Di Claudia Ricifari
Ormai è ufficiale: le capitali della moda non sono più l’unico centro di gravità delle sfilate. Sempre più spesso i brand scelgono di presentare le collezioni attraverso eventi costruiti su misura, capaci di unire prodotto, territorio e racconto. Non solo con le cruise. È quello che è accaduto lo scorso weekend con la sfilata di Moncler Grenoble ad Aspen e con il debutto fuori Milano di Alberta Ferretti a Dubai. Due operazioni diverse per linguaggio e pubblico, ma accomunate da una stessa direzione: spostare il focus sull’esperienza, che diventa, così, parte integrante della collezione.
La notte al T Lazy 7 Ranch di Aspen è illuminata dalla luna quasi piena. Gli ospiti arrivano in fila sulle motoslitte, attraversando la neve del Colorado per raggiungere la passerella incastonata tra i pioppi. Il set è essenziale e cinematografico: tronchi bianchi, proiezioni luminose che animano il bosco, le note di Morricone a scandire l’ingresso dei modelli.
Ad aprire lo show è Gigi Hadid, seguita da una sequenza di look che mettono subito al centro la dimensione tecnica della linea Grenoble. Boots con ramponi, capi pensati per l’alta quota, volumi costruiti per muoversi sulla neve. La collezione Autunno-Inverno 2026 lavora sull’incontro tra l’immaginario alpino europeo e quello delle Montagne Rocciose: loden e tweed dialogano con lane hi-tech, trapuntature che riprendono la foglia del pioppo diventano motivo grafico su maglieria, jacquard e ricami.
La mappa di Aspen compare su foulard e intarsi, il tartan americano si affianca al denim tecnico, le spalle dei capispalla si rafforzano con profili che richiamano l’estetica western. Il risultato è un guardaroba che tiene insieme performance e costruzione sartoriale, in linea con l’identità di Grenoble.
La sfilata è anche il punto culminante di un weekend esperienziale dedicato alla vita in montagna e l’occasione per inaugurare il primo flagship americano Moncler Grenoble ad Aspen, meta sempre più di culto.
Per una stagione Alberta Ferretti lascia il calendario di Milano Moda Donna e porta la sua sfilata alla Dubai Fashion Week. Una scelta non casuale. Dubai è oggi uno dei poli più attivi del lusso internazionale e rappresenta un contesto in cui il discorso sulla femminilità si sta ridefinendo. Qui il direttore creativo Lorenzo Serafini presenta Portrait of a Lady, collezione che costruisce una figura femminile consapevole, radicata nel presente pur strizzando l’occhio agli Anni ‘70.
Il guardaroba si muove tra elementi equestri, citazioni vittoriane leggere e una costruzione moderna delle silhouette. Blazer avvitati con orli grezzi si portano su camicie lavallière, trench doppiopetto in pelle si sovrappongono a stivali morbidi, le gonne tornano centrali come alternativa al pantalone. Per una donna che punta su femminilità e presenza.
I materiali rafforzano questa direzione. Chiffon e tulle costruiscono volumi fluidi che dialogano con pelle d’agnello e anguilla trattate con finiture shibori. Il trench si trasforma in abito, il tulle entra in relazione con la pelle, le superfici vengono percorse da ricami a perline che seguono il movimento. La palette si concentra su nero, avorio, rubino e melanzana, mentre la sera introduce velluti, mantelle leggere e dettagli in piume di struzzo.
Una femminilità che si afferma senza eccessi, costruita su equilibrio, carattere e controllo del linguaggio formale.
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