Il 2026 sarà un anno straordinario per chi ama la moda, l’arte e le contaminazioni contemporanee. Dai saloni neoclassici di Parigi ai corridoi rinascimentali di Firenze, fino alla Londra contemporanea e alla creatività pop di Trieste, l’Europa si prepara a raccontare se stessa attraverso mostre che intrecciano storia e stile. Ecco le esposizioni da non perdere.
Trieste diventa capitale della moda pop con la mostra dedicata a Tom Eerebout, stylist belga che ha firmato alcuni degli outfit più iconici degli ultimi anni, da Lady Gaga a Harry Styles.
EXPOSURE riunisce creazioni spettacolari indossate da star internazionali, accanto ai lavori dei giovani designer passati da ITS Contest. Una narrazione che intreccia corpo, abito e sguardo attraverso fotografie monumentali collocate lungo via Cassa di Risparmio: un’installazione urbana che trasforma la città in un museo diffuso.
Il catalogo, curato da Eerebout ed Emanuele Coccia con la partecipazione di Olivier Saillard, diventa un dialogo tra filosofia e moda, un manifesto della potenza narrativa dell’immagine.
È una delle mostre più attese dell’anno: un viaggio immersivo che indaga il rapporto profondo tra Rothko e l’arte rinascimentale.
Il percorso parte da Palazzo Strozzi per poi estendersi a due luoghi simbolo di Firenze: il Museo di San Marco, dove i pannelli cromatici dell’artista dialogano con gli affreschi di Beato Angelico, e il vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana di Michelangelo.
Un intreccio di spiritualità, colore e architettura che mette in scena l’influenza del Rinascimento sulla visione metafisica del pittore statunitense.
L'Osservatorio di Fondazione Prada, negli spazi sospesi della Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, accoglie The Island, il nuovo progetto site-specific dell’artista, teorica e docente Hito Steyerl. Una mostra che conferma la vocazione del luogo alla sperimentazione dei linguaggi visivi e al dialogo tra tecnologia, cultura e politica.
Con “The Island”, Hito Steyerl intreccia molteplici narrazioni accomunate dal motivo ricorrente dell’inondazione, evocando temi urgenti come le attuali derive autoritarie alimentate dall’uso dell’intelligenza artificiale, la crisi climatica e le pressioni politiche esercitate sulla comunità scientifica.
Il Palais Galliera riporta in vita il Settecento con Passion XVIIIe siècle, una celebrazione sfarzosa della moda di corte. Abiti grandiosi, ricami minuti, tessuti preziosi e silhouette dalla teatralità impeccabile dialogano con creazioni contemporanee ispirate allo stesso secolo, un periodo che non smette mai di affascinare stilisti e storici del costume.
La mostra indaga le tecniche artigianali dell’epoca, l’evoluzione delle forme e il ruolo sociale dell’abito, rivelando quanto l’immaginario del XVIII secolo continui a influenzare il fashion system di oggi, dalla couture alle passerelle più sperimentali.
Considerato il “padre dell’alta moda”, Charles Frederick Worth è il protagonista di una retrospettiva che ripercorre la nascita della couture moderna. Al MUS di Suresnes si riscoprono i capolavori che hanno trasformato l'abito da confezione sartoriale a dichiarazione estetica e identitaria.
Dai primi atelier parigini alla definizione del concetto di collezione, la mostra racconta come Worth abbia strutturato un vero e proprio linguaggio della moda, anticipando dinamiche che oggi consideriamo fondamentali.
Per celebrare il centenario della nascita di Elisabetta II, Buckingham Palace apre la più grande retrospettiva mai dedicata allo stile della Regina.
In mostra circa 200 capi, metà dei quali mai visti prima: un viaggio attraverso dieci decenni di moda reale che svela il rapporto simbolico e comunicativo tra Elisabetta e l’abito.
Accanto ai look originali, gli stilisti Erdem, Richard Quinn e Christopher Kane presentano creazioni ispirate alla sovrana, esposte in dialogo con gli outfit storici: un ponte creativo tra tradizione e moda contemporanea.