Di Serena Savardi
Manca davvero pochissimo alla 79esima edizione del Festival del Cinema di Cannes, il secondo più longevo al mondo, che, quest’anno - per la prima volta nella sua storia - non avrà nessun film italiano in concorso. A rappresentare il nostro Paese sul red carpet di Cannes ci sarà però Monica Bellucci - nel cast del film Histoires de la nuit - che con la kermesse ha un rapporto privilegiato.
E mentre cresce l’attesa per l’arrivo su La Croisette di grandi nomi del cinema francese da Isabelle Huppert, Catherine Deneuve e Vincent Cassel ed internazionale - tra cui Kristen Stewart e John Travolta - ripercorriamo insieme alcuni dei momenti di stile più indimenticabili (e copiati) del Festival d’Oltralpe.
Prima ancora dei social e delle dirette dal red carpet, degli scontri tra attrici e influencer e degli scandali degli ultimi anni, Cannes era il luogo dove il cinema incontrava l’alta moda e costruiva nuovi archetipi femminili. Negli anni Cinquanta e Sessanta le star sbarcavano su La Croisette con l’aura delle dive irraggiungibili e i loro abiti (dall’alba al tramonto) assomigliavano a vere e proprie opere d’arte. La couture nella sua essenza.
Grace Kelly, Sophia Loren e le altre, vestite da abiti da gran soirée coordinati a guanti lunghi e gioielli preziosi diffondevano, attraverso pochi e selezionatissimi magazine, l’eleganza e il glamour di certi couturier europei in tutto il mondo.
Ma quando Brigitte Bardot comparve en passant sulla Riviera con capelli spettinati e sensualità spontanea, inaugurò un’estetica completamente nuova, più libera e meno aristocratica, aprendo la strada a tutte quelle che dopo di lei sarebbero venute: da Kate Moss fino a Dua Lipa.
Negli anni Ottanta e Novanta il Festival cambia pelle. La moda diventa più teatrale, più fotografica e soprattutto più consapevole del proprio impatto mediatico, così il Festival più chic del Mediterraneo diventa il luogo dove le maison trasformano le attrici in ambasciatrici globali.
È qui che Madonna indossa un abito firmato Jean Paul Gaultier con corsetteria a vista ispirando lo stile moderno del club Hadid e Kardashian, e Monica Bellucci si trasforma nell’icona della bellezza mediterranea più riconosciuta nel mondo (tanto da diventare madrina del Festival nel 2017 a vent’anni dalla sua prima volta).
Con l’arrivo dell’era digitale il tappeto rosso si trasforma un’altra volta e diventa il regno non solo dell’eterna disputa di attrici che non vogliono le influencer e brand che invece le spalleggiano, ma anche della moda che non presenta più solo capi mozzafiato ma look pensati per raccontare qualcosa.
Ne è un esempio l’abito con cui Charlize Theron, nel 2015, si presenta sdoganando il giallo sul red carpet. Dietro l’azzardo di stile - che se indossato da lei e creato da Dior si trasforma in una mossa vincente e sicuramente replicabile - c’è la volontà di trasmettere un ventata di ottimismo in un momento in cui il settore, dopo un quinquennio di crisi, sembra essersi finalmente risollevato.
Nel 2016 è la volta di Bella Hadid che porta sul red carpet il concetto di naked dress contemporaneo. L’abito rosso di Alexandre Vauthier viene citato, copiato e reinterpretato ovunque e diventa uno degli outfit più condivisi nella storia del Festival perché si fa emblema di quel nuovo modo di essere glamour che piace a Instagram e alle sue ragazze.
Nel 2023 Dua Lipa e Donatella Versace, approfittando del clamore mediatico del Festival, presentano la loro capsule Collection “La Vacanza”. Ambientata in una splendida villa alle porte della città, a bordo di una piscina a picco sul mare, la sfilata con tutte le top model del momento, Irina Shayk, Vittoria Ceretti, Natasha Poly, Precious Lee, per un momento ruba la scena alla settima arte… Quasi per confondere i confini tra cinema, moda e viralità.
Per arrivare allo scorso anno quando la Presidente della Giuria Juliette Binoche, ha chiuso il Festival con un look inaspettato: bomber, gonna e T-shirt Prada, uno stile casual chic che difficilmente si immaginerebbe su un tappeto rosso di quel calibro portando sotto i riflettori una moda quotidiana che racconta certe donne contemporanee.
Ed forse è proprio questo il segreto immortale del Festival di Cannes, un luogo dove gli abiti non solo sfilano per essere fotografati ma creano personaggi, definiscono epoche e suscitano empatia… Perché su La Croisette la moda non accompagna il cinema, in un certo senso lo anticipa.
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