosa rimarrà di queste sfilate Haute Couture?
Riavvolgiamo il nastro e facciamo un piccolo recap dai défilé parigini non solo per sognare e continuare a nutrire il nostro immaginario, ma anche per lasciarci ispirare dal bello, portandolo nel quotidiano e lasciandolo fluire nella vita vera (che poi è il modo in cui Pierpaolo Piccioli immagina la couture, a cui attribuisce un ruolo soprattutto culturale).
Couture quindi non solo (e non tanto) come business di nicchia o pensata in termini di abiti irraggiungibili e di creazioni dai costi folli, ma come attitudine in grado di plasmare il nostro modo di vestire. Un flusso osmotico che dall’alta moda arriva nelle strade, entra nei guardaroba “ordinari” con estetiche, sapori, dettagli e mood da fare nostri sin da ora, senza aspettare le nuove stagioni. Per vivere l’estate 2026 con un tocco di stile (e magia) in più.
Jonathan Anderson per la collezione Dior Haute Couture Autunno/Inverno 2026-2027 ha costruito un intero vocabolario visivo attorno al nodo e al fiocco, ispirandosi al lavoro della scultrice americana Lynda Benglis, nota per trasformare materiali bidimensionali in forme scultoree tramite annodature, pieghettature e modellature.
Gli enormi fiocchi argento o bronzo danno nuova forma agli abiti plissé o trasformano le borse in furoshiki, l’Arizona Coat rosso in plissé soleil con il delicato bow intorno al collo, i nodi centrali sulle gonne donano a una superficie piatta un volume tridimensionale, creando un dialogo diretto tra scultura e couture. Sono l’idea da rubare e fare subito nostra anche per i look estivi. Basta un foulard in testa da chiudere con un maxi fiocco, annodare in maniera scenografica un pareo, stringersi una camicia sulle spalle con le maniche che creano una gala scenografica per acquisire quel mood elegante e romantico che abbiamo respirato in passerelle.
Matthieu Blazy per la sfilata Chanel Haute Couture Autunno/Inverno 2026-2027 ha trasformato il Salon d'Honneur del Grand Palais in un giardino incantato, che però non ha nulla del rassicurante english garden. Ė piuttosto una giungla matrigna e selvaggia, con piante e fiori rampicanti disegnati insieme allo scenografo Martin Brûlé.
Un paesaggio incantato che trasporta in una dimensione fiabesca e porta in passerella elementi che rievocano una serie di favole per bambini (da Jack e il fagiolo magico al Mago di Oz): tutto risuona come un invito a giocare con la moda.
Allora anche per quest’estate perché non ritrovare quello spirito leggiadro e fantasioso? Scrolliamoci di dosso il rigore e ispiriamoci ai dettagli e agli styling di Chanel per impreziosire i nostri look con collanine, ciondoli e fiori che spazzano via il minimalismo, ma anche il cattivo umore. Mescolate, sovrapponete, aggiungete porte-bonehur, animaletti e chincaglierie varie. Let the magic happen! E per farlo non c’è bisogno di un abito couture, è solo una questione di attitudine.
A proposito di animali fantastici e dove trovarli, nessuna maison più di Schiaparelli ha fatto delle iperboli fantasiose la propria signature. Daniel Roseberry continua il viaggio della maison nel surrealismo, esplora il mondo sottomarino e lo traduce - tra le altre cose - in una gioielleria audace, ispirata agli esseri che popolano gli abissi.
Orecchini a forma di conchiglia, bracciali e collane come tentacoli di polpo, choker e polsini in silicone che richiamavano gli anemoni di mare, capaci di fondere la componente kitsch e quella inquietante tipica della grammatica Schiaparelli. Perfetti per l’estate. L’idea a cui ispirarsi? Il desiderio di trasformare l’ordinario in straordinario e la voglia di usare bijoux e gioielli come un fashion statement. Via libera a collane XXL, maxi bangle dorati e orecchini scultorei che illumineranno le notti estive.
La sensualità torna di moda, ma con uno stile sofisticato, intimo e raffinato. Ce lo insegna Silvana Armani che con la collezione "Boudoir" ha portato in passerella un'idea di seduzione fondata sulla discrezione più che sull'esibizione. Il rigore sartoriale tipico della maison si mescola a lingerie di pizzo e scolli sensuali in un continuo gioco tra rivelare e nascondere.
Sono le ispirazioni perfette per i look da sfoggiare nelle notti estive: basta un top in seta su pantaloni eleganti dalle tonalità profonde per ottenere una mise intrigante ed elegantissima. Una nuova femme fatale che seduce con estrema raffinatezza.
Nel suo atteso debutto, Pierpaolo Piccioli ha portato in passerella un vero manifesto dell’Haute Couture non solo come cultura della couture ma anche come valori che essa deve trasmettere e lo ha fatto tramite silhouette e volumi che celebrano questi valori e questa visione rivoluzionaria del mondo e della bellezza.
Volumi extra, gonne fluide, silhouette balloon ed egg shapes e poi ancora ricami che riverberano alla luce del sole e piume che enfatizzano un senso di levità. Una vera e propria filosofia di vita da abbracciare attraverso gli abiti, ma soprattutto nello spirito. Libertà, leggerezza, ariosità, movimento. Le parole chiave della nostra estate.
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