Di Federica Caiazzo
Non è certo un ritorno: d’altronde, la minigonna non è mai andata via. Eppure, con le tendenze della Primavera/Estate 2026, la miniskirt riaffiora al centro della scena femminile con un linguaggio rinnovato, più fresco e leggero, perfettamente in sintonia con il desiderio di versatilità tipico della stagione calda. I materiali si fanno impalpabili, le superfici si animano di texture e lavorazioni, mentre velluto e pelle cedono ora il passo a tessuti ariosi e tridimensionali. Tra drappeggi, fantasie geometriche e cromie un po’ più sperimentali, i codici stilistici evolvono senza stravolgere i canoni classici, e soprattutto senza mai perdere il proprio centro.
La storia della minigonna affonda le radici ben prima della sua esplosione negli anni Sessanta. Già Coco Chanel aveva contribuito ad accorciare gli orli, liberando il corpo femminile da costrizioni e formalismi dettati dai contesti sociali del tempo. Tuttavia, è proprio con Mary Quant che la minigonna diventa simbolo culturale: nella Londra degli Swinging Sixties, la stilista inglese rivoluziona il guardaroba femminile introducendo una (non) lunghezza audace, più giovane, fresca e provocatoria. In un contesto segnato dalla diffusione della pillola anticoncezionale e da un nuovo fermento femminista, la minigonna si afferma così come manifesto di emancipazione e autodeterminazione. Non è (più) solo moda, bensì espressione di una generazione tutta al femminile che rivendica una libertà conquistata.
Tra le tendenze più evidenti legate alle minigonne delle sfilate Primavera/Estate 2026 emerge la sperimentazione materica: le texture sono protagoniste. Il crochet guida questa narrativa tattile, trasformando ogni capo in un gioco di profondità. Fendi propone una minigonna a vita alta in una tonalità di azzurro intenso, abbinata a una maglia polo coordinata: un look perfetto per il giorno in città, tra appuntamenti informali e passeggiate in piena nonchalance. J. Salinas segue una linea simile, lavorando con tonalità giallo vaniglia e texture dinamiche. Più giocosa è la proposta di Philipp Plein, che esplora il multicolor pastello su minigonna e polo: una scelta perfetta per il tempo libero, dai brunch del weekend alla valigia da portare durante le vacanze estive.
Le fantasie senza tempo si reinventano sulle passerelle da cui arriva, ancora una volta, l’ispirazione per indossare le minigonne di questa stagione. Luisa Spagnoli porta in scena una minigonna a righe azzurre e bianche dal fascino à la marinière, da indossare con camicia e foulard a pois: ideale per un look da vacanza in barca o per un weekend al mare. Il brand KNWLS, fondato da Charlotte Knowles, interpreta invece il motivo a quadri nelle tonalità del verde, abbinandolo a un crop top con scollo a barca: ha il languore dei look da festival e delle serate estive squisitamente urban. Riflettori puntati anche su Missoni, che resta fedele al proprio DNA e al proprio heritage con righe orizzontali multicolor, abbinate a un trench corto color cammello: un look versatile, adatto sia all’ufficio sia a un aperitivo in città.
Il dinamismo diventa parola chiave nel terzo diktat di questa macro-tendenza: la minigonna drappeggiata. Volumi, ruches e costruzioni fluide ridefiniscono la silhouette femminile con carattere e audacia. In passerella da Celine, una minigonna rossa con ruches abbinata a una camicia burgundy trasparente crea un ensemble sofisticato e sensuale, ideale per una cena elegante o un evento serale. Dior propone invece una versione in verde militare , abbinata a una camicia di jeans: qui i fiocchi, reinterpretati dal direttore creativo Jonathan Anderson, richiamano gli archivi storici della maison. Agli antipodi del minimalismo, il brand Area osa con una minigonna rosa dal maxi-drappeggio che si trasforma in un potenziale strascico: indossata con dolcevita nero e sandali stiletto, quale miglior look per una serata glamour?