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lifestyle27 gennaio 2026

Ultima occasione: le mostre più belle da vedere prima che finiscano

Da Escher a Dalì, da Crepax a Lee Miller: le esposizioni da recuperare tra gennaio e febbraio prima che sia troppo tardi e altre tre nuove da non perdere
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Di Claudia Ricifari

Maria Lai | Antonio Marras: Paso Doble - Credits: Courtesy Press OfficeMaria Lai | Antonio Marras: Paso Doble - Credits: Courtesy Press Office

Il 2026 sarà un anno di grandi mostre in Italia, in continuità con un 2025 che non ha deluso e che ha offerto una grande varietà di esposizioni da nord a sud.

Tra gennaio e febbraio, in particolare, terminano alcune delle più interessanti retrospettive che hanno contraddistinto lo scorso anno. Motivo in più per organizzare un weekend all’insegna dell’arte e della cultura e recuperarle prima che sia troppo tardi.

Ma non temete, perché nelle prossime settimane ci penseranno moda e fotografia a occupare la scena, tra grandi autori e dialoghi inediti.

Mostre da affrettarsi a vedere prima che chiudano

A Torino il tempo è davvero contato per la retrospettiva dedicata a Lee Miller da CAMERA, in chiusura il 1° febbraio 2026. È una mostra che restituisce una figura impossibile da ridurre a un’etichetta: la fotografa surrealista, la professionista capace di fare moda senza perdere profondità, la reporter che attraversa la guerra con lucidità e coraggio. Il percorso mette insieme immagini e contesti con un taglio che parla anche a chi oggi lavora con l’immagine editoriale: perché Miller non è solo uno sguardo, è un modo di stare dentro il tempo.

Lee Miller, Nusch Éluard seduta su un'auto, Golfe Juan, France 1937 © Lee Miller Archives, England 2025 - Credits: Courtesy Press OfficeLee Miller, Nusch Éluard seduta su un'auto, Golfe Juan, France 1937 © Lee Miller Archives, England 2025 - Credits: Courtesy Press Office

Sempre a Torino, a Palazzo Madama, Bianco al femminile chiude il 2 febbraio 2026 e vale la visita per chiunque voglia capire quanto un colore possa essere un dispositivo culturale. Il bianco della seta e del lino, i ricami, i merletti, l’evoluzione degli accessori e dei codici fino all’abito da sposa: la mostra tiene insieme tecnica, simboli e storia sociale, con un racconto che attraversa secoli e rende evidente una cosa semplice: la moda nasce anche da mani, rituali e saperi spesso rimasti ai margini del racconto ufficiale.

A Ferrara, a Palazzo dei Diamanti, si arriva all’ultimo giro per Chagall, testimone del suo tempo, aperta fino all’8 febbraio 2026. L’impatto è quello delle grandi mostre: ampiezza, ritmo, densità e la capacità di Chagall di trasformare memoria e identità in immagini poetiche e insieme precise, dove la leggerezza non è mai superficialità.

Marc Chagall, La sposa dai due volti, 1927. Collezione privata. © Chagall ®, by SIAE 2025 - Credits: Courtesy Press OfficeMarc Chagall, La sposa dai due volti, 1927. Collezione privata. © Chagall ®, by SIAE 2025 - Credits: Courtesy Press Office

A Milano, al MUDEC, chiude l’8 febbraio 2026 anche M.C. Escher. Tra arte e scienza. Metamorfosi, tassellazioni, architetture impossibili: una lettura di Escher come autore che costruisce un linguaggio, vicino al design, ai pattern e alla grafica. Un ponte naturale con la cultura visiva contemporanea, tra rigore e illusione.

Infine, Brescia: al Museo di Santa Giulia, l’antologica Guido Crepax. Sogni, Giochi, Valentina. 1953-2003, che chiude il 15 febbraio 2026. Una mostra che spiega perché il fumettista abbia segnato l’immaginario italiano ben oltre il fumetto: la linea, la regia della tavola, la sensualità, il rapporto con fotografia, cinema, pubblicità. E poi Valentina, icona di stile e di libertà prima ancora che personaggio: un’idea di moda come costruzione narrativa, non come accessorio.

Valentina alla ricerca dei vestiti perduti di Krizia - Credits: Courtesy Press OfficeValentina alla ricerca dei vestiti perduti di Krizia - Credits: Courtesy Press Office

Mostre in partenza, tra moda e fotografia

Il calendario espositivo del 2026 riparte da Milano e da una serie di mostre dal forte impatto estetico e visivo. Dalla moda alla fotografia, in un dialogo tra arti e grandi nomi.

Dal 29 gennaio al 17 maggio 2026, Palazzo Reale ospita Robert Mapplethorpe. The Forms of Desire. È una retrospettiva che mette al centro la forma come ossessione e come disciplina: il corpo trattato come scultura, la bellezza costruita con luce e tensione, l’eleganza che non addolcisce mai l’ambiguità. Il fotografo continua a influenzare fotografia, styling e art direction grazie alla sua capacità di tenere insieme estetica e identità con una precisione quasi classica.

Thomas, 1987 © Robert Mapplethorpe Foundation - Credits: Courtesy Press OfficeThomas, 1987 © Robert Mapplethorpe Foundation - Credits: Courtesy Press Office

Dal 30 gennaio al 26 luglio 2026, a Palazzo Citterio, arriva l’omaggio a Giovanni Gastel. Più che una retrospettiva, è una mappa del suo mondo. A cinque anni dalla scomparsa: moda, ritratti, still life, sperimentazioni; un percorso non cronologico, bensì pensato per temi e atmosfere. Gastel, infatti, è stato uno dei rari fotografi capaci di tenere insieme artigianalità e innovazione senza perdere riconoscibilità: la sua Milano è rigorosa e ironica, elegante ma mai fredda, costruita con un gusto che resta contemporaneo perché non ha mai inseguito la moda del momento.

Giovanni Gastel, 2008 ©️ Archivio Giovanni Gastel - Credits: Courtesy Press OfficeGiovanni Gastel, 2008 ©️ Archivio Giovanni Gastel - Credits: Courtesy Press Office

E poi c’è un progetto che si muove sul confine tra arte e immaginario sartoriale. Dal 30 gennaio al 16 maggio 2026, M77 Gallery presenta Maria Lai | Antonio Marras: Paso Doble, un dialogo a due voci fatto di fili, stoffe, libri, collage, disegni, installazioni. Un percorso che è un racconto di moda tra materia, gesto, teatro, frammento. Lai lavora per sottrazione e concetto, Marras per stratificazione e scena. Il loro incontro diventa una coreografia di rimandi dove l’“altrove” non è fuga, ma un modo diverso di ricomporre identità e memoria attraverso le forme.

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